(Domanda e Risposta) Perché dovremmo salvare le tartarughe marine?

Un articolo di Alessandro Nicoletti sul perché dovremmo salvare le tartarughe marine, un gruppo di specie molto amate dal grande pubblico, ma allo stesso tempo molto minacciate dalle nostre stesse attività.

perché le tartarughe marine sono importanti

Sì esatto, hai capito bene la domanda, perché dovremmo salvare le tartarughe marine?

Quando si parla di ambiente e animali in pericolo di estinzione inizia la solita retorica buonista come fosse un disco rotto fatto di cuoricini sui social, condivisioni, commenti romantici, e poi?

Poi niente, ci dimentichiamo di quello che abbiamo condiviso e ci mettiamo in attesa del prossimo post strappa like e cuoricini da condividere con famiglia e amici.

Ti ci ritrovi?

In fondo questo è quello che significa aiutare l’ambiente per la maggior parte degli umani, condividere un post e mettere like, poi si ritorna alla vita di sempre.

Ecco allora la mia decisione di iniziare questa rubrica di domande e risposte per informare il pubblico che segue Keep the Planet su cosa stiamo rischiando di perdere quando inquiniamo, distruggiamo, uccidiamo.

E tra le tante domande a cui daremo risposta, iniziamo proprio da loro, le simpatiche tartarughe marine.

Le tartarughe di mare (Chelonioidea Baur, 1893) sono una superfamiglia di Testudines adattate alla vita marina.

Sono tra i più antichi tetrapodi della Terra.

Sono rettili perfettamente adattati alla vita marina, grazie alla forma allungata del corpo, ricoperto da un robusto guscio o carapace, ed alla presenza di “zampe” trasformate in pinne.

All’interno della superfamiglia delle tartarughe marine troviamo ben 7 specie differenti presenti in tutti i mari del mondo:

  • Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea);
  • Tartaruga comune (Caretta caretta);
  • Tartaruga verde (Chelonia mydas);
  • Tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata);
  •  Tartaruga di Kemp (Lepidochelys kempii);
  • Tartaruga olivastra (Lepidochelys olivacea);
  • Tartaruga a dorso piatto (Natator depressus).

Di tutte e 7 le specie di tartarughe marine, ovviamente non se ne salva nessuna dal pericolo di estinzione.

Le cause sono sempre le stesse, riduzione degli habitat per deporre le uova, cambiamento climatico, catture accidentali nelle attività di pesca, cementificazione delle coste e collusioni con le eliche delle barche.

Si stima che ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscano catturate negli attrezzi da pesca nel solo Mar Mediterraneo e che di queste oltre 40.000 muoiano.

Il fatto di essere animali molto amati dal pubblico, le tartarughe marine sono capaci di attrarre l’interesse generale, cosa che invece altre specie non sono in grado di farlo.

Questo ha portato alla nascita di tantissime iniziative di conservazione di cui alcune è possibile partecipare.

Tra le principali azioni di conservazione in atto, ricordiamo:

  • le attività di monitoraggio dei siti di nidificazione;
  • pulizie delle spiagge da rifiuti plastici;
  • ampliamento di aree marine protette;
  • studio di nuovi attrezzi di pesca che siano meno impattanti;
  • attivazione di azioni di recupero e riabilitazione degli animali feriti.

Tutte queste attività finalmente stanno iniziando a dare i loro frutti, ne è un esempio la nostra penisola che proprio grazie alla meravigliosa attività di associazioni e volontari si sta notando un lento, ma costante recupero delle popolazioni stimabile grazie all’incremento dei siti di deposizione delle uova.

Finora abbiamo detto chi sono le tartarughe, quali sono le minacce per la loro sopravvivenza e quali azioni sono messe in atto per la loro conservazione, quello che non abbiamo ancora fatto è rispondere alla domanda principale e cioè perché dovremmo salvare le tartarughe?

Perché salvare le tartarughe

perché salvare le tartarughe marineIl primo motivo per cui è doveroso salvare le tartarughe marine è comune a tutte le specie animali del pianeta e rappresenta un discorso etico piuttosto che ecologico.

L’etica animale riguarda tutti quei variegati aspetti che toccano le nostre relazioni con gli animali e in generale che cosa è giusto o sbagliato fare nei loro confronti.

Questa questione dell’etica animale non è certo un tema da poter trattare nel contesto di un articolo, servirebbero libri e dibattiti, quello che possiamo dire qui è che è ormai superata l’antica visione secondo la quale gli animali sarebbero sprovvisti di intelletto e quindi sarebbero da assimilare a mere cose.

La scienza ha infatti dimostrato il contrario e che cioè gli animali hanno coscienza del proprio sè, sono consapevoli dell’ambiente che li circonda e soffrono in condizioni a loro non ottimali.

Ecco quindi delinearsi un primo e fermo punto sul perché dovremmo salvare le tartarughe in quanto esseri viventi che loro malgrado condividono lo stesso pianeta con una specie – la nostra – capace di distruggere e auto distruggersi.

Se dal punto di vista etico è legittimo salvare le tartarughe, certamente non è da meno l’aspetto ecologico della questione: le tartarughe marine infatti svolgono un ruolo chiave per la salute dell’ecosistema marino e non solo.

Con la loro opera, le tartarughe marine dimostrano la lezione suprema dell’ecologia: in natura tutto è connesso e tutto ha un senso di esistere.

Le tartarughe marine infatti fanno parte di due ecosistemi molto importanti, le spiagge e gli oceani.

Se  le tartarughe marine si estinguessero domani, sia l’ecosistema marino che quello della spiaggia sarebbero più deboli.

E poiché gli umani usano l’oceano come fonte importante di cibo e usano le spiagge per molti tipi di attività, la debolezza di questi ecosistemi avrebbe effetti dannosi sull’uomo.

L’uomo forse non ha ancora capito un’importante lezione di vita: la natura può vivere senza uomo, l’uomo non può vivere senza natura.

Il ruolo ecologico silenzioso delle tartarughe è poco conosciuto dai non addetti al settore, e pertanto vanno detti, anzi urlati, a tutti prima che sia troppo tardi.

Forse non tutti sanno che le spiagge e le dune costiere sono ambienti poveri di nutrienti durante l’anno, questo è uno dei motivi per cui sulle dune cresce pochissima vegetazione, mentre sulla spiaggia non cresce affatto.

Le tartarughe marine usano le spiagge e le dune inferiori per nidificare e deporre le uova: depongono circa 100 uova in un solo nido e depongono da 3 a 7 nidi durante la stagione di nidificazione estiva.

Non tutti i nidi si schiuderanno, non tutte le uova si schiuderanno e non tutte le piccole tartarughine riusciranno a raggiungere il mare.

Certo, dal punto di vista animalista questa può sembrare una tragedia, ma su Keep the Planet parliamo di scienza e non di cuoricini e like, e pertanto abbiamo il dovere di dire che dal punto di vista ecologico questo fatto è di vitale importanza perché le uova, i gusci e le tartarughine intrappolate sono ottime fonti di nutrienti per la vegetazione delle dune. 

La natura è un ciclo di vita e morte, una legge da cui non si scappa.

La vegetazione delle dune usando i nutrienti delle uova di tartaruga crescono e diventano più forti e resistenti aumentando la salute complessiva dell’intero ecosistema formato da spiaggia e duna migliora.

Una vegetazione sana e forte riduce l’erosione delle coste, un tema cruciale destinato ad occupare sempre di più le cronache del futuro prossimo.

E se l’erosione delle coste non è un tema che ti appassiona, sono certo invece che la forte presenza delle meduse nelle acque di tutto il mondo sia un tema a te più caro e sentito.

A chi piace bagnarsi in un mare pieno di urticanti e in alcuni casi pericolose meduse?

A nessuno, neanche all’animalista più agguerrito.

Le tartarughe marine mangiano meduse, tante meduse, impedendo o quanto meno limitando le grandi “fioriture” massive di meduse che creano molti problemi non solo ai bagnanti, ma anche ad altre specie marine come i pesci.

Le tartarughe inoltre mangiano calamari, una specie oggetto di pesca, ma anche pericolosa per gli ecosistemi perché senza predatori tendono ad aumentare di numero e fare una strage delle altre creature marine.

La ricerca scientifica ha infatti dimostrato che le tartarughe marine sono una keystone species, una specie chiave che ha un effetto vitale perché svolgono un ruolo critico nel mantenimento della struttura di una comunità ecologica, interessando molti altri organismi in un ecosistema e contribuendo a determinare i tipi e il numero di varie altre specie nella comunità.

E’ ormai noto che quando sparisce una specie chiave nell’ecosistema, l’intero sistema crolla su stesso.

Un esempio del ruolo ecologico delle tartarughe è dato dalla tartaruga embricata che mangiando spugne favorisce lo sviluppo dei coralli a lenta crescita garantendo la salute della barriera corallina.

Un altro esempio viene dalla tartaruga verde, una delle poche grandi specie di erbivori che mangiando le alghe aiutano i fondali a mantenersi in salute

Senza il pascolo costante delle tartarughe infatti, i letti di alghe crescono troppo, bloccano le correnti creando delle aree stagnanti che favoriscono la nascita di melma dove trova rifugio virus e batteri.

L’attività di pascolo della tartaruga mantiene la biodiversità di specie dell’ecosistema che è come noto favorisce la resistenza e la resilienza dell’intero ecosistema marino.

Se le tartarughe marine si estinguono, molte altre specie la cui sopravvivenza dipende da fondali e barriere coralline sane sarebbero destinate alla stessa fine impattando in maniera importante le attività degli umani come la pesca.

Il dorso delle tartarughe inoltre è un importante fonte di cibo per piccoli pesci e crostacei che si nutrono degli organismi attaccati nel carapace garantendo quindi un importante fonte di nutrimento.

Sembrerà curioso, ma alcune specie ottengono la loro fonte di cibo rigorosamente dagli epibionti trovati sul carapace delle tartarughe marine.

Tutte le specie di tartarughe marine sono a loro volta anche delle prede per altri animali, fornendo nutrimento sia a specie marine che terrestri.

Le tartarughe marine sono più vulnerabili alla predazione quando sono sotto forma di uova e giovanili.

Una lunga lista di animali come formiche, granchi, rettili, uccelli marini dipendono dai nidi di tartarughe come fonte di nutrimento, così come per tante specie marine che si nutrono dei piccoli di tartaruga.

Senza tartarughe, molte specie di cui alcune importanti anche sotto il profilo economico, sono destinate a sparire.

Le tartarughe sono inoltre un’attrattiva per l’ecoturismo che quando è sostenibile e ben organizzato, apporta benefici tangibili agli ecosistemi.

Ecco quindi come l’ecologia si connette all’economia così tanto cara alla nostra società consumistica e capitalistica.

Senza conservazione di natura e animali non c’è futuro per noi umani, prima ce lo mettiamo in testa e meglio è. 

Condividi l’articolo, aiuta Keep the Planet a diffondere l’importanza della conservazione ambientale e animale, la nostra battaglia per la divulgazione scientifica è solo agli inizi.

 

 

 

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