Volontariato in Senegal: partecipare a progetti di conservazione ambientale

Volontariato in SenegalIl Senegal è uno Stato situato nella zona occidentale dell’Africa, che ha come capitale la città di Dakar.

Il territorio di questo Paese si estende nel cosiddetto Sahel, la zona di transizione fra le regioni aride sahariane e quelle umide dell’Africa guineana.

Il clima è prevalentemente tropicale, con una lunga stagione secca invernale e una stagione umida estiva, la cui lunghezza aumenta procedendo da nord verso sud.

Tutela ambientale in Senegal

La pesca condotta in maniera massiccia, il disboscamento e l’erosione della costa sono i principali problemi ambientali che il Senegal si trova a fronteggiare oggi.

In particolare, l’erosione della costa, è causata soprattutto dall’asportazione illegale della sabbia; la pesca è praticata sia da pescatori locali, sia da grandi pescherecci europei, ed ha raggiunto livelli troppo alti; il disboscamento è causato dalla crescente domanda di terreno da coltivare, soprattutto per le piantagioni di arachidi, nonché al fatto che gli alberi vengono tagliati anche per farne legna da ardere e carbone dalla popolazione locale.

Il Senegal è comunque un Paese molto attivo, nella ricerca di rimedi ai problemi ambientali, e a tal fine sono state istituite dal governo e dalle numerose associazioni di volontari diverse riserve naturali, come l’Aire Marine Protégeé de Bamboung, che è gestita dalla comunità locale, e sta ottenendo un grande successo nel ripopolamento delle specie.

Questi problemi e la biodiversità della flora e della fauna del Senegal, hanno inoltre portato negli anni all’istituzione di parchi e rifugi per animali e specie protette in genere.

Uno di questi è ad esempio il Parc National des Oiseaux du Djoudj, luogo molto amato dagli appassionati di birdwatching, poiché terzo rifugio per uccelli più esteso del mondo.

Il parco non ospita solo volatili, tra le specie di mammiferi ci sono ad esempio babbuini e altre scimmie; alcune specie di antilope, che vivono nelle zone più aride del Parco; e può anche capitare di avvistare iene, bufali e ippopotami. Tra le altre zone protette ci sono poi le riserve naturali di Ferlo, la Réserve de Bandia, le piccole riserve di Popenguine e La Somone (quest’ultima gestita dalla comunità locale), e molte altre ancora.

Inoltre il Senegal da anni ha intrapreso una serie di azioni volte a contrastare un altro problema ambientale molto diffuso nel Paese, ossia l’inquinamento dovuto alla cattiva gestione dei rifiuti. Il Senegal è uno dei Paesi maggiormente impegnati nella promozione e diffusione delle tecniche di riciclaggio, ed infatti già nel 2008 il governo senegalese ha proibito la produzione dei sacchetti di plastica.

Esperienze di volontariato ambientale in Senegal

Volontariato ambientale in SenegalEsistono diverse associazioni in Senegal che permettono di fare un’esperienza di volontariato ambientale.

Ad esempio, diversi programmi sono organizzati da FOCSIV, la più grande Federazione italiana di ONG che organizza progetti di cooperazione internazionale, con l’obiettivo di contribuire, attraverso il lavoro di partenariato e la promozione dell’autosviluppo, alla lotta contro la povertà, la fame, l’esclusione sociale, il degrado ambientale.

Un’altra associazione presente in Senegal tramite la quale fare un’esperienza di volontariato ambientale è poi LVIA, che è presente in Senegal e in particolare a Thiès. Questa associazione si occupa prevalentemente di programmi volti alla gestione dei rifiuti, e più in generale alla protezione dell’ambiente urbano.

Questa associazione, in passato, ha contribuito alla creazione del primo sistema di raccolta differenziata e del primo centro per il trattamento dei rifiuti plastici in Senegal, ottenendo la diminuzione dei rifiuti plastici dispersi nei quartieri e nelle periferie di Thiès; e la creazione di impiego (per le donne della cooperativa che gestisce il centro) e di piccoli guadagni per la popolazione (attraverso la vendita della plastica).

Oggi LVIA continua a intervenire nel settore della protezione ambientale e del riciclo della plastica, puntando sul coinvolgimento di associazioni giovanili affinché si rendano promotrici presso le loro comunità di appartenenza di un cambio di comportamento, diventando un esempio di cittadinanza attiva.

Nella città e in tutta la regione di Thiès d’altra parte, continuano a non esistere adeguati sistemi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, se non per quel che riguarda i quartieri centrali, e la proliferazione dei rifiuti nelle strade e nei campi è diventata ormai dappertutto una delle piaghe maggiori.

La raccolta dei rifiuti è affidata alle iniziative di piccole cooperative, associazioni di volontari e privati, che, tra l’altro, cercano di contrastare e prevenire la creazione dei depositi abusivi. Infatti, nonostante gli sforzi, questi depositi sono numerosi, con conseguenze facilmente immaginabili per la salubrità dell’ambiente, e quindi per la salute delle popolazioni, ma anche per l’allevamento e l’agricoltura.

La soluzione proposta dall’associazione LVIA, è quella di rafforzare i sistemi di raccolta dei rifiuti plastici nei quartieri periferici di Thiès e nelle città minori attraverso l’apertura di punti detti “recuplast”, che sono dei chioschi gestiti da cooperative o da privati con l’aiuto dei volontari provenienti da tutto il mondo, e dove la popolazione può portare e vendere i rifiuti plastici.

Gli obiettivi di questi progetti consistono nel miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie dei quartieri di Thiès e di città minori, aumentando l’azione di riciclo della plastica; ma anche quello sensibilizzare e coinvolgere la società civile alla raccolta dei rifiuti e alle problematiche ambientali dei propri territori di provenienza

Il complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi, prevede: l’apertura di diversi chioschi “recuplast”; la firma di convenzioni con le autorità locali per l’installazione dei chioschi; la costruzione e l’installazione dei chioschi; la realizzazione di corsi di formazione rivolti ai membri delle cooperative sulle tecniche di gestione dei chioschi; la sensibilizzazione su tematiche ambientale, sulla gestione dei rifiuti e sul loro riciclaggio; la realizzazione di corsi di formazione rivolti ai membri delle associazioni giovanili sul tema della gestione dei rifiuti e del riciclo della plastica; l’organizzazione, insieme alle associazioni, di giornate di sensibilizzazione ambientale nei quartieri

Ma l’associazione porta anche avanti dei percorsi di educazione ambientale, a cui i volontari possono prendere parte, e basati sulla sensibilizzazione della popolazione locale in materia igienico-sanitaria.

Per fare queste esperienze sono richiesti dei requisiti specifici ai partecipanti, come ad esempio: esperienza nel mondo del volontariato; una buona conoscenza del francese; avere conoscenze in materia di riciclo dei rifiuti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *