Volontariato ambientale in Uganda: la terra di gorilla e scimpanzé

Chi ama la natura e desidera ardentemente di contribuire alla sua conservazione, può iniziare a valutare un’esperienza di volontariato ambientale in Uganda.

Se nell’immaginario comune del paesaggio africano fatto di savane, leoni e gazzelle dobbiamo andare in Kenya o Tanzania, l’Uganda è quel piccolo gioiello che rappresenta il lato magari meno famoso dell’Africa, ma sicuramente altrettanto bello.

E’ in Uganda infatti che troviamo le ricche e impenetrabili foreste equatoriali che sono l’ultimo rifugio per gli ultimi gorilla di montagna, scimpanzé e tante altre specie di animali come babbuini, scimmie dorate e molte altre ancora.

L’Uganda è uno Stato dell’Africa Orientale, con capitale Kampala. È situata nell’entroterra del continente africano, e non ha sbocchi al mare. La parte meridionale del territorio comprende una parte sostanziosa del Lago Vittoria che, per il resto, appartiene a Kenya e Tanzania.

Grazie alla sua stabilità politica conquistata negli ultimi anni, si è riuscito a proteggere una discreta porzione di territorio dando vita ad una rete di parchi nazionali e riserve naturali facilmente accessibili da turisti e volontari.

Intorno a questo network si sono create delle associazioni che permettono lo svolgimento di campi di volontariato internazionali costituiti generalmente da santuari e centri di recupero della fauna locale.

In Uganda c’è una grande biodiversità, dovuta alla diversità di fauna presente nelle sue foreste. In questo Paese, anche se solo in piccola parte, è presente la foresta equatoriale, in cui si trovano piante mogani, iroko e altre ad alto fusto, sotto le quali prolifera un ricchissimo sottobosco.

Dove la foresta è stata abbattuta o vi sono stati incendi poi sono ricresciute con il tempo altre specie vegetali, creando un impenetrabile insieme di bambù, liane e felci.

Nelle aree meno piovose si è sviluppata, intorno ai corsi d’acqua, la foresta habitat di ippopotami e coccodrilli, ma anche di insetti portatori di malattie come la malaria o la febbre gialla.

In Uganda è dunque presente un gran numero di parchi nazionali, che rappresentano un’ambita meta turistica nell’Africa orientale.

Ad esempio, in questo Paese c’è il Parco nazionale impenetrabile di Bwindi e il Parco nazionale dei Monti Rwenzori, entrambi dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Principali problemi ambientali in Uganda

In Uganda i problemi ambientali derivano dalle calamità naturali, legate a fenomeni climatici ad elevato impatto, quali siccità e surriscaldamento globale, desertificazione.

Ma anche al predominio territoriale delle organizzazioni terroristiche e dalle conflittualità interne al Paese, che non permettono al governo di agire efficacemente in materia di clima e ambiente.

L’impossibilità di uno sviluppo tecnologico ed economico adeguato inoltre, fanno sì che in Uganda il problema ambientale principale e più urgente da affrontare sia senza dubbio l’inquinamento, e in particolare quello derivante dai rifiuti di plastica.

Infatti i rifiuti di plastica spesso bloccano i canali di drenaggio, aumentando il rischio di inondazioni nelle città; finiscono nei laghi e negli oceani, dove i pesci li ingeriscono e diventano un pericolo per la vita acquatica e umana; poi molta di questa plastica finisce nelle zone rurali, sui terreni agricoli e nei giardini dove ha un effetto negativo sulla crescita delle colture.

Il Governo ugandese ha cercato in diverse occasioni di intervenire per risolvere il problema, proibendo i sacchetti di plastica.

Tuttavia a causa delle pressioni esercitate dai fabbricanti, tale misura è stata attuata sporadicamente fino ad ora nel Paese. A Kampala invece, il comune in passato ha cercato di fornire bidoni della spazzatura, raccogliere i rifiuti in modo più frequente, e incoraggiare il riciclaggio.

Anche il popolo ugandese è sensibile al problema. Per esempio, esistono giovani imprenditori che raccolgono materiali di plastica e li trasformano in blocchi da costruzione.

Un altro problema è certamente la deforestazione che può essere legale e illegale. In alcune aree infatti è impossibile per le autorità controllare in maniera efficace tutte le aree naturali.

In Uganda c’è un forte squilibrio tra il sud e il nord del paese, questo è in parte dovuto al fatto che al sud si concentrano i parchi nazionali e quindi il flusso turistico che porta lavoro e ricchezza, mentre il nord soffre di mancanze strutturali.

Volontariato ambientale In Uganda

Ci sono numerose opportunità per fare un’esperienza di volontariato ambientale in Uganda.

Ad esempio alcuni progetti han luogo nelle aree rurali e urbane di Fort Portal, nella regione occidentale, e a Kamuli, situata nella regione orientale dell’Uganda.

In questi campi di volontariato, i volontari aiutano nella promozione della conservazione ambientale; nonché nell’organizzazione dell’associazione ospitante, collaborando nei corsi organizzati per gli studenti e le comunità; mediante attività di protezione ambientale, come impiantare alberi, raccogliere frutta; imparando e applicando tecniche di conservazione dell’energia.

I volontari si possono occupare poi della raccolta dei semi, di piantarli, di annaffiarli finché raggiungono le normali dimensioni; oppure possono dedicarsi anche alla costruzione di arnie per le api.

Un’altra esperienza di volontariato ambientale, si può fare poi nel Wakiso District di Kampala.

Lo staff dell’associazione ospitante e i volontari qui lavorano al miglioramento delle condizioni igieniche delle aree pubbliche ed al sistema di raccolta e riuso dei rifiuti, confrontandosi sui temi della salute e dell’ambiente.

I volontari potranno poi partecipare in attività con l’obiettivo di coinvolgere la popolazione locale, rendendola più sensibile al tema dell’ambiente, insegnandogli le tecniche di riciclaggio dei rifiuti, ecc.

Volontariato in Uganda con gli animali nei santuari e centri di conservazione

volontariato ambientale in ugandaIn Uganda è poi possibile fare numerose esperienze di volontariato con gli animali.

Ad esempio nella riserva del distretto di Nakasongola, l’unico luogo del Paese in cui è possibile ammirare i rinoceronti nel loro habitat naturale e completamente liberi.

Nella riserva ci sono in generale numerosi mammiferi e rettili, come: scimmie, antilopi, ippopotami e coccodrilli, che sono solo una parte delle specie animali presenti. È possibile imbattersi anche in leopardi, e in innumerevoli specie di uccelli ad esempio.

I progetti di volontariato ambientale si svolgono nella riserva, situata a 170 km a nord della capitale Kampala.

Alcuni di questi progetti hanno in particolare come obiettivo principale la tutela dei rinoceronti, che sono particolarmente ambiti per i loro corni e la loro carne, e sono praticamente scomparsi dall’Uganda a causa del bracconaggio e dei vari conflitti armati che toccano il paese.

I volontari che partecipano a progetti di questo tipo, si uniscono a una ONG locale che lotta per la reintroduzione della specie nei parchi nazionali del paese, attraverso l’allevamento in cattività.

Le attività principali sono svolte dai volontari in collaborazione con una squadra di ranger, e sono ad esempio: attività di sorveglianza dei rinoceronti; rilevamento di animali e identificazione degli uccelli; accompagnamento di turisti all’interno della riserva; identificazione di rettili e anfibi; pattugliamenti notturni; controllo delle recinzioni e manutenzione del parco; potatura di piante. È possibile anche si debba prendere parte ad azioni di sensibilizzazione in merito alla protezione degli animali allo stato brado e della fauna in generale, nelle scuole e nelle comunità locali.

Questa esperienza è adatta soprattutto per gli amanti della natura, non sono richiesti requisiti particolari, se non avere almeno 18 anni ed un buon livello di conoscenza della lingua inglese.

I volontari sono ospiti nella riserva, e prima di partecipare al viaggio versano una quota per garantirsi il vitto e l’alloggio, nonché sostenere l’associazione ospitante. Si dorme in case in legno, condivise con gli altri volontari. Il volo e le spese accessorie, sono anch’esse a carico dei partecipanti.

Considerata la fauna selvaggia presente nella riserva, generalmente ai volontari è vietato muoversi se non accompagnati dallo staff dell’associazione ospitante, o comunque in aree prestabilite.

Una volta a settimana è poi possibile recarsi nella città più vicina, per acquistare beni di prima necessità, telefonare a casa, ecc.

Diversi santuari e centri di recupero offrono esperienze dirette di volontariato con i primati tra cui gorilla e scimpanzé e altre specie di scimmie.

Spesso si tratta di centri dove vengono portati gli esemplari tenuti illegalmente in cattività che vengono quindi rieducati alla vita selvatica per un eventuale rilascio.

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