Quanto costa fare un volontariato ambientale

Quanto costa fare un volontariato ambientale?

Ciao a tutti ragazzi, io sono Alessandro Nicoletti, biologo marino e fondatore di Keep the Planet, associazione che si occupa di mettere in contatto volontari e associazioni attive sul territorio.

Ci sono tantissimi progetti a cui partecipare, i più comuni sono quelli per il monitoraggio dei nidi di tartaruga marina, progetti di riforestazione, pulizia delle spiagge e tanti altri.

Tra le tante domande che ricevo, una delle più frequenti in materia di viaggio ambientale vi è sicuramente quella relativa al costo.

Quanto si paga?

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Costo del volontariato ambientale

Generalmente ci sono 4 tipologie di volontariato: quello che dura poco e costa molto, quello che dura molto e costa poco, quello gratuito e quello retribuito.

I progetti gratuiti o retribuiti sono offerti ai volontari che hanno specifiche professionalità ed esperienza.

Purtroppo non tutti hanno le possibilità e le competenze per venire selezionati, questo non significa che devi rinunciare perché spesso le spese non sono altissime.

I costi ovviamente variano a seconda di molti fattori come ad esempio il periodo dell’anno in cui si decide di partire, la nazione in cui è situato il campo, i mezzi di trasporto utilizzati e la tipologia di progetto.

Il primo passo da compiere è quello di scegliere un’organizzazione che possa rispecchiare e soddisfare le proprie esigenze.

Sul sito di Keep the Planet abbiamo selezionato tantissimi progetti di volontariato situati in tutti i continenti; dal volontariato con gli orango, alla conservazione dei cetacei, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Una volta selezionato il progetto, la prima spesa da sostenere è quella relativa al versamento della quota di iscrizione.

Il costo della tessera dipende dall’associazione ma generalmente si aggira intorno ai trenta euro.

Dopodiché andrà versata la quota specifica al progetto in questione.

Alcune organizzazioni hanno una quota fissa per tutti i campi, altre invece applicano delle quote variabili.

Generalmente, una quota legittima parte dai 100 euro a settimana per un massimo di 500 euro.

L’importo finale come detto dipende molto dalla destinazione e dal tipo di progetto.

Benefici volontariato ambientale

costi volontariatoIn linea generale, i progetti di conservazione più economici li troviamo in Asia e Sudamerica, mentre quelli più costosi in Africa.

Nella quota di iscrizione ci sono compresi il vitto, l’alloggio e i trasporti durante il progetto, mentre le spese per arrivare e partire dal luogo spesso sono a carico del partecipante.

Spesso e volentieri un volontariato ambientale costa nettamente meno di un viaggio naturalistico e oltre al risparmio ottieni 3 ulteriori benefici.

Il primo è l’esperienza autentica lontano dai turisti, la seconda un’esperienza in più nel CV, la terza la gratificazione di aver contribuito alla conservazione della natura.

Alle quote di partecipazione vanno aggiunti i costi del viaggio che comprendono il biglietto aereo e soprattutto l’assicurazione sanitaria.

Non mi stancherò mai di dirlo, mai uscire dai confini europei senza un’assicurazione.

Il prezzo di un biglietto aereo andata e ritorno, può arrivare a costare poche decine di euro, fino a qualche migliaio, ovviamente dipende dal periodo e dalla distanza.

Un’altra spesa, generalmente piccola è quella legata ai visti e ai vaccini che variano a seconda del paese.

Partecipare ad un progetto di volontariato è un investimento che si fa su se stessi. Oltre ad aprire eventuali strade nel mondo lavorativo, rappresenta un incredibile esperienza di vita da fare almeno una volta nella vita.

Come vedi i costi non sono proibitivi, considera che la quota è fondamentale per l’associazione che grazie al contributo riesce a mantenere i costi del progetto.

In alcune zone del pianeta, questi campi di volontariato rappresentano l’ultima difesa contro la distruzione definitiva di ecosistemi unici come la foresta pluviale, le spiagge non cementificate, laghi e fiumi ancora pristini.

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