Volontariato ambientale con gli squali per salvarli dall’estinzione

Un articolo di Alessandro Nicoletti sulla conservazione degli squali e sulle opportunità di volontariato. La crisi ambientale ci impone di non mollare, diventa uno dei nostri e aiuta la conservazione.

dove fare volontariato con gli squali I squali, i terribili predatori del mare che ogni anno macinano milioni di vittime tra noi umani….STOP, questo forse nell’immaginario comune perché la realtà è ben diversa: ogni anno noi umani massacriamo 100 milioni di squali e per i motivi più futili.

Noi uccidiamo 100 milioni di squali ogni anno, i squali da quando vengono monitorati gli attacchi invece hanno ucciso in tutto solamente 439 umani.

Come vedi i veri killer non sono di certo gli squali.

La prima ragione del massacro è la zuppa di pinne di squalo, un piatto tipico asiatico che prevede la cattura degli squali per le loro pinne dorsali.

Gli squali una volta catturati vengono privati delle loro pinne e rigettati in mare ancora vivi.

La seconda ragione è la pesca in generale perché gli squali vengono pescati non solo volutamente, ma anche in maniera accidentale.

Ci sono poi i fattori ambientali come i cambiamenti climatici e l’inquinamento che influiscono sulle popolazioni selvatiche.

Tutte queste minacce fanno sì che moltissime specie di squali sono in pericolo di estinzione.

Fortunatamente per arginare questi problemi sono nate tante associazioni ambientaliste che lottano per la preservazione delle varie specie come quelle che si dedicano ad esempio alla conservazione dello squalo bianco o dello squalo balena.

La buona notizia è che è possibile partecipare a questi progetti di conservazione.

Fare volontariato con gli squali è possibile in molte parti del mondo: contribuirai alla protezione delle specie marine a rischio di estinzione e conoscerai di più sulla biologia marina e sulle iniziative di salvaguardia.

Se gli squali ti hanno sempre affascinato, questa è l’opportunità perfetta per osservarli da vicino e condurre ricerca scientifica su di loro.

Durante le esperienze con gli squali dovrai, tra le altre cose, partecipare alle immersioni di indagine, raccogliere dati e scattare foto per i database scientifici.

I volontari partecipano attivamente al lavoro di ricerca e maturano esperienza rivendibile anche sul mercato del lavoro: hai l’occasione di prendere parte ad attività di studio scientifico vero e proprio, collaborare con i maggiori esperti di squali al mondo, osservare gli animali in natura e contribuire alla conservazione di queste meravigliose creature.

Squali: cenni generali

Gli squali sono predatori marini di dimensioni medio grandi e dalle forti mascelle. Il termine “squalo” deriva dal latino, ed è dovuto alla pelle ruvida e squamosa di questo animale.

Tra le caratteristiche anatomiche più particolari degli squali ci sono:

  • le fessure branchiali, che possono variare da cinque a sette a seconda della specie, e che sono necessarie a questo animale per respirare;
  • i denti, in quanto gli squali sono dotati di varie fila di denti di riserva, che intervengono in sostituzione di quelli persi o danneggiati;
  • la pinna dorsale, che affiora dall’acqua quando l’animale si avvicina alla superficie;
  • l’elettro-ricezione, ossia la sensibilità a campi magnetici ed elettrici dovuta alla presenza di alcuni recettori collegati ai pori del muso di questo animale;
  • l’organo olfattivo di alcune specie di squali, che sono in grado di rilevare una parte per milione di sangue presente in acqua marina a diversi chilometri di distanza.

Esistono al mondo circa 450 specie di squali attualmente conosciute, le cui dimensioni possono variare da quelle del minuscolo squalo lanterna nano (una specie che vive in profondità e che raggiunge generalmente al massimo i 17 – 20 centimetri di lunghezza), a quelle dello squalo balena, che può raggiungere anche la lunghezza di 20 metri ed il peso di 54 tonnellate, e che rappresenta lo squalo più grande del pianeta.

Gli squali sono quasi tutti carnivori e si nutrono di altri pesci, ad eccezione ad esempio di quello più grande, lo squalo balena, che si nutre di plancton.

Questi animali hanno in genere una durata di vita media di circa 20 – 30 anni, ma vi sono delle eccezioni, come ad esempio quella degli squali della Groenlandia che possono arrivare ad un’età compresa tra i 272 e i 512 anni.

L’importanza degli squali per l’ecosistema

Gli squali, al pari di altri grandi predatori (tigri, leoni, orche, foche, ecc.), sono essenziali per l’equilibrio dell’ecosistema marino. Questi animali infatti si trovano all’apice della catena alimentare, e svolgono indirettamente una serie di funzioni fondamentali per il mantenimento dei diversi habitat naturali che si trovano a popolare.

Ad esempio gli squali sono decisivi per il mantenimento della fauna marina entro un numero sostenibile; si nutrono degli esemplari più deboli e malati, garantendo una sorta di rafforzamento del patrimonio genetico delle altre specie; e ancora, è stato notato da alcuni ricercatori che gli squali aiutano il mantenimento in buona salute delle barriere coralline, perché mangiano gli animali di medie dimensioni e lasciano in vita quelli più piccoli, che si prendono cura e convivono con i coralli.

La diminuzione della presenza di questa specie nei mari dunque, crea dei danni irreparabili all’ecosistema marino, che è necessario prevenire.

Problemi di tutela degli squali

Il primo problema nella tutela degli squali, e far capire l’importanza della salvaguardia di questa specie.

Nell’immaginario comune infatti, gli squali sono portatori di morte, pericolosi per l’uomo, ed è per questo motivo difficile far comprendere il ruolo essenziale che questi animali compiono per l’equilibrio degli habitat marini che popolano.

Gli squali sono all’apice della catena alimentare marina, per questo motivo non hanno predatori naturali.

L’unica reale minaccia per questi animali è dunque poi l’uomo, che con le sue attività mette a rischio molti esemplari di questa specie.

In particolare, come accennato in precedenza, gli squali vengono cacciati per motivi commerciali: sul mercato asiatico soprattutto, le pinne di squalo vengono utilizzate per preparare delle zuppe e altre pietanze; nonché per proteggere le coste popolate da bagnanti e surfisti.

Molto importanti nella tutela degli squali, sono le diverse associazioni di volontariato che operano per la salvaguardia di questi animali, contrastando la diminuzione della specie nelle aree in cui vivono.

I paesi principali dove fare volontariato con gli squali

volontariato con gli squali Gli squali (contrariamente a quanto molti pensano) non vivono solo negli oceani, ma sono distribuiti in tutte le acque del mondo.

Addirittura alcune specie di questo animale, non vivono nelle acque salate, ma bensì in paludi, lagune e fiumi di acqua dolce.

I luoghi in cui è possibile fare volontariato con gli squali sono dunque numerosi.

Ad esempio un centro per la tutela degli squali presso cui fare volontariato si trova alle Fiji nella zona di Pacific Harbour, a sud di Viti Levu; un altro che provvede alla salvaguardia degli squali balena, si trova a Placencia, in Belize.

Chi vuole lavorare con gli squali balena, Keep the Planet ha selezionato un importante progetto alle Filippine, mentre chi desidera lavorare con squali bianchi può recarsi in Sudafrica.

Un altro importante progetto è situato sulle Isole Bahamas, associati alla nostra associazione per ricevere i dettagli.

Associati a Keep the Planet per scoprire le migliori esperienze di volontariato con gli squali

Tipologia di attività di volontariato con squali

Le attività che possono svolgersi in un campo di volontariato che realizza progetti di salvaguardia degli squali, possono essere diverse.

Chi vuole fare una di queste esperienze deve tenere conto, in primo luogo, che quasi tutti i progetti di volontariato per la salvaguardia degli squali richiedono ai candidati il possesso di determinati requisiti, soprattutto perché le attività previste dai progetti sono sempre molto tecniche.

D’altra parte, lavorare con gli squali non è facile considerata la pericolosità nell’avvicinare questi animali.

In particolare, spesso viene richiesto ai volontari di saper nuotare e di essere in grado di immergersi, o di avere un brevetto da sub.

Lavorare con gli squali è certamente molto utile e formativo per i biologi marini come il sottoscritto.

Comunque sono molte le associazioni di volontariato che prevedono dei corsi formativi da far svolgere ai partecipanti prima dell’avvio del progetto, alla fine dei quali, tra l’altro, viene rilasciato il brevetto da sub.

Figure molto ricercate sono poi gli studiosi o coloro che già operano nel campo della biologia, della zoologia o in ambito veterinario ad esempio.

Per le persone qualificate inoltre queste esperienze possono essere estremamente formative, in considerazione del fatto che i volontari sono generalmente seguiti in tutte le attività dai ricercatori e dagli staff dei diversi centri, che ogni giorno provvedono a proteggere e salvaguardare gli squali.

Dunque le attività che i volontari si possono trovare a fare in questa esperienza, possono riguardare ad esempio:

  • l’identificazione dei cuccioli di squalo dell’area in cui prestano la propria opera;
  • il censimento degli squali;
  • l’installazione di macchine fotografiche subacquee e il recupero dei dati;
  • misurare la telemetria e raccogliere dati mediante codici di identificazione acustici;
  • raccogliere, analizzare ed inserire dati;
  • collaborare (solo chi ne ha le competenze) nelle attività di soccorso degli squali feriti.

Ma non solo, i volontari prendono parte anche alle attività che riguardano le comunità locali, partecipando a riunioni, seminari workshop e svolgendo incontri nelle scuole, con la finalità di sensibilizzare le popolazioni sull’importanza della salvaguardia degli squali per l’ecosistema marino.

Che aspetti, partecipa ai campi di volontariato con gli squali e contribuisci alla loro conservazione.

Associati a Keep the Planet per scoprire le migliori esperienze di volontariato con gli squali

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