Rilascio acque di Fukushima: disastro ambientale o clamore mediatico?

Alt, non sono un ingegnere nucleare e tanto meno esperto di energia atomica. Tuttavia credo che sia giusto dire due parole circa le acque provenienti dalla centrale di Fukushima che prima o poi saranno riversate nell’oceano Pacifico.

Questa notizia ha creato scalpore e preoccupazione, ma sono giustificati?

Ciao a tutti ragazzi io sono Alessandro Nicoletti, biologo marino e fondatore di Keep the Planet.

Guarda il video o leggi l’articolo:

Bene, parliamo di questa notizia con cautela perché in Italia quando si parla temi scottanti come l’energia nucleare o i gatti è molto facile creare un casino.

Premessa, in un mondo ideale utopico al quale io aspiro non esisterebbero i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, la deforestazione, la pesca eccessiva, e tanto meno energia atomica potenzialmente pericolosa come ci ha ben dimostrato il disastro di Chernobyl e quello di Fukushima.

Chi non sogna una società totalmente sostenibile, senza guerre e povertà, con foreste rigogliose, oceani puliti ed energie rinnovabili a soddisfare tutti i nostri bisogni.

Purtroppo, questo mondo ideale non esiste, la logica del profitto è ancora ben salda e che ci piaccia o no, abbiamo un problema bello grosso da risolvere a Fukushima.

Cosa succederà a Fukushima?

rilascio acque fukushimaIniziamo dai fatti, a seguito dello tsunami del 2011, la centrale nucleare di Fukushima ha subito dei danni irreparabili.

Senza scendere nei dettagli, perché parliamoci chiaro, non ne sarei capace, per evitare il disastro totale serve una gigantesca quantità d’acqua per raffreddare il nocciolo atomico fuori controllo.

Questa acqua utilizzata per il raffreddamento è stata stoccata in delle gigantesche vasche.

Dopo ormai 10 anni non c’è piu posto, e le soluzioni a disposizione degli tecnici sono ormai giunti ad un vicolo cieco: se vogliamo evitare il disastro, questa acqua radioattiva va rilasciata in mare.

Ed è qui è esploso il fini mondo mediatico.

I giornali italiani (ma anche molti giornali stranieri) hanno dato la notizia con toni assolutamente allarmistici, spesso al limite del terrorismo psicologico.

Un atteggiamento che conosciamo già.

Tuttavia gli esperti sono di diversa opinione.

Primo fatto, l’acqua utilizzata appena fuoriuscita è altamente radioattiva, tuttavia attraverso vari procedimenti tutti gli elementi radioattivi vengono eliminati tranne il trizio perché essendo un isotopo radioattivo dell’idrogeno non è separabile dall’idrogeno della molecola dell’acqua.

Ecco, secondo gli esperti internazionali, questa acqua contenente trizio dal punto di vista sanitario non reca danni all’ambiente e tanto meno alla salute delle persone perché in alcuni paesi, questa acqua opportunamente diluita, passerebbe addirittura gli standard di potabilità.

Sempre secondo gli esperti, bere un litro di questa acqua comporterebbe una dose doppia rispetto ad una radiografia ai denti e pari alla metà di quella dovuta ad una radiografia toracica.

Quest’acqua che sarà sversata nell’Oceano Pacifico in maniera graduale, con tempi più che decennali, porterebbe ad ulteriori diluizioni che la porterebbe ad avere una radioattività di 100 volte inferiore ai limite di legge italiani per dichiarare l’acqua potabile.

Se vuoi approfondire questo tema, qui sotto ti lascio tutti i link di approfondimento.

Questo detto fino ad ora, in termini molto semplicistici racconta la situazione di Fukushima che sta generando tutto questo panico.

Sono sincero, studiando quotidianamente le problematiche che affliggono il nostro amato mare, sono molto più spaventato dalla pesca eccessiva che sta svuotando i nostri mari, l’apocalisse provata dalla plastica e dallo sversamento illegale dei rifiuti.

Temi che dovrebbero tenerci svegli la notte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *