Volontariato ambientale in Est Europa per la protezione dell’ambiente

L’Europa è un continente ricchissimo di culture e di persone impegnate nella solidarietà, nella protezione ambientale e nella valorizzazione del patrimonio artistico.

volontariato in est europaEsistono un gran numero di associazioni, organizzazioni e enti che si occupano di volontariato ambientale in Europa, senza contare che sempre più spesso rientra nel piano politico dei governi, l’attuazione di progetti rivolti alla tutela ambientale (come ad esempio i progetti di conservazione della fauna e degli habitat naturali).

L’est Europa è una delle zone più povere del continente, anche a causa dei tumulti politici che hanno spesso scosso i paesi presenti in quest’area.

In tema di ambiente solo di recente in questi luoghi sono stati introdotti dei progetti di tutela ambientale adeguati, grazie soprattutto allo sforzo di enti e associazioni, nonché dei tanti volontari provenienti da ogni parte del mondo che ogni anno si recano a prestare la loro opera in est Europa.

Le esperienze di volontariato ambientale che si possono fare nei progetti dell’est europeo, sono numerose e rappresentano un’occasione di apportare il proprio contributo nella tutela ambientale in un luogo dove ce ne veramente bisogno; ma è anche un’opportunità per chi partecipa di costruire amicizie e rapporti con gli abitanti locali, e con persone provenienti da tutte le parti del mondo.

Il volontariato nell’est Europa, sta svolgendo un ruolo fondamentale nella costruzione di una società più solidale, ed esistono progetti in molti paesi di questa zona dell’Europa.

Si può scegliere tra paesi come la Russia, l’Ucraina, l’Armenia, la Bielorussia, la Georgia, il Kirghizistan e molti altri ancora.

I progetti generalmente sono organizzati da associazioni di volontariato no profit, realmente motivate all’impegno sociale, culturale ma soprattutto genuine e legate a progetti locali belli e significativi.

Per chi vuole andare a fare volontariato ambientale in est Europa, c’è poi la possibilità dei campi internazionali, che mettono assieme persone provenienti da tutto il mondo per svolgere attività, progetti e iniziative promossi dalla società civile e ospitati dalle comunità locali.

Volontariato in Bulgaria

Un’esperienza di volontariato ambientale si può fare a Sofia, in Bulgaria, presso la Green Association.

La maggioranza delle attività si svolge all’aperto, e sono focalizzate su uno stile di vita sostenibile in tutti i suoi aspetti e nel totale rispetto dell’ambiente circostante.

Il volontario che partecipa alle attività dei progetti organizzati in questa zona, entra a far parte integrante del team dell’ente ospitante e si occupa di tutte le attività dell’organizzazione.

In particolare i suoi compiti potranno riguardare: lo sviluppo e l’attuazione di progetti ecologici e riguardanti la tutela ambientale; la costruzione di case e strutture conformi al rispetto dell’ambiente; potrà curare le pubbliche relazioni e l’organizzazione di attività di promozione dei progetti dell’Organizzazione e, in generale, delle tematiche di tutela ambientale e di uno stile di vita sostenibile.

I requisiti per candidarsi a queste opportunità di volontariato, generalmente, sono: avere la maggiore età; essere disponibili per tutta la durata del progetto di volontariato; avere senso di responsabilità e la capacità di adattarsi a diverse situazioni; avere tolleranza, rispetto e volontà di partecipare a tutte le attività proposte.

La gran parte delle spese di viaggio verrà rimborsato, e vitto e alloggio sono totalmente coperti dall’associazione ospitante.

Un’altra esperienza da fare in Bulgaria, è quella presso la cooperativa sociale Jonathan che cerca sempre volontari per progetti, anche di lungo periodo.

A Pernik, a pochissimi chilometri dalla capitale bulgara (Sofia), i volontari vengono immersi in ogni genere di attività per la promozione e la salvaguardia ambientale.

Dalla pulizia dei fiumi, alla creazione di percorsi educativi e workshop rivolti a giovani e giovanissimi, i volontari qui hanno l’occasione di approfondire le tematiche ambientali direttamente sul campo.

Per chi è interessato c’è anche la possibilità di effettuare ricerche più specifiche in loco, con la collaborazione dell’università di Sofia. Le attività previste generalmente sono: il lavoro a mano con risorse naturali; piantare alberi, fiori e curare la natura circostante; fare servizio di volontariato pulendo l’ambiente, piantando e decorando; occuparsi dell’organizzazione di incontri interculturali non-formali.

I volontari che prendono parte a questi progetti, in genere sono maggiorenni, sono interessati ai problemi ambientali e al trovare soluzione ad essi; non hanno esperienza pregressa.

Il viaggio di andata e ritorno per i volontari è coperto interamente fino ad un massimale di riferimento, mentre vitto e alloggio sono pagati in toto dai partecipanti, così come l’assicurazione ed un breve corso di lingua locale. Per candidarsi invece, occorre inviare il curriculum e una lettera di motivazione in utilizzando il form presente sul sito dell’associazione ospitante.

Volontariato in Romania

La Romania è entrata a far parte dell’Unione Europea all’inizio del 2007, ma tutt’oggi rimane uno dei paesi membri più poveri.

Nonostante ciò la Romania è un paese attento alla tutela ambientale e della fauna selvatica, e ci sono numerosi progetti di volontariato a cui è possibile prendere parte.

Ad esempio esistono progetti di veterinaria in Romania, che rappresentano un’ottima occasione per chi vuole dare una mano alle cliniche veterinarie locali e fare un’esperienza formativa assistendo alcuni dei veterinari più qualificati del paese.

Quindi per chi è un neo diplomato che vuole iscriversi alla facoltà di veterinaria, un laureato o semplicemente un appassionato degli animali, grazie a questi progetti si ha la possibilità di assistere i veterinari in vaccinazioni, operazioni chirurgiche, analisi, ispezioni e visite di routine.

Uno di questi progetti si svolge nella città di Brasov. Qui i volontari e gli stagisti possono lavorare in uno studio veterinario o in un rifugio per cani; in entrambe le esperienze i veterinari parlano inglese e sono entusiasti di condividere le loro conoscenze con i volontari.

Decidendo di lavorare in una clinica veterinaria, il volontario ha dunque l’occasione di vedere come vengono curati diversi tipi di animali. Generalmente la mattina si è impegnati ad assistere il veterinario locale durante le operazioni chirurgiche. Alla clinica si impara come gestire gli animali, rassicurare i loro padroni e si può osservare come vengono fatte le diagnosi e le vaccinazioni.

Il progetto di volontariato al rifugio per animali invece, è perfetto per chi vuole focalizzarsi sulla cura dei cani. I volontari che partecipano a questo progetto di volontariato con gli animali in Romania, lavorano in un rifugio per cani nella periferia di Brasov.

Il progetto è aperto a tutti e l’unico requisito richiesto per partecipare è l’amore e la passione per gli animali. Anche qui i volontari hanno la possibilità di assistere durante le operazioni chirurgiche, aiutare i veterinari a prendersi cura degli animali e dargli da mangiare. Lo staff locale è oberato di lavoro e la presenza dei volontari è molto apprezzata.

Il rifugio ospita cani randagi provenienti dalla strada. Una volta arrivati nella struttura, i cani vengono visitati e curati.

Ogni mattina viene dato loro un pasto e, individualmente o in gruppo, ai cani viene fatto fare dell’esercizio fisico. I volontari sono coinvolti in tutti gli aspetti che riguardano la gestione del canile e la cura dei cani; e sono ospiti di una famiglia locale per tutto il periodo di permanenza a Brasov.

Volontariato nei Balcani

Esistono diversi campi di volontariato con progetti dedicati alla tutela ambientale anche nei Balcani, in Serbia, Montenegro e Croazia.

I progetti sono organizzati da associazioni giovanili impegnate nel processo di pace e nel supporto ad attività di sviluppo sostenibile e di scambio interculturale per le comunità locali.

In questa zona dell’est Europa – soprattutto grazie alla collaborazione delle centinaia di volontari internazionali che ogni anno si recano li – moltissime esperienze organizzate dalle comunità locali sono cresciute, e hanno permesso di sviluppare relazioni pacifiche tra i giovani di tutta l’area.

Oggi i Balcani sono in pace, hanno una rete locale di organizzazioni, enti e associazioni di volontariato molto fitta e attiva.

Per questo motivo numerose e in crescita sono le attività di protezione del patrimonio storico e ambientale.

Nei Balcani ad esempio i volontari possono partecipare all’organizzazione di workshops creativi con i giovani di un paesino tra Zagreb e la frontiera con la Bosnia-Herzegovina.

Qui si può partecipare alla creazione di un giardino di piante medicinali e alle attività legate all’apicoltura nel nord del Montenegro. Si può prendere parte ad attività che vanno dal giardinaggio, all’organizzazione di una campagna di consapevolezza sulla sostenibilità ambientale nel sud della Serbia.

Sempre in Serbia, i volontari possono partecipare alla ricostruzione e dinamizzazione culturale di un ex villaggio di minatori; all’organizzazione dell’International Youth Day e alla preparazione di attività artistiche; all’organizzazione di un workshop musicale con gli abitanti locali; all’organizzazione di laboratori creativi con bambini disabili; oppure ancora alla ricostruzione di una pista da corsa campestre ed un parco giochi per bambini.

Volontariato in Polonia 

La foresta di Białowieża è situata lungo il confine tra la Bielorussia e la Polonia, a meno di cento chilometri a nord di Brėst.

Essa rappresenta tutto ciò che resta dell’immensa foresta che migliaia di anni fa si estendeva su tutta l’Europa. Questo sito appartenente ai patrimoni dell’umanità dell’UNESCO si trova nella Bielorussia sud-occidentale, per quanto riguarda la parte bielorussa; a circa duecento chilometri a nord di Varsavia, per quanto riguarda la parte polacca. Sul territorio polacco essa è protetta anche come parco nazionale e si estende su una grande area.

Sul lato polacco si può trovare la radura di Białowieża, costruita originariamente per gli zar di Russia, che furono gli ultimi proprietari privati della foresta (dal 1888 al 1917) quando essa si trovava interamente all’interno del territorio dell’Impero russo.

Molti volontari prendono parte ai progetti di tutela ambientale organizzati dalle associazioni nella parte polacca della foresta. Infatti dal 1921 circa cento chilometri quadrati di foresta sono tutelati, soprattutto per la presenza in questa zona degli ultimi esemplari di bisonte europeo.

Alle soglie del nuovo millennio il bisonte era praticamente estinto in natura. L’animale più grande d’Europa (il cugino maggiore del bisonte americano) non aveva più la forza per difendersi di fronte alla stoltezza del suo unico predatore: l’essere umano.

L’ultimo bisonte europeo in natura fu ucciso nel 1927, infatti in quegli anni la popolazione europea di bisonti aveva subito un declino tale da essere dichiarato estinto, anche in considerazione del fatto che la sua capacità di riproduzione appariva pressoché inesistente.

La specie è sopravvissuta solo grazie agli esemplari che vivevano in cattività.

Dopo la seconda guerra mondiale si contavano pochissimi individui di questo animale, e perciò in quel periodo iniziò il primo progetto di reintroduzione della specie in natura, attraverso un intenso programma di riproduzione adottato dai giardini zoologici di tutta Europa.

Nel settembre del 1952 il primo bisonte fu rilasciato nella foresta di Bialowieza in Polonia, e ad oggi se ne contano in tutto circa tre mila esemplari viventi. Ma ancora siamo lontani da poter dire di aver risollevato la specie dal pericolo di estinzione, soprattutto a causa del disboscamento che sta radicalmente mutando l’ecosistema della foresta di Białowieza.

Altri paesi est europei

Ma anche negli altri paesi est europei sono organizzati diversi progetti di volontariato ambientale. Ad esempio in Russia ci sono progetti che permettono ai volontari di partecipare all’organizzazione di eventi di sensibilizzazione al tema dello sviluppo urbano sostenibile a Mosca; o di recarsi come volontario per pulire le rive del fiume siberiano Izdrevaya, e organizzare delle azioni di sensibilizzazione e di protezione dell’ambiente  nel sud-ovest della Siberia; oppure ancora di recarsi come volontariato per preparare cibo, nutrire gli animali, pulire le gabbie e fare altri piccoli lavori manuali in un centro per animali a San Pietroburgo.

Chi vuole vivere un’esperienza di volontariato in un paese est europeo può andare anche in Georgia, dove è possibile aiutare la popolazione locale nella pulizia di rifiuti e detriti vegetali intorno al Museo Etnografico di Tbilisi, o partecipare all’organizzazione del Festival Art Gene, che promuove la cultura georgiana.

In Bielorussia poi, è possibile recarsi come volontario per partecipare ad esempio alle attività di manutenzione e rinnovazione del palazzo e del parco di Sapeg, uno dei più famosi luoghi della storia bielorussa, nell’ovest del paese.

Per fare queste esperienze di volontariato, non sono richieste competenze particolari, ma solo una sana passione per la natura e una buona dose di socialità.

Anche perché recarsi a fare volontariato ambientale in est Europa, è piuttosto economico.

Oltre al costo del viaggio, che se acquistato per tempo può essere molto economico, partecipare ad un progetto di volontariato in questa zona dell’Europa, comporta una spesa che in media non supera complessivamente le duecento euro.

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