Volontariato in Nord Europa per la conservazione ambientale

L’Europa del Nord rappresenta la parte settentrionale del continente europeo. Essa include otto stati: Danimarca, Estonia, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia.

I paesi del Nord Europa portano avanti una serie di iniziative e progetti di conservazione, che dimostrano la cura per la tutela e la prevenzione del pericolo ambientale da parte di questi Stati. Sono paesi da prendere ad esempio per la loro tradizione in campo di tutela ambientale, e ancora oggi, da qualche tempo infatti nei paesi del Nord Europa si parla di iniziative davvero valorose volte a salvaguardare l’ambiente.

In particolare, da un lato si spinge verso un minor sfruttamento del petrolio, dall’altro, si cerca di raggiungere l’obiettivo di diventare il primo paese al mondo con deforestazione zero.

In alcuni paesi del Nord dell’Europa (ad esempio in Norvegia) si è da sempre contato sull’estrazione del petrolio per sostenere economicamente il paese.

Ora per i governi è arrivato però il momento di investire su risorse sostenibili, ed è stato annunciato l’avvio di un programma che, entro il 2025, dovrebbe portare a porre un freno alle estrazioni di un combustibile fossile molto dannoso per l’ambiente.

Inoltre in Europa del Nord molti paesi hanno scelto ed intrapreso ufficialmente la via della deforestazione zero in tutti gli appalti pubblici. Ma non è tutto, le rappresentanze di diversi Stati nord europei, hanno chiesto ufficialmente ai propri governi di mettere in atto opere di protezione e salvaguardia della biodiversità del Paese.

Le esperienze di volontariato ambientale da fare nella zona europea più attenta alla tutela del proprio habitat, sono ovviamente moltissime.

È semplice anche fare richiesta per prendervi parte, considerato il grande numero di enti, associazioni e organizzazioni – nonché di parchi, campi di lavoro, fattorie e centri di ricerca – presenti in questi paesi.

Volontariato in Norvegia

volontariato in nord europaLa Norvegia è un paese che comprende montagne, ghiacciai e profondi fiordi lungo la costa.

In questo luogo ci sono numerose esperienze di volontariato ambientale che si possono fare.

Ad esempio è possibile andare a prestare la propria opera di volontariato con le balene e i delfini presenti nei mari norvegesi, tramite associazioni quali, ad esempio, la The International Whaling Commission o la The Whale and Dolphin Conservation Society.

Le attività che i volontari sono chiamati a svolgere in queste esperienze, vanno dalla collaborazione con gli esperti dei centri di ricerca nell’adottare misure per la riduzione di rumore e inquinamento, alla partecipazione in progetti per la tutela dei fondali marini.

Un’altra curiosa esperienza da fare in Norvegia, riguarda i volontari appassionati di escursionismo, In questo paese ci sono infatti oltre ventimila chilometri di sentieri, che vengono segnalati tramite una T dipinta in rosso su rocce, alberi e paletti.

Questo segno è ben conosciuto perché è il simbolo dell’Associazione Trekking Norvegese, la maggior organizzazione del paese per le attività all’aperto. Queste utilissime T sono regolarmente controllate e ridipinte da membri volontari provenienti da tutto il mondo, così che le escursioni possano essere fatte in tutta sicurezza.

Volontariato in Svezia

La Svezia è un paese scandinavo che comprende migliaia di isole lungo la costa e laghi nell’entroterra, oltre a vaste foreste boreali e rilievi glaciali.

In Svezia si può prendere parte a diverse attività di volontariato sullo sviluppo sostenibile, Una di queste ad esempio è organizzata dal European Solidarity Corps, in collaborazione con l’associazione Hästekasen Gård di Lysekil.

L’obiettivo dell’organizzazione è quello di rendere possibile un ritorno alla natura, offrendo e insegnando uno stile di vita ad impatto zero in campagna lontano dalla vita urbana, nonché incoraggiando il lavoro manuale per arrivare all’auto-sostenibilità attraverso l’agricoltura.

I volontari in questa esperienza si dedicano principalmente a lavori manuali necessari in una fattoria in aperta campagna.

In particolare le attività principali riguardano l’allevamento di piccoli animali, la lavorazione della terra, il riciclaggio di risorse, la costruzione con materiali naturali quali legno, pietre, argilla e paglia, la conservazione degli alimenti.

Ai volontari non sono richieste esperienze particolari, ma solo spirito di iniziativa ed etica del lavoro, la predisposizione per il lavoro manuale e contadino, ma anche la voglia di conoscere la cultura del paese e della regione ospitante, anche attraverso l’apprendimento di lingua e dialetto locale.

Per questi progetti è anche previsto un rimborso per le spese di viaggio, fino ad un massimale stabilito dalla Commissione europea; nonché vitto, alloggio, corso di lingua, formazione, tutoring, pocket money mensile e assicurazione, che sono coperti dall’organizzazione ospitante.

Un altro campo di lavoro da fare in Svezia, si trova a Kolarbyn, e riguarda la promozione del patrimonio naturale della regione.

I volontari partecipano alla vita del villaggio, e sono responsabili dell’accoglienza degli ospiti e dei turisti all’interno dell’ostello. Hanno inoltre il compito di sistemare le loro abitazioni, preparare il fuoco e cucinare.

Volontariato in Finlandia

La Finlandia è una nazione del Nord Europa che confina con Svezia, Norvegia e Russia. Qui è possibile fare un’esperienza di volontariato ambientale, ad esempio tramite l’organizzazione Maailmanvaihto – ICYE Finland.

Le attività dei volontari selezionati si svolgono a Lieksa, all’interno del Nature Centre Ukko del Parco Nazionale di Koli. Il Parco Nazionale di Koli è uno dei trentanove parchi nazionali finlandesi gestiti da Metsähallitus, che è ormai un’istituzione di proprietà statale.

I volontari del parco, generalmente, si occupano delle seguenti attività: supportare lo staff del Centro e assistere i visitatori, lavorando in mezzo alla natura, realizzando video e foto all’interno del Centro e del Parco; i volontari hanno poi l’opportunità di elaborare e implementare piccoli progetti personali per lo sviluppo del Centro, in accordo con le proprie idee e abilità.

Come per gli altri progetti di volontariato internazionale, è previsto un rimborso per le spese di viaggio fino ad un massimale stabilito dalla Commissione europea; e vitto, alloggio, corso di lingua, formazione, tutoring, pocket money mensile e assicurazione, sono coperti dall’organizzazione ospitante.

Volontariato in Danimarca

La Danimarca è un Paese scandinavo che comprende la penisola dello Jutland e numerose isole. In questo paese è possibile fare un’esperienza di volontariato ambientale, ad esempio, presso un centro di educazione marina, creato per combinare ricerca, acquario, esibizioni pubbliche ed educazione su temi marini.

Molte associazioni qui lavorano per migliorare le conoscenze sull’ambiente marino e la consapevolezza dell’importanza della ricerca per migliorare il mondo in cui viviamo.

I volontari sono molto seguiti dallo staff dei centri, e hanno degli incarichi giornalieri e lavori di routine, come l’aiuto degli addestratori e la manutenzione della struttura stessa, compresa la cucina.

Dopo un primo periodo di inserimento, i volontari iniziano ad occuparsi in modo sempre più autonomo degli animali, provvedendo alla loro nutrizione e a imparare a riconoscere i diversi comportamenti che li caratterizzano.

È poi possibile svolgere un servizio di volontario europeo in Danimarca sulla salvaguardia dell’ambiente e della natura A Kerteminde,, tramite l’organizzazione Fjord & Baelt è infatti possibile recarsi presso un centro di ricerca che si occupa dello studio della vita marina nelle acque della Danimarca; nonché della cura e della tutela di focene e foche.

I volontari selezionati supportano, dietro supervisione, lo staff di Fjord & Baelt nelle attività quotidiane e nella gestione del centro.

Volontariato in Regno Unito

Il Regno Unito è formato da Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. È un paese con un’antica tradizione di protezione ambientale, e ciò è dimostrato anche dalla presenza di molti parchi nazionali nel territorio (circa quattordici), come ad esempio quello di Snowdonia; o il Green Park, che è un esempio di area verde urbana, nonché uno dei parchi della famiglia reale.

Nonostante questo, però, molti sono i problemi ambientali che il Regno Unito è chiamato a gestire, in particolare legati allo sviluppo economico, come: l’inquinamento atmosferico, causato dalle emissioni provenienti dalle industrie (il carbone, a lungo utilizzato nei processi produttivi, è altamente inquinante); l’inquinamento idrico, provocato dalle scorie di petrolio rilasciate in mare (ed in particolare dei giacimenti petroliferi del Mare del Nord); il diboscamento, causato dal fatto che, fin dalla prima rivoluzione industriale, lo sviluppo del sistema produttivo e l’incremento delle trasformazioni tecnologiche hanno determinato l’aumento della richiesta di legna per produrre carbone vegetale come combustibile, nonché di legname per le costruzioni di navi da commercio e da guerra, contribuendo alla decimazione alle foreste; lo sviluppo della produzione dell’energia nucleare, che ha generato forti preoccupazioni relative all’ambiente e agli alti costi tecnologici.

Per questi motivi nel Regno Unito operano oggi associazioni come la Environmental Justice Foundation – EJF -, che offre anche opportunità alle persone che vogliono acquisire nuove competenze o utilizzare la loro esperienza per il volontariato.

La Environmental Justice Foundation – EJF – è un’organizzazione non governativa (ONG) fondata nel 2001, e promuove la risoluzione non violenta delle violazioni dei diritti umani e delle relative questioni ambientali.

Dunque si occupa della tutela delle persone che vivono in comunità povere, la cui privazione dei diritti civili, è spesso strettamente legata alla distruzione, allo sfruttamento eccessivo delle risorse e ad altri abusi dell’ambiente naturale locale da cui queste persone dipendono.

Gran parte del lavoro della Environmental Justice Foundation consiste quindi nell’indagare, registrare ed esporre gli abusi, e nel fare campagne efficaci per un’equa risoluzione dei problemi.

Un’esperienza con questa associazione si può fare a Londra, dove i volontari lavorano al fianco di un team che li guida e li supporta nello svolgimento dei diversi compiti loro assegnati.

L’associazione opera in diverse aree su cui costruisce le proprie campagne: oceani; pesca illegale non dichiarata e non regolamentata; uso di pesticidi; produzione di cotone; allevamento di gamberetti.

Volontariato in Islanda

L’Islanda è un’isola caratterizzata da spettacolari paesaggi con vulcani, geyser, terme e campi di lava. Inoltre, i parchi nazionali di Vatnajökull e Snæfellsjökull proteggono gli imponenti ghiacciai.

In Islanda è possibile fare un’esperienza di volontariato ambientale presso Hveragerði, dove opera l’associazione SEEDS.

Questa associazione dà l’opportunità ai volontari di svolgere un’esperienza in un campo di lavoro in Islanda, e si occupa in particolare di promuovere attività legate alla tutela ambientale attraverso numerosi progetti a sfondo sociale, interculturale e culturale volti ad innalzare il livello di consapevolezza sulle tematiche ambientali.

Il campo di lavoro si svolge presso il comune di Hveragerði, una città che sorge su una famosa sorgente termale a poca distanza da Reykjavik., e mira a salvaguardare l’intera località e a tutelare l’area circostante.

I volontari selezionati in questo campo di lavoro alloggiano in un appartamento o in una scuola, in condivisione con altri volontari e si occuparsi anche dei compiti relativi alla cucina e alla pulizia dei locali che li ospitano.

Durante questo campo di lavoro in Islanda i volontari svolgono diversi compiti: aiutano a preservare la vegetazione dell’area; a costruire nuovi sentieri all’interno dei boschi; a migliorare le condizioni della località di Hveragerði.

Tra i requisiti richiesti per partecipare al campo di lavoro ci sono: la maggiore età; flessibilità e spirito di adattamento, essere disposti ad alloggiare in sistemazioni abitative condivise utilizzando il proprio sacco a pelo, avere una conoscenza almeno discreta della lingua inglese.

Un altro campo di lavoro interessante in Islanda, è quello organizzato al fine di rendere noti gli effetti del cambiamento climatico.

I partecipanti al campo hanno quindi la possibilità di approfondire le questioni ad esso legate, su scala globale e locale.

Oltre al cambiamento climatico, le tematiche trattate vanno dal problema dello smaltimento dei rifiuti, a quello della tutela degli animali e di altre questioni ambientali.

Questo è un campo basato sul confronto: tutti i partecipanti sono infatti invitati a portare la loro esperienza e le proprie idee. Il principale obiettivo del campo, è quello di imparare dai differenti aspetti della questione ambientale, attraverso workshop, discussioni e visite guidate.

Gli argomenti trattati sono principalmente le energie rinnovabili, gli sprechi alimentari e le pratiche sostenibili che possono essere messe in campo per risolvere i diversi problemi ambientali.

Ad esempio, ogni anno l’Islanda è visitata da oltre due milioni di turisti, che puntualmente lasciano il segno del loro passaggio, dovuto a leggerezza e incuria. I partecipanti hanno inoltre la possibilità di visitare progetti locali ecologisti, come uno dei centri di riciclaggio dei rifiuti o la centrale elettrica geotermica.

È possibile anche, laddove le condizioni climatiche lo permettono, che i volontari siano coinvolti in attività di tutela ambientale, portate avanti dai volontari del posto.

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