Tonno rosso, una delle specie marine più affascinanti al mondo

tonno rosso pericolo estinzione

Un articolo di Alessandro Nicoletti sul tonno rosso, una delle specie simbolo del Mar Mediterraneo, che da anni rischia l’estinzione per colpa della pesca eccessiva. Buona lettura!!!

Se cercavi una guida su come cucinare il tonno rosso sono costretto a deluderti immediatamente.

Keep the Planet infatti non è un sito di ricette, ma una piattaforma di divulgazione scientifica utilizzata per sensibilizzare quante più persone possibili circa i rischi ambientali ed ecologici che stiamo affrontando.

Problemi che ignoriamo o sottovalutiamo, ma che dobbiamo risolvere.

Non saprei bene spiegarti i motivi, ma da sempre il tonno rosso è una delle mie specie marine preferite.

Durante tutti gli anni di università, ho sempre pensato che questo pesce sia uno dei più belli e affascinanti di tutti i mari del mondo.

Sarà per la sue straordinarie capacità natatorie, sarà per la sua forma aerodinamica, qualsiasi sia la ragione di tale passione, sono un profondo appassionato di questa specie di tonno e spero che possa sopravvivere alla pesca eccessiva che sta decimando le popolazioni selvatiche.

Purtroppo infatti, il tonno rosso è una delle specie più ricercate dal punto di vista commerciale, le sue carni sono oggetto di aste incredibili che hanno fatto la storia delle aste di prodotti alimentari.

Basti pensare che in Giappone un solo esemplare di 222 kg fu venduto alla “modica” cifra di 1,8 milioni di $.

Ad alcuni, compreso il sottoscritto, tutto questo potrebbe sembrare una pura follia, e probabilmente lo è, tuttavia queste notizie da prima pagina ci fanno riflettere circa gli interessi economici che ruotano intorno a questo pesce.

Il ricco paese asiatico è il primo consumatore al mondo con ben l’80% di tutto il tonno rosso consumato al mondo.

A differenza di altre specie di tonno infatti, il rosso è quello più ricercato per via delle sue carni particolarmente pregiate per via del suo colore accesso e per l’alto contenuto di grassi.

Il valore commerciale delle carni si unisce con le grandi dimensioni dell’animale: è chiaro che la pesca del tonno è un’attività molto redditizia ottenendo ad ogni cattura un notevole quantitativo di prodotto prelibato e ricercato dai consumatori.

I pescatori e i commercianti giapponesi sono da sempre in prima linea per l’approvvigionamento degli esemplari, una ricerca spasmodica che ha portato le popolazioni selvatiche sull’orlo del collasso.

Data la drammaticità della situazione, la comunità internazionale ha deciso di promuovere alcune forme di protezione per la specie così da garantire la sopravvivenza della stessa. Questi sforzi stanno dando i primi frutti tangibili, tuttavia è opportuno non abbassare la guardia e continuare con la protezione della specie.

In questa guida faremo un viaggio virtuale alla scoperta di questa affascinante specie, analizzeremo la situazione, le pratiche di conservazione, i rischi e le prospettive future.

Tonno rosso: cenni generali

Il tonno rosso (Thunnus thynnus) è un grande pesce pelagico appartenente alla famiglia degli Scombriadae in cui fanno parte anche altre specie ittiche commerciali come lo sgombro, la palamita e il tombarello.

All’interno della famiglia degli Scombridae troviamo 3 sottofamiglie e 15 generi: il genere Thunnus è uno di essi che a sua volta comprende ben 8 specie tra cui il tonno rosso:

  • Thunnus alalunga (alalonga);
  • Thunnus albacares (tonno pinna gialla);
  • Thunnus atlanticus (tonno atlantico);
  • Thunnus maccoyii (tonno australe);
  • Thunnus obesus (tonno obeso);
  • Thunnus orientalis (tonno rosso del pacifico o orientale)
  • Thunnus thynnus (bluefin, tonno pinna blu o tonno rosso atlantico)
  • Thunnus tonggol (tonno indopacifico).

Tutte le specie di tonno hanno caratteristiche fisiche ed ecologiche molto simili. Sono tutti dei pesci specializzati alla vita oceanica pelagica, abitudini che si rispecchiano nella forma del corpo adattata al nuoto veloce per lunghe distanze.

In inglese il tonno rosso è conosciuto con il nome di Atlantic Bluefin tuna ed è molto simile alla specie del pacifico.

Hanno infatti un corpo ovaloide allungato, idrodinamico e compresso ai lati per ridurre l’attrito dell’acqua.

La pinna dorsale e quella anale sono alte e robuste, posizionate nella seconda metà del corpo, mentre le pettorali sono forti e possenti, Tra la pinna dorsale e quella anale troviamo alcune pinnette stabilizzatrici importanti per direzionare la direzione di nuoto.

Nonostante molti pensino che i tonni siano pesci completamente a sangue caldo, in realtà il solo pesce ad avere queste caratteristiche è l’opah o pesce re ad esserlo, mentre i tonni ed altri grandi predatori del mare come i marlin e gli spada possono sì riscaldare i muscoli natatori per accelerare il nuoto, ma solamente per brevi periodi.

In tutti queste specie, tonno rosso compreso, cuore e altri organi vitali restano a temperatura ambiente ed infatti dopo essersi immersi in acque fredde devono necessariamente risalire in superficie per riscaldarsi.

Aspetto e caratteristiche fisiche

tonno rosso aspetto fisicoIl Tonno Rosso è la specie più grande di tonni che arriva a superare i 4 metri e mezzo di lunghezza per 675 chili di peso.

Ha un corpo massiccio composto da una muscolatura straordinaria che permette al pesce di nuotare fino a ottanta chilometri orari, caratteristica che lo rende un eccezionale predatore dei mari.

L’eccezionale durata ed intensità del nuoto è dovuto al fatto che il tonno può riscaldare la muscolatura a una temperatura più alta di quella dell’acqua circostante.

Grazie alla sua potenza, i tonni rossi riescono ad attraversare in branco l’Oceano Atlantico, dalle coste americane fino a dentro il Mediterraneo senza soste.

Non è un caso che la parola Tonno derivi dal greco «correre». Il tonno è uno dei pesci più veloci e resistenti che esista al mondo.

Questa peculiarità è garantita dal modo di respirare dell’animale, il tonno infatti nuota con la bocca aperta e forza una grande quantità di acqua sulle branchie che riescono ad estrarre una grande quantità di ossigeno.

La livrea blu scuro del dorso è associata ai fianchi e al ventre bianco argento, la pelle ha tutte le caratteristiche per ridurre al minimo l’attrito con l’acqua.

Ecologia e riproduzione

Il Tonno Rosso è una specie molto longeva, può vivere fino a vent’anni, ma raggiunge la maturità sessuale solo tra i cinque e gli otto anni.

E’ un pesce pelagico, vive nelle aperte acque oceaniche, ma spesso si avvicina alle rive avendo un’alta tolleranza alle variazioni di temperatura e salinità.

Durante il periodo invernale stanzia nelle acque profonde, mentre in estate risale dalla profondità seguendo il ciclo migratorio per la riproduzione che lo caratterizza da altre specie marine.

Sono solamente due aree di deposizione conosciute ai ricercatori: la prima nel Mediterraneo (giugno-agosto) e la seconda nel Golfo del Messico (aprile-giugno).

La temperatura dell’acqua gioca un ruolo fondamentale nella deposizione delle uova: nel Mediterraneo la deposizione avviene quando la temperatura è di 19-21°C, mentre nel Golfo del Messico quando la temperatura è di 25-29°C.

Non è chiaro agli studiosi l’esatta età riproduttiva del tonno, si ipotizza intorno ai 4-5 anni, mentre in cattività avviene verso i 3 anni.

Ogni anno una singola femmina è in grado di produrre circa 10 milioni di uova: le femmine rilasciano le uova nella colonna d’acqua che verranno fecondate dallo sperma maschile anch’esso rilasciato nella stessa area.

Il tonno è oviparo, cioè depone delle uova dalle quali usciranno delle larve pelagiche. Non esistono cure parentali, le larve dovranno sopravvivere da sole scappando dai predatori e cibandosi di plancton.

La larva fuoriesce dall’uovo quando è lunga circa 3 mm: possiede una grande testa e una potente mascella, ma è priva di pigmentazione.

Ogni giorno la piccola larva cresce di 1 mm. La crescita è rapida, tuttavia più lenta rispetto ad altri tonni.

I tonni nati a Giugno raggiungeranno la lunghezza di 30-40 cm per un 1 kg di peso nel mese di Ottobre per raggiungere i 4 kg e i 60 cm nel Giugno dell’anno successivo. Gli adulti crescono meno in lunghezza e più in peso rispetto agli esemplari più giovani che sono relativamente più magri.

Un tonno di 10 anni raggiunge i 2 metri di lunghezza per i 150 kg di peso, mentre l’esemplare più grande mai rinvenuto venne catturato in Italia raggiungendo i 650 kg di peso.

Cosa mangia il tonno rosso

Il tonno è uno dei predatori più efficaci che esistono in mare ed è in grado di utilizzare strategie di caccia diverse a seconda delle prede disponibili.

Esegue movimenti veloci e fulminei quando preda banchi di piccoli pesci, come ad esempio le acciughe; diversamente compie movimenti più lenti quando preda animali più grandi. Durante il periodo degli accoppiamenti, il tonno è talmente impegnato da rinunciare addiritttua anche al cibo.

Similarmente ad molti altri pesci marini, le larve di tonno rosso si cibano prevalentemente di plancton, cioè quel grande insieme di piccoli microorganismi che vivono nella colonna d’acqua.

Tra le prede principali troviamo i copepodi. Gli esemplari giovani sono dei predatori opportunistici, la dieta è molto varia e dipende dall’ambiente circostante.

Le ricerche scientifiche hanno contato almeno 21 specie di pesci ossei, 2 pesci cartilaginei e 9 specie di invertebrati analizzando i campioni stomacali di 568 tonni. La dieta include anche meduse e specie bentoniche come polpi, granchi e spugne.

In generale i giovani si nutrono prevalentemente di crostacei, pesci e cefalopodi, mentre gli adulti preferiscono pesci come l’aringa, alici e sarde.

Dove vive il tonno rosso

Il tonno rosso vive esclusivamente nell’Oceano Atlantico e nel Mar Meditterraneo, mentre si è purtroppo estinto dal Mar Nero.

I ricercatori hanno taggato esemplari in Brasile che sono stati ritrovati in Norvegia e viceversa.

In passato si pensava che le popolazioni dell’Atalntico e del Mediterraneo fossero due sotto popolazioni distinte, recenti ricerche hanno invece evidenziato che gli esemplari si spostano da un bacino all’altro senza limitazioni.

Il tonno vive nella colonna d’acqua vicino alla superficie, tuttavia si possono spingere anche fino a 1000 metri di profondità. Predilige acque temperate fredde comprese tra i 20° e i 10°.

Storia della pesca al tonno rosso

pesca tonnare tonno rossoNel Mediterraneo la pesca del Tonno Rosso ha radici antiche. Troviamo le prime testimonianze storiche risalenti addirittura al tempo dei Cartaginesi e dei Fenici, con una ininterrotta tradizione durata sino ai giorni nostri.

Fino alla prima metà del Novecento, in Sicilia, il passaggio dei tonni rossi rappresentava il periodo più importante dell’anno, senza l’approvvigionamento di cibo rappresentato dai tonni, le comunità locali non potevano certo sostenersi.

Questa necessità diede vita ad un’importante attività rappresentata dalle tonnare, una struttura situata sulle coste costituita da reti che incanalavano il passaggio dei tonni.

Nella cosiddetta camera della morte avveniva la mattanza, cioè quell’impressionante lotta tra uomo e tonno che prevedeva la morte del pesce attraverso delle fiocine.

Una volta che i tonni sono intrappolati, si posizionano le barche intorno alle reti, le quali vengono sollevate e i pescatori chiamati «tonnarotti», coordinati dal capo della tonnara, il «rais», issano i Tonni con il raffio, un lungo attrezzo a uncino.

Questa operazione finale della pesca prende appunto il nome di mattanza ed è uno spettacolo cruento e sanguinoso. Si tratta di un rito ancestrale, festeggiato dalle piccole comunità di pescatori che prelevavano dal mare lo stretto necessario per il loro sostentamento e solitamente se ne abbattevano circa 4.000 individui a stagione.

Oggi le cifre sono ben diverse.

Le tonnare sono ormai un ricordo, questa tradizione cruenta ma comunque necessaria, ha lasciato il posto all’industria della pesca che impiega addirittura radar ed elicotteri per individuare i branchi e sterminarli. Ed è qui che la pesca artigianale ha lasciato spazio alla follia moderna che non guarda in faccia a nulla, tanto meno alla sostenibilità della pesca.

Ed è proprio per questo motivo che i tonni rossi sono ormai al collasso, le quote stabilite non vengono rispettate, gli esemplari sono immaturi, non hanno tempo di riprodursi, vengono ingrassati in impianti di acquacoltura e poi esportati prevalentemente in Giappone.

In passato in Italia c’erano decine di tonnare, ad oggi sono rimaste solo cinque ancora in funzione.

In Sicilia troviamo la tonnara di Favignana ormai diventata un’attrazione turistica, e la tonnara di Bonagia, tra le più antiche d’Italia che ha calato le sue reti per l’ultima volta nel 2003.

Altre due tonnare si trovano in Sardegna, la tonnara di Carloforte (o Isola Piana), nell’isola di San Pietro, e la tonnara di Portoscuso, sulla costa sud-occidentale.

L’ultima è la tonnarella di Camogli in Liguria.

Status di conservazione

Il Tonno Rosso è stato inserito nella Lista Rossa delle specie in pericolo di estinzione redatta dalla Unione Mondiale per la Conservazione della Natura www.iucnredlist.org.

Data la difficoltà di valutare le popolazioni oceaniche, non si hanno stime perfette, tuttavia si stima un declino di circa il 51% di tutti gli stock selvatici di tonno rosso.

Il trend al ribasso iniziò durante gli anni 60, periodo che si sviluppò enormemente la flotta peschiera industriale mondiale.

Attualmente il tasso di pesca non è sostenibile, gli stock naturali non hanno il tempo necessario per riprodursi come dovrebbero ed infatti la situazione peggiora di anno in anno.

L’antico areale comprendeva l’intero Atlantico, tutto il Mar Mediterraneo e il Mar Nero, ma la realtà attuale è molto diversa. Oggi il tonno rosso è sparito da quasi il 50% del suo areale storico, da ormai 20 anni non viene avvistato sulle coste brasiliane ed è completamente sparito dal Mar Nero.

Teoricamente la sola stima possibile per valutare lo status di salute delle popolazioni selvatiche deriva dalle catture, purtroppo però il grande mercato nero che gira intorno alla pesca del tonno rosso rende impossibile una stima veritiera che possa garantire la sopravvivenza della specie.

Minacce alla sopravvivenza del tonno rosso

onno rosso pesca insostenibileC’è un solo grande pericolo per uno degli animali più forti e adattabili dell’oceano e quel nemico si chiama essere umano.

Non c’è predatore più spietato di noi umani, non c’è nessun grande squalo bianco o branco di orche assassine che possano competere con sonar militari, elicotteri, reti chilometriche e flotte infinite, tutto ovviamente condito con stupidità, avidità e leggero senso di autodistruzione.

Tutto questo è quello che l’uomo rappresenta ad oggi, non si ha rispetto per l’ambiente, pensiamo di poterlo dominare, di piegare le leggi della natura al nostro spietato volere, ma noi che studiamo e amiamo l’ecologia sappiamo che non è affatto così.

Le leggi della natura sono al di sopra delle leggi dell’uomo, prima o poi ci verrà presentato il conto da pagare e sarà molto, ma molto salato.

Il tonno rosso si è specializzato in migliaia di anni, e noi in pochi decenni stiamo distruggendo tutto questo attraverso una pesca industriale massiccia e spietata.

Sono ormai decenni che gli istituti competenti stanno provando a ridurre il fenomeno della pesca eccessiva, purtroppo senza esito.

Le leggi esistono, le quote di pesca annuali pure, ma nessuno le rispetta. Quando si unisce denaro e avidità, la devastazione è garantita.

Se non fermiamo al più presto la pesca eccessiva, difficilmente i tonni rossi resisteranno alla follia umana. Il peccato è che tutto questo sarebbe evitabile se solo si rispettassero le quote di pesca e si aumentassero i controlli per stroncare il mercato nero.

Alla sovrappesca si è recentemente aggiunto il disastro petrolifero avvenuto nel Golfo del Messico, una delle principali aree di riproduzione del tonno.

Leggi e programmi di conservazione

tonno estinzioneThe International Commission for the Conservation of the Atlantic Tuna (ICCAT) è l’organismo internazionale deputato alla conservazione del tonno rosso e di altre specie oceaniche.

Creato nel 1966, ogni anno esperti di tutto il mondo si riuniscono per decidere le pratiche necessarie per la salvaguardia delle specie marine oggetto di pesca eccessiva.

Non esistono leggi che proteggono i tonni come tali, ma leggi che stabiliscono le quote annuali massime di pesca per permettere la riproduzione della specie, le taglie minime e le aree di pesca.

Sulla carta sembrerebbe una storia felice, ma abbiamo visto che la realtà supera la fantasia e ogni anno queste quote vengono deliberatamente ignorate.

Oltre al danno la beffa, da anni le associazioni ambientalistiche accusano l’ICCAT di essere troppo permissivo nello stabilire il quantitativo di quote che secondo le associazioni andrerebbero ulteriormente diminuite.

L’Unione Europea a sua volta ha redatto delle leggi per la protezione del tonno come il divieto di reti alla deriva che oltre ai tonni fanno strage di tartarughe e cetacei.

Come proteggere il tonno

Noi cittadini abbiamo il potere di decidere quale specie mettere sul nostro piatto, purtroppo però il pericolo più grande per il tonno rosso arriva da oriente, dal Giappone precisamente.

Nonostante io sia un sognatore, quando mi trovo di fronte a seri problemi ambientali preferisco sempre e comunque seguire un approccio pragmatico che in questo caso mi vieta di pensare che sia lontanamente possibile convincere i giapponesi a smettere di mangiare tonno rosso.

Troppo alta è la richiesta, troppo antica la tradizione, per poter immaginare le tavole giapponesi senza tonno rosso e altre specie marine.

Che fare allora per proteggere il tonno?

Il solo modo per salvaguardare la specie è ascoltare il parere degli scienziati, rispettare le loro quote di pesca, proteggere le aree di riproduzioen, vietare i metodi di pesca più distruttivi e implementare un sistema di monitoraggio che impedisca il mercato nero.

Sogni? Probabilmente, ma è la sola via percorribile per garantire la sopravvivenza della specie.

Tonno rosso: considerazioni finali

La perdita del tonno rosso significa innanzitutto la scomparsa di un soggetto essenziale della catena trofica dell’ecosistema marino e la conseguente destabilizzazione di esso.

Ogni organismo è vitale per la salute dell’ecosistema, togliendo un predatore apicale come il tonno significa compromettere l’intera catena trofica con danni importanti che possono addirittura portare al colasso dell’intero ecosistema.

Spero che questo articolo sia stato di qualche utilità per lo meno per informare quante più persone possibili della situazione drammatica degli stock ittici di tonno rosso.

Purtroppo questa è solo la punta dell’iceberg, tutte le specie ittiche commerciali stanno infatti soffrendo e rischiano di sparire.

La soluzione c’è, basterebbe aumentare la superficie delle aree marine protette e ridurre il quantitativo di pescato, ma ad oggi questi problemi non sono in cima all’agenda politica.

Io nel frattempo non mi arrendo e continuo la mia opera di divulgazione, aiutami condividendo l’articolo e aggiungendoti al gruppo Facebook Amici di Keep the Planet.

Alessandro Nicoletti di Keep the Planet

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