Come salvare il pianeta terra dalla nostra completa follia

Ciao a tutti ragazzi, io sono Alessandro Nicoletti, biologo marino e fondatore dell’associazione ecologista Keep the Planet. Nell’articolo di oggi volevo affrontare un tema molto delicato e importante che riguarda tutti, ma che interessa pochi. 

Come salvare il pianeta?

O meglio dire come salvare noi stessi dall’autodistruzione?

Come impedire di devastare la nostra terra?

Quali azioni e iniziative intraprendere per contribuire alla tutela del pianeta?

Domande da un milione, anzi no, un miliardo di dollari…

E la domanda è, come possiamo, se possiamo, creare un futuro sostenibile per noi, la specie homo sapiens, l’homo sapiente, e il resto delle creature viventi.

Questa è la più grande domanda dei nostri tempi.

Se preferisci, puoi anche vedere il video dell’articolo, oppure prosegui con la lettura:

 

Se come il sottoscritto sei un appassionato di natura e animali e ti appassioni ai temi ambientali, immagino saprai che questa relazione tra noi umani, e la natura è poco amichevole.

E gli esempi sotto gli occhi di tutti, deforestazione selvaggia, traffico illegale di animali, oceani pieni di plastica, consumo non sostenibile di energia e risorse naturali, l’elenco è molto lungo.

Stiamo vendendo il nostro bene più prezioso, la terra, per il profitto di pochi.

Nei prossimi anni a venire, se vogliamo continuare a sopravvivere come specie su questo incredibile pianeta, saremo chiamati a fare delle scelte mai fatte prima d’ora.

Scelte non solo a livello personale, ma soprattutto a livello di comunità, di società.

Società che è spesso e volentieri sorda perché diretta da forze politiche ed economiche che attualmente sono basate su principi sbagliati.

Al capitalismo globale che sposta merci da un lato all’altro del pianeta poco importa dei problemi ambientali.

Ma se ti fermi un attimo a riflettere, l’ultimo anello della catena di questa macchina infernale siamo noi.

Noi che con i nostri comportamenti poco attenti contribuiamo volenti o dolenti, alla devastazione degli habitat naturali, l’inquinamento dei mari e dall’estinzione di fantastiche specie animali.

E’ ormai chiaro che se nulla verrà fatto, le conseguenze saranno devastanti.

Se oggi ci stiamo abituando a camminare per strada con la mascherina per difenderci dal virus, consapevoli che in pochi mesi tutto questo sarà probabilmente risolto, un domani quelle mascherine potremmo non potercele più togliere.

Ricorda, se oggi indossiamo mascherine è perché fino a ieri abbiamo indossato paraocchi.

Paraocchi che impediscono di vedere la realtà.

Leggi anche: lavori per la natura

Come salvare il pianeta

lavori per la naturaMa cosa possiamo fare noi, semplici cittadini, per fermare la distruzione ambientale e salvare questo fantastico pianeta?

Io non ho certamente la bacchetta magica e tanto meno la presunzione di conoscere la risposta definitiva a questa domanda da un milione, anzi no, un miliardo di dollari.

Tuttavia, di una cosa sono certo, non abbiamo scelta, dobbiamo assolutamente trovare un compromesso tra la nostra specie e la natura.

Natura che ha le sue ineluttabili leggi che non governano solo lei, ma anche noi, perché noi, se ancora non lo avevi capito, ne facciamo parte integrante.

Ma come ci siamo arrivati fino a questo punto?

Come siamo riusciti a distruggere questo meraviglioso equilibrio che ci lega in maniera indissolubile con la nostra madre terra?

Per decine di migliaia di anni, l’uomo con tutte le difficoltà del caso, riuscì nell’incredibile impresa di sopravvivere in un ambiente dominato dalla natura selvaggia.

Quelli erano tempi della grande bellezza…..oceani che esplodevano di vita, foreste ricche di meravigliosa biodiversità, cieli puliti e vivi.

Grandi difficoltà, ma anche equilibrio tra noi e l’ambiente.

Generazioni dopo generazioni, l’essere umano ha condiviso la sua vita con milioni di altre specie animali e vegetali che prosperavano, nonostante noi.

Ma ora, nell’arco di una generazione, tutto questo è in pericolo.

Benvenuti nell’antropocene, l’eta degli umani!!!

Personalmente non ho nessuna intenzione di arrendermi, ma anzi sono determinato nel trovare una soluzione.

Mi piacerebbe poterti dire che potremmo ritrovare l’equilibrio perduto acquistando una borraccia, o prendendo la bici al posto della macchina, certo, sono cose da fare, ma di certo non sono la soluzione definitiva al problema ambientale.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticarci di una cosa importante, e cioè che solo se agiamo tutti insieme, possiamo fare la differenza.

Quindi, nella sostanza, che possiamo fare per salvare non tanto il pianeta, ma noi stessi dalla fine?

Azioni per salvare il pianeta

Prima iniziativa concreta per salvare il pianeta è quello di votare in maniera consapevole.

Oggi nessuna delle principali forze politiche parla di ambiente, di ecologia, di energie rinnovabili, di sviluppo sostenibile e se lo fanno, lo fanno in maniera retorica.

Vi ricordate lo sviluppo del solare in Italia pochi anni fa?

La politica lo ha fatto morire in maniera vergognosa.

Oggettivamente abbiamo i politici che ci meritiamo perché siamo noi cittadini in primis che dobbiamo premiare con il nostro voto le forze politiche che mettono la tutela dell’ambiente al primo posto.

Se non obblighiamo la nostra classe politica a farlo, comprare una borraccia non sarà sufficiente per pulire la nostra coscienza.

Seconda azione concreta per salvare il pianeta è fare lobby alle industrie.

Solo con il consumo critico possiamo infatti forzare le aziende a compiere scelte ecosostenibili.

Un buon esempio ci arriva dalla lotta contro l’olio di palma, un tema a me particolarmente caro perché sono anni che viaggio in Indonesia e lavoro per la conservazione degli orango.

Con i miei stessi occhi ho visto gli effetti devastanti che questa coltura ha sulla biodiversità.

Grazie alla condivisione e all’educazione ambientale, oggi moltissime aziende hanno deciso finalmente di eliminare l’olio di palma dai loro prodotti.

Sicuramente ci dedicherò un video di approfondimento, il messaggio che possiamo cogliere è che le aziende sono costrette a rispondere alle richieste dei consumatori.

Una delle battaglie su questo fronte è certamente il consumo eccessivo di plastica usa e getta, siamo praticamente avvolti da questo materiale spesso inutile.

Milioni di animali stanno morendo per colpa della plastica e se nulla verrà fatto, nel 2050 ci sarà più plastica che pesci in mare

Se domani mattina l’intera società smettesse di colpo comprare cibo avvolto da plastica, le aziende produttrici sarebbero obbligate ad ascoltare e ubbidire.

Vista l’importanza dell’argomento, in futuro qui sul canale approfondiremo il tema della riduzione del consumo di plastica per ognuno di noi.

Altro tema molto importante all’interno del consumo critico è certamente l’alimentazione. E’ ormai noto che il consumo eccessivo di carne provoca danni ambientali enormi perché tolgono spazio alle foreste primarie.

Dobbiamo rivedere la nostra dieta sia per motivi etici, e ambientali.

In Italia parlare di alimentazione è difficile perché la discussione diventa spesso lotta, ma quando arriverà il giusto momento, lo faremo qui sul canale in maniera scientifica e pacifica.

Se vogliamo trovare un equilibrio tra le varie componenti della società, diciamo che il consumo di prodotti locali a chilometro zero e una dieta prevalentemente vegetariana è il miglior compromesso che possiamo e dobbiamo raggiungere per la nostra causa comune di tutela dell’ambiente.

Terza azione per salvare il pianeta è supportare tutte le piccole associazioni locali che lavorano attivamente nella conservazione.

Noi infatti possiamo partire volontari per partecipare a progetti di riforestazione sia in Italia che all’estero, piantare alberi è la singola azione più importante per salvare il clima e il pianeta.

Puoi unire l’utile al dilettevole perché spesso partecipare a queste esperienze è molto utile e gratificante, dalla tutela di specie selvatiche simbolo come balene, tigri e gorilla, ti ritroverai immerso in ambienti incontaminati e lontani dal turismo di massa.

Partecipare a queste esperienze è molto importante perché spesso sono l’ultima resistenza contro il consumo di suolo e la distruzione degli habitat naturali.

Noi di Keep the Planet abbiamo selezionato i migliori progetti di conservazione di ambiente e animali, qui sotto trovi il link per accedere al database.

Diventa socio dell’associazione e scarica il database

Diventa parte attiva della conservazione della terra: volontariato ambientale

salvare il pianetaSogni di monitorare i nidi tartarughe marine in Costa Rica?

O lavorare per la conservazione delle balene?

Oppure contribuire alla tutela delle scimmie?

Devi sapere che tutto questo è possibile.

Ok, andiamo dritti al punto, che cos’è il volontariato ambientale e perché farlo può contribuire a salvare il pianeta.

Noi italiani quando pensiamo al volontariato generalmente ci riferiamo al volontariato umanitario.

Nonostante il grandissimo valore nell’aiutare persone bisognose, dobbiamo sapere che questa non è la sola forma di volontariato esistente, ma anzi solo una delle opportunità disponibili.

Nello specifico,

Il volontariato ambientale è una branca del volontariato e rappresenta tutte quelle attività di volontario che hanno come finalità la conservazione dell’ambiente.

Oggi più che mai parlare di ambiente è come parlare di guerra, interi ecosistemi cancellati per sempre, specie animali che spariscono alla velocità della luce.

La verità è che da soli ci sentiamo persi, impotenti, di fronte ai grandi drammi che colpiscono la natura e la domanda sorge spontanea.

Cosa possiamo fare?

Fortunatamente esistono un gran numero di progetti, in qualsiasi parte del mondo, ma soprattutto nei paesi in via di sviluppo che hanno bisogno di volontari e partecipare non è poi così difficile

Il volontariato ambientale è un’occasione straordinaria per visitare posti lontani, conoscere popolazioni con altre culture, vedere da vicino animali incredibili e posti meravigliosi, e contemporaneamente contribuire attivamente alla loro conservazione.

Se sei stanco di sentirti un semplice turista, questa è la tua occasione.

E per alcuni inoltre, questa opportunità del volontariato potrebbe essere la porta d’ingresso per una carriera vera e propria nella conservazione.

Sei un biologo marino come il sottoscritto?

Un ingegnere ambientale?

Un ecologo, ?

Un veterinario?

Ecco, devi sapere che il volontariato ambientale è la migliore strategia per iniziare una carriera nella conservazione.

Oggi la natura ha bisogno di persone consapevoli che dedicano una piccola o grande parte del loro tempo alla tutela di natura e animali.

Ma cosa fa nello specifico un volontario della conservazione?

Ti faccio tre esempi di volontariato ambientale a cui ho partecipato personalmente:

Borneo: qui ho lavorato al fianco di un gruppo di fantastici ragazzi indonesiani che da oltre 10 anni sono impegnati nella difficile lotta contro la deforestazione selvaggia causata dalla massiva coltivazione di olio di palma.

Qui, all’interno di uno dei parchi naturali meglio conservati dell’intero Borneo indonesiano, sono stato impegnato quotidianamente in attività molto importanti per la conservazione della foresta come la piantumazione di giovani alberi nelle zone colpite dagli incendi,

Ho inoltre partecipato ad alcune attività informative nelle scuole per spiegare ai più giovani l’importanza della protezione degli habitat naturali che ospitano specie simbolo come l’orango.

Seconda esperienza, Zanzibar, l’isola africana davanti alle coste della Tanzania.

Qui mi sono unito ad una piccola associazione locale impegnata nel ripristino delle mangrovie lungo la costa dell’isola.

La foresta di mangrovie è una formazione vegetale tra più produttive al mondo, le mangrovie riescono ad assorbire gas serra dall’atmosfera in maniera più efficiente di molti altri ecosistemi terrestri.

Oltre a questo, proteggono le coste da calamità naturali, dall’erosione del mare e inoltre fungono da veri e propri filtri naturali catturando sostanze nocive all’ambiente.

Un’esperienza così ti garantisco è molto più gratificante rispetto a stare stesi sul lettino 12 ore al giorno ad arrostirsi

Terzo progetto a cui ho partecipato è stato in, Sudafrica, per la conservazione marina degli squali bianchi insieme ad un gruppo di ricercatori lungo le coste sudafricane.

Qui ho passato delle giornate in barca meravigliose mentre svolgevamo attività utili alla conservazione come:

  • il censimento degli squali;
  • l’installazione di macchine fotografiche subacquee e il recupero dei dati;
  • o la semplice pulizia delle spiagge

Partecipare a queste esperienze incredibili è facile e alla portata di tutti.

Se ti interessa diventare un volontario ambientale, puoi farlo associandoti all’associazione Keep the Planet, e in cambio otterrai non solo il mio aiuto personalizzato, ma anche il database con tutti i contatti utili per queste esperienze.

Grazie presto

Diventa socio dell’associazione e scarica il database

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *