Lo squalo balena è il pesce più grande al mondo, dobbiamo proteggerlo.

Lo squalo balena è il pesce più grande al mondo (le balene non vengono considerate perché non sono pesci ma mammiferi), ma non è questo il motivo per cui oggi parleremo di lui.

Come ambientalista e fondatore di un’associazione di conservazione, la notizia di cui voglio parlarvi è il recente inserimento da parte dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) dello squalo balena all’interno della lista delle specie in pericolo di estinzione.

Lo squalo balena ha infatti subito un declassamento da specie vulnerabile (status acquisito dal 2000) a specie in pericolo di estinzione perché negli ultimi anni gli studiosi hanno purtroppo confermato un declino consistente nelle popolazioni di questo gigante buono.

Quando ciò avviene, la comunità internazionale e le persone tutte devono immediatamente porre in atto un controllo sulle attività umane per garantire la sopravvivenza della specie.

Negli anni, ho capito che il primo passo per la conservazione delle specie in pericolo di estinzione è la condivisione della conoscenza per smuovere gli animi delle persone e rilanciare il dibattito pubblico.

Insieme possiamo aiutare lo squalo balena a sopravvivere.

Squalo balena: cenni generali

squalo balenaIl primo esemplare di squalo balena (Rhincodon typus) fu classificato nel 1828 dal naturalista Andrew Smith a seguito del suo ritrovamento lungo le coste del Sudafrica.

Fa parte dei condritti, la classe di pesci caratterizzati da uno scheletro cartilagineo che comprende inoltre tutte le specie di squali e razze esistenti.

Le dimensioni notevoli che raggiungono gli esemplari adulti (lunghezza massima misurata di 12,6 metri e 21,5 tonnellate) lo hanno premiato come il pesce più grande al mondo.  

Alcune stime valutano la possibilità per la specie di raggiungere anche i 20 metri di lunghezza, ma negli ultimi anni le dimensioni medie degli esemplari rinvenuti sta diminuendo per via della pesca eccessiva che sta riducendo la vita media dello squalo.

Le dimensioni notevoli non sono il solo record, lo squalo balena è infatti anche il pesce più longevo al mondo raggiungendo i 60 anni di età.

Ad un primo e superficiale sguardo, date le sue dimensioni, lo squalo balena potrebbe sembrare un animale pericoloso per l’uomo, mentre in realtà è una specie del tutto innocua.

A differenza di altre specie di squalo ben più famose e popolari, lo squalo balena si nutre esclusivamente di plankton, piccoli pesci e altri piccoli organismi.

Questo avviene perché lo squalo balena è un pesce filtratore che avviene attraverso l’apertura della sua ampia bocca (fino ad 1,5 metri di apertura) e la conseguente entrata di acqua nelle sue fauci.

Data la sua modalità di alimentazione, lo squalo balena è un grande nuotatore percorrendo migliaia di miglia marine alla ricerca di cibo. Una stima valuta in circa 2 milioni di litri di acqua marina filtrata ogni ora.

Come per tutte le specie di squali, deve nuotare continuamente per respirare attraverso le sue grandi branchie.

Essendo un animale dal carattere docile, è possibile nuotare al suo fianco, ma la pratica è sconsigliata dai ricercatori perché disturba l’animale.

Lo squalo balena si distingue immediatamente nell’aspetto dalle altre specie di squalo sia per la sua testa larga e piatta, sia per le macchie gialle presenti sulla sua pelle, caratteristica che aiuta gli scienziati nel riconoscimento degli individui.

Non si conosce molto sulla riproduzione, il ritrovamento di una femmina incinta ha svelato l’ovoviviparità della specie, dove le uova fecondate si schiudono all’interno della madre senza alcuna relazione nutritiva tra madre e figlio.

Si pensa che la maturità sessuale venga raggiunta all’età di 30 anni, quando l’animale raggiunge i 9 metri di lunghezza.

Non ha predatori in natura, il solo pericolo è l’uomo e le sue attività invasive.

Stato delle popolazioni e habitat dello squalo balena

Lo squalo balena è una specie diffusa in tutti i mari tropicali e temperato caldi del mondo.

areale habitat squalo balena

Dall’immagine vediamo che non è presente né in Mediterraneo né alle Isole Azzorre. Negli ultimi anni però, in quest’ultima zona sono stati segnalati degli avvistamenti che provano il riscaldamento dell’Oceano Atlantico.

E’ un pesce pelagico che vive in mare aperto, ma occupa le acque superficiali della colonna d’acqua.

Tuttavia, tramite gli esemplari monitorati, è dimostrato che lo squalo balena occasionalmente si immerge a profondità elevate raggiungendo anche i meno 2000 metri.

I periodi di riproduzione e di alimentazione sono un momento di aggregazione in quanto per la maggior parte del tempo lo squalo balena è un animale solitario.

Alcuni siti dove è possibile assistere al fenomeno aggregativo sono il Ningaloo Reef australiano, l’Isola di Sant’Elena, la Baia di Los Angeles, il parco marino indonesiano di Ujung, mentre l’avvistamento maggiore avvenne al largo delle coste dello Yucatan messicano.

Dall’analisi delle popolazioni, si stima che il 75% degli esemplari viva nell’Oceano Indo-Pacifico e il restante 25% nella parte Atlantica.

Dall’analisi visiva, nei database dei ricercatori,sono presenti 7011 esemplari che tuttavia non rappresentano il numero totale degli individui esistenti.

Da analisi genetiche, si stima una popolazione globale compresa tra i 100.000 e i 200.000 esemplari.

Lo squalo balena è stato dichiarato specie a rischio in quanto la sua presenza negli ultimi è calata notevolmente.

Dal punto di vista scientifico, questo viene calcolato dai dati ricavati da numerosi eventi, come ad esempio nel numero di catture accidentali, numero di esemplari identificati nei fenomeni aggregativi e avvistamenti da parte delle flotte pescherecce che percorrono le stesse rotte.

Le stime evidenziano un calo del 63% nella zona Indo-Pacifica negli ultimi 75 anni, ed un calo del 30% nella parte Atlantica sempre valutato nell’arco temporale di 75 anni.

Pericoli principali per lo squalo balena

Come per tutti gli abitanti dei mari, i pericoli maggiori che lo squalo balena deve affrontare è la pesca e l’inquinamento.

Fortunatamente, lo squalo balena non è una specie target per i pescatori, ma vista la sua enorme stazza e il suo lento nuotare vicino la superficie, lo trasforma in una facile preda by catch per le reti da pesca.

Per by catch si intende l’insieme delle prede catturate involontariamente dalle reti da pesca.

Anche se non esiste una flotta commerciale dedicata come per le altre specie, il grande numero di esemplari by catch pescati dalle reti da pesca stanno riducendo notevolmente gli stock selvatici.

Ovviamente esistono delle eccezioni.

Fino al 1991, anno del divieto, a Cuba venivano pescati intenzionalmente 8-9 esemplari all’anno, mentre nel versante del Pacifico, dagli anni 90 in poi, a Taiwan nacque un mercato sempre più alla ricerca della carne di squalo balena.

Parallelamente, si creò un mercato asiatico di pinne di squalo balena sempre più grande che continua illegalmente ancora oggi.

Il commercio di squalo balena venne finalmente vietato a Taiwan dal 2008, purtroppo però una recente ricerca del 2014 ha evidenziato che in Cina vengono illegalmente uccisi e venduti almeno 600 esemplari l’anno.

Un altro problema per lo squalo balena è lo scontro con le eliche delle navi. Essendo un lento e superficiale nuotatore, sempre più spesso vengono riportati casi d’incidente.

Concludiamo la lista dei pericoli con il più importante di tutti, l’inquinamento marino.

Essendo un grande filtratore, lo squalo balena infatti è fortemente minacciato dalle immense quantità di plastica presenti in mare.  Se ingerite in quantità eccessive, le plastiche possono portare lo squalo balena all’avvelenamento e alla morte.

Oltre alla plastica, gli sversamenti petroliferi in mare minacciano i siti di riproduzione e di alimentazione dello squalo balena.

Cosa fare per proteggere lo squalo balena

Le autorità di diversi stati hanno da anni intrapreso delle pratiche di conservazione.

Essendo iscritto all’elenco delle specie migratorie e delle specie in pericolo di estinzione, lo squalo balena è sottoposto a tutta una serie di norme internazionali che lo tutelano a livello globale.

Ad esempio, per la pesca e il commercio dello squalo balena, servono permessi speciali e rispetto di pratiche non distruttive.

Parallelamente, molte nazioni come Australia, Filippine, Belize, Honduras, Thailandia, India, Messico e Usa hanno imposto il divieto totale di pesca della specie.

Un’altra azione molto importante messa in atto dagli stati interessati è la protezione dei siti di passaggio, riproduzione e alimentazione.

Alcuni habitat chiave come Ningaloo Reef in Australia, Cocos Island in Costa Rica e le Isole Galapagos in Ecuador sono aree marine protette dove le attività umane sono vietate o strettamente controllate e gestite.

Rispetto ad altre specie, lo squalo balena è protetto da molte nazioni anche perché esiste un’industria del turismo miliardaria.

Molti turisti infatti sono disposti a pagare diverse centinaia di euro per vedere e nuotare insieme allo squalo.

Insieme allo squalo bianco e allo squalo elefante, sono le sole tre specie con protezione speciale, mentre le altre 500 specie di squali subiscono una pesca molto più ampia.

Se alcuni governi hanno già dato la loro parte, il compito di noi cittadini è quello di informarci sulle aziende coinvolte nella pesca industriale e verificare se rispettano le norme internazionali.

Possiamo inoltre prendere parte ai tour turistici e verificare che le norme di tutela dell’animale vengano rispettate. Se la guida locale dimostra poco rispetto per l’animale, denunciate tutto alle autorità.

Esistono delle linee guida per l’avvicinamento, non si deve mai toccare l’animale, tanto meno avvicinarsi eccessivamente per non rischiare di disturbare o addirittura colpire con l’elica lo squalo.

Non dimenticare di supportare le associazioni ambientaliste come Keep the Planet a continuare con il loro lavoro di divulgazione e di conservazione ambientale.

Considerazioni finali di Keep the Planet

Nonostante gli sforzi intrapresi da alcune nazioni, lo squalo balena non fa eccezione, come la quasi totalità delle specie animali rischia presto di scomparire per colpa dell’uomo.

Se fino a pochi anni fa la cultura per l’ambiente non esisteva, oggi sempre più persone stanno capendo che non possiamo continuare a vivere in maniera insostenibile per l’ambiente naturale.

La nostra stessa sopravvivenza è legata a doppio filo con la salute della natura, avere un oceano pieno di rifiuti e vuoto di pesci non è una cosa accettabile.

Prendi parte anche tu alla lotta per la conservazione, rifletti su come potresti dare il tuo contributo diretto, ripensa alle tue azioni, elimina l’uso di plastica e di materiali inquinanti, ricicla, fai informazione, viaggia nei luoghi dove si fa conservazione, aiuta le associazioni ambientaliste.

Ogni nostra azione ha un impatto ambientale, ma tutte le attività umane possono diventare sostenibili se diventiamo consapevoli e critici verso le attività distruttive nel mondo.

Aiutaci a crescere, condividi l’articolo.

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