Viaggio naturalistico in Uganda sulla via dei grandi primati

viaggio naturalistico in ugandaUna guida scritta da Alessandro Nicoletti, fondatore di Keep the Planet, per tutti gli amanti della natura africana. Se hai il sogno di fare un viaggio naturalistico in Uganda, questa guida ti aiuterà a partire al meglio.

Difficilmente chi ama la natura e gli animali riuscirà a visitare un paese migliore dell’Uganda.

Qui infatti avrai l’inimitabile opportunità di vedere non solo leoni, gazzelle, zebre, ma anche sua maestà il gorilla di montagna.

L’Uganda infatti è uno dei soli tre paesi al mondo ad ospitare questo meraviglioso primate.

Dei circa 1100 gorilla di montagna esistenti oggi al mondo, circa 420 individui si trovano in Uganda nel parco nazionale di BWINDI IMPENETRABILE.

Circa il 40% di questo numero sono stati familiarizzati per ricevere la visita dei visitatori corrispondenti a 13 famiglie totali.

Il Bwindi Impenetrable National Park è un’area naturale protetta situato nell’Uganda sud occidentale ed è stato fortunatamente dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1994.

Attraverso un gorilla trekking incredibile su queste montagne, avrai l’onore di avvicinarti, seppur per poco tempo, a questo meraviglioso animale.

Nonostante la sua meravigliosa bellezza, il gorilla trekking non è la sola attrazione naturalistica del paese, l’Uganda infatti ha anche tante altre esperienze da offrire.

Informazioni generali per un viaggio in Uganda

L’Uganda è un piccolo Stato africano ed ha come capitale Kampala. Nel passato coloniale fu un protettorato britannico che finalmente raggiunse l’indipendenza nell’ 9 ottobre 1962 dopo un periodo di democratizzazione con la nascita dei partiti e del congresso.

Come in tanti altri paesi africani, in Uganda dopo l’indipendenza ci furono scontri politici tra le varie tribù che portò alla dittatura e alla successiva guerra contro la Tanzania.

Nel 1995 fu approvata una nuova costituzione e finalmente iniziarono di nuovo le elezioni, ma bisognò aspettare solo fino al 2006 per elezioni aperte a più partiti.

Oggi l’Uganda è un paese che si trova davanti moltissime sfide, soprattutto sul piano ambientale: da una parte un patrimonio naturalistico da difendere, dall’altra multinazionali che hanno già messo le mani sulle ricche risorse del paese.

Dove si trova e come arrivare in Uganda

Situato nella parte orientale dell’Africa, più precisamente nell’entroterra di questa zona, confina a nord con il Sudan del Sud, a est con il Kenya, a sud con la Tanzania e il Ruanda e a ovest con la Repubblica Democratica del Congo.

Per via della sua posizione geografica l’Uganda non ha sbocchi sul mare, tuttavia, l’area meridionale del Paese comprende una parte del Lago Vittoria (la restante parte bagna il Kenya e la Tanzania), e per tutto il territorio ci sono sparsi laghi minori ed altri corsi d’acqua.

Il territorio dell’Uganda è caratterizzato dalla presenza di numerosi laghi, fiumi, foreste equatoriali e savane, una varietà di ambienti che creano le condizioni ottimali per un’esplosione di biodiversità.

Per arrivare in Uganda dall’Italia si vola generalmente ad Entebbe, una città poco più a sud della capitale, dove è situato il principale aeroporto internazionale del paese.

Il periodo migliore per andare in Uganda

L’Uganda è caratterizzata da un clima prevalentemente tropicale, con precipitazioni che si concentrano nei periodi di marzo e maggio, ed agosto e novembre (nella zona centrale del Paese le piogge sono solite arrivare anche nei mesi di giugno e luglio però).

Pertanto, chi cerca il periodo migliore per visitare questo Paese, si potrà muovere o nei mesi tra dicembre e febbraio, oppure (evitando di recarsi nella zona centrale), nei mesi di giugno – luglio, periodo ideale anche per osservare i gorilla nei boschi.

Cosa portare in valigia?

Per un viaggio in Uganda sarà essenziale portare attrezzatura da trekking, soprattutto per chi desidera avventurarsi nel gorilla trekking.

Importante è viaggiare leggeri perché ci si ritroverà a spostarsi in mezzi stupendi, ma piccoli, come i fuoristrada.

Ecco quindi l’importanza di viaggiare con uno zaino da viaggio principale, più un piccolo zainetto dove mettere le cose più importanti, evitare i trolley ingombranti e troppi vestiti superflui.

L’ideale è rimanere al di sotto dei 10 kg di bagaglio portando un vestiario da viaggio comodo e leggero facilmente trasportabile. In aiuto ci viene tutte le giacche tecniche sportive create con lo specifico intento del viaggiare leggeri. Importante è viaggiare con scarpe adatte, diciamo che l’ultimo modello di mocassini non è la calzatura ideale.

Che visto serve per l’Uganda?

Gli italiani hanno bisogno di un visto turistico per entrare nel paese. Ovviamente serve un passaporto con validità 6 mesi, mentre il visto può essere richiesto online o tramite agenzia specializzata. C’è inoltre la possibilità di ottenerlo in aeroporto.

Il visto turistico elettronico per l’Uganda è valido per 90 Giorni dopo l’arrivo. La permanenza massima è di 45 giorni totali ed il visto consente un Unico Ingresso.

I richiedenti non devono trovarsi nella Repubblica di Uganda al momento della domanda e il richiedente non deve essere al contempo in possesso di un altro visto per l’Uganda.

Come ritirare denaro?

Bisogna informarsi bene se nella località dove si viaggia sono presenti delle banche che coprono comunque ampie aree del paese.

Importante prima di partire è quello di avvisare la propria banca del viaggio così possono sbloccare le carte per i prelievi.

In Uganda c’è lo scellino ugandese, al cambio attuale per 1 euro ricevi circa 4.152,24 scellini ugandesi.  E’ buona norma informarsi e controllare personalmente i diversi tassi a cui viene cambiata la nostra valuta facendo un rapido giro per le vie del centro della capitale e confrontando così alcune banche e uffici di cambio.

Gli euro vengono cambiati senza problemi in tutte le banche e gli uffici di cambio dell’Uganda.

Le carte di credito sono accettate solo negli alberghi e lodge più grandi e lussuosi, in tutto il paese, e le preferite sono Visa e Mastercard.

Quali mezzi di trasporto utilizzare in Uganda?

Gli ugandesi si spostano in genere con minibus collettivi (chiamati taxi) che circolano frequentemente. Le tariffe sono fisse e le partenze avvengono quando il veicolo è al completo.

Le città principali sono collegate giornalmente da autobus e i minibus dell’EMS Post partono da Kampala e raggiungono i centri maggiori diverse volte la settimana.

I principali centri abitati del sud sono collegati da una eccellente rete stradale, ma alcuni percorsi richiedono un fuoristrada. Vicino all’aeroporto di Entebbe ci sono diversi autonoleggi, così come a Kampala e nelle città principali.

Chi intende noleggiare un mezzo deve essere in possesso della patente internazionale e tenere presente che in Uganda la guida è a sinistra, non esistono segnali stradali e il carburante e il noleggio dell’auto sono molto cari.

Vaccinazioni e situazione sanitaria in Uganda?

Non rispondo mai a questa domanda perché un viaggiatore responsabile deve chiedere sempre il parere del proprio medico e io non essendo medico, mi limito a consigliare di fare sempre e comunque un controllo di routine, un consulto per decidere se vaccinarsi o meno e soprattutto quello di non partire mai senza assicurazione sanitaria.

Anche se sei giovane e forte, l’imprevisto può succedere e quando esci dai confini europei non avere un’assicurazione è da incoscienti.

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L’Uganda è pericolosa per famiglie e viaggiatori solitari?

L’Uganda è un paese relativamente sicuro, e nonostante alcuni fatti isolati, si può partire in tranquillità. Il governo e i locali tengono molto ad una delle entrate principali del paese e cioè il turismo internazionale e fanno di tutto per garantirne il futuro.

Ci sono tuttavia alcune zone dove è consigliata la presenza di un ranger armato, specialmente nelle zone di confine con la ben più insicura Repubblica Democratica del Congo.

Viaggiare in solitaria non significa che potrai viaggiare in maniera indipendente sempre: considera che nei parchi nazionali è necessario l’utilizzo di una guida safari che conosce il territorio e i pericoli connessi.

Aree protette in Uganda

safari ugandaConsiderati i problemi ambientali e l’elevato tasso di biodiversità del Paese, in Uganda è stata creata ormai da diversi anni una fitta rete di aree protette.

Ed infatti, i primi parchi nazionali furono istituiti all’inizio del 1900’; come la prima area creata appositamente per limitare la caccia, che fu istituita nel 1924 (Toro Game Reserve).

Inoltre, nel 1996 lo Stato ugandese ha istituito la UWA (autorità ugandese per la fauna), che attualmente amministra numerosi parchi nazionali e riserve faunistiche.

Oggi sussiste dunque una grande quantità di aree protette in Uganda, tanto da occupare circa il 20% del territorio nazionale.

In queste aree ci sono meraviglie naturali da osservare come, ad esempio, quelle della riserva del distretto di Nakasongola, situata a pochi chilometri di distanza dalla capitale del Paese Kampala, che è uno dei pochi luoghi al mondo in cui è ancora possibile ammirare i rinoceronti liberi nel loro habitat naturale (nella riserva ci sono anche altre numerose specie animali, come: scimmie, antilopi, ippopotami, leopardi, ecc.).

Inoltre, alcuni dei parchi ugandesi, oltre a rappresentare un’ambita meta turistica da parte degli amanti della natura, sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO (il Parco nazionale di Bwindi e il Parco nazionale dei Monti Rwenzori).

Animali in Uganda

In un territorio con un così alto tasso di biodiversità, molte sono le specie animali che popolano lo Stato ugandese.

Alcune di queste sono molto rare ed esistono in numero ristretto solo in Uganda.

Tra queste ad esempio c’è il Kudu, che è considerata dagli esperti la seconda antilope più grande al mondo, e di cui ne esistono alcune specie solo nel parco nazionale di Elgon e Parco nazionale del Kidepo Valley.

Ma esistono altre specie di animali molto rara, come il jackal, che è un membro della famiglia dei canidi (anche se ha più l’aspetto di una volpe).

Inoltre l’Uganda è uno dei Paesi più visitati al mondo dagli amanti del birdwatching per via delle numerose specie di uccelli presenti sul suo territorio.

Tra questi c’è ad esempio l’african green broadbill, che è un uccello bellissimo e dal piumaggio verde in rischio di estinzione, motivo per il quale può essere avvistato solo in due luoghi nel mondo: il parco nazionale di Bwindi in Uganda, e sui monti del Congo.

Ovviamente in Uganda non mancano i grandi protagonisti della fauna africana, qui infatti troviamo giraffe, zebre, rinoceronti, leoni, scimpanzé e ovviamente i gorilla.

Per gli amanti della natura, un viaggio naturalistico in Uganda è di certo una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita.

Problemi ambientali in Uganda

Lo stato ugandese nel corso degli anni si è spesso trovato ad affrontare problemi ambientali legati sia a fenomeni climatici (come la siccità), ma anche all’attività umana.

Infatti, oltre a fenomeni “indiretti” derivanti da tale attività come il surriscaldamento globale o la desertificazione, i problemi hanno riguardato anche la criminalità organizzata presente sul territorio, che ha rallentato il processo governativo di tutela della biodiversità ugandese, ma soprattutto l’inquinamento.

Ed infatti, in modo particolare, uno dei problemi ambientali che oggi affliggono maggiormente l’Uganda, è dovuto al mancato smaltimento dei rifiuti, soprattutto della plastica, i cui residui spesso finiscono per bloccare i canali di drenaggio, provocando inondazioni nelle città; oppure finiscono nei laghi e negli oceani, dove i pesci li ingeriscono diventando un pericolo anche per gli esseri umani e gli animali che se ne nutrono; o ancora, approdano nelle zone rurali, sui terreni agricoli e nei giardini, avendo un impatto negativo sulla crescita delle colture.

Un altro grave problema è poi il bracconaggio che sta causando l’estinzione di specie animali come il rinoceronte ad esempio, che viene cacciato soprattutto per il suo corno che è molto gettonato sul mercato nero.

Come molti stati africani, anche l’Uganda sta vivendo un vero e proprio boom demografico che porterà inevitabilmente problemi di ordine sanitario ed ambientale.

In pochi decenni infatti, la popolazione è passata da pochi milioni ai 35 attuali e la crescita non accenna a fermarsi.

Per chi ama la natura e vuole contribuire alla sua conservazione, grazie alle varie associazioni ecologiste attive sul territorio è possibile partecipare ad un volontariato ambientale in Uganda.

Per chi si associa a Keep the Planet abbiamo realizzato un meraviglioso database con tutte le associazioni attive.

Se desideri lavorare per la conservazione degli scimpanzé, oppure fare volontariato con i gorilla, ora puoi farlo.

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Itinerario sulle cose da vedere in Uganda

cosa vedere in ugandaLo Stato ugandese è caratterizzato dal fatto di avere un elevato grado di biodiversità presente al suo interno, e che è soprattutto rappresentata dalla fauna selvatica che popola le sue foreste; nonché dal fatto che in questo Paese, anche se solo in piccola parte, è presente la foresta equatoriale (dove si possono trovare piante come mogani, iroko e altre ad alto fusto, sotto le quali prolifera un ricchissimo sottobosco).

Ma la sussistenza di un così alto tasso di biodiversità è favorita anche dal fatto che dove la foresta è stata abbattuta o devastata dagli incendi, sono ricresciute con il tempo altre specie vegetali (come il bambù, le liane e le felci ad esempio); ed inoltre, al fatto che nelle aree del Paese dove piove di meno, si è sviluppato intorno ai corsi d’acqua l’habitat ideale per la proliferazione di diverse specie animali, anche di grandi dimensioni (come gli ippopotami ed i coccodrilli).

Andare a visitare l’Uganda può rappresentare un modo alternativo di viaggiare rispetto al turismo classico, oltre che un’esperienza indimenticabile.

Infatti la natura incontaminata di questo Paese è di una bellezza mozzafiato, e l’ospitalità dei suoi abitanti permette di immergersi totalmente nella cultura, nelle usanze e nelle tradizioni di questa terra.

D’altra parte ci sono molti modi diversi per andare a visitare l’Uganda al di là dei metodi di viaggio tradizionali, come ad esempio l’ecoturismo, i viaggi solidali naturalistici, il volontariato, ecc.

Sono infatti numerosi i progetti ed i viaggi organizzati da associazioni solidali, organizzazioni internazionali, ecc. ed in cui è possibile collaborare per limitare l’impatto del turismo sulle comunità locali, o prendere parte a progetti di sviluppo e cooperazione aventi ad oggetto la tutela dell’ambiente.

Le principali attrattive del paese sono:

  • Ziwa Rhino Ranch

Il santuario dei rinoceronti è un vero e proprio santuario dedicato ai rinoceronti, quello bianco settentrionale e il nero orientale, con lo scopo di reintrodurli nei parchi nazionali dell’Uganda dopo la loro estinzione in natura dal 1982.

Si trova a soli 170 chilometri dalla capitale Kampala, sulla strada che porta al  Murchison Falls National Park, ed è attivo dal 2005 grazie alla gestione della  ONG Rhino Fund Uganda in collaborazione con la Uganda Wildlife Authority e gli Ziwa Ranchers.

  • Murchison Falls National Park

Il parco nazionale delle Cascate Murchison è il più vasto parco nazionale dell’Uganda, istituito nel 1952. Appartiene alla Murchison Falls Conservation Area, un sistema di aree protette che include anche gli adiacenti Bugungu Wildlife Refuge e Karuma Wildlife Refuge.

Si trova nel Nord-Ovest del paese ed è diviso in due dal fiume Nilo che dà origine alle cascate da cui il parco prende il suo nome.

Questa è un’area protetta che è casa di 76 specie animali diverse quali bufali, giraffe, antilopi, facoceri, leoni, leopardi, ippopotami, coccodrilli, elefanti, scimpanzé (ben 4 su 5 dei rinomati “Big Five”).

  • Queen elizabeth national park

Il parco nazionale comprende quasi 2000 chilometri quadrati di savana della Rift Valley, alternata a tratti di foresta e laghi di origine vulcanica dove ammirare 95 specie di mammiferi diversi, tra cui ben mille esemplari di elefanti, 600 varietà di uccelli e perfino fenicotteri rosa sul lago Katwe.

Ma la star del parco sono certamente  i “climbing lions”, leoni che si arrampicano su alberi particolari, detti “fig trees”, per passare la loro giornata cacciando o riposando. Questo comportamento è veramente raro e si può osservare solo in due posti al mondo, in Tanzania e appunto in Uganda.

  • Bwindi impenetrable national park

Il parco impenetrabile casa dei mitici gorilla di montagna. Non a caso l’Uganda è conosciuta come la Perla d’Africa. Per informazioni sul parco, leggi la guida sul safari per vedere i gorilla di montagna.

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