Panda rosso, un simpatico mammifero in pericolo di estinzione

Il Panda rosso, conosciuto anche come Panda minore o Volpe di fuoco, è un simpatico mammifero originario dell’Asia. Forse non ci hai fatto mai caso, ma è anche il simbolo utilizzato dal noto browser web Firefox.

panda rosso

Il suo aspetto infatti è simile ad una grande volpe rossa con una lunga coda, tuttavia la somiglianza non rispecchia la sua tassonomia.

Nel linguaggio comune è erroneamente considerato come il cugino del ben più famoso Panda gigante, tuttavia, dal punto di vista evolutivo, sono due specie piuttosto lontane.

In passato infatti, il Panda rosso venne inserito nella famiglia degli orsi, la famiglia che comprende anche il Panda maggiore, mentre successivamente venne inserito nella famiglia dei Procioni.

Tuttavia, a seguito delle ultime analisi genetiche, il Panda rosso è stato finalmente inserito nella giusta famiglia, e cioè quella degli Ailuridae.

Il nome comune panda deriva probabilmente dalla condivisione dell’habitat con il Panda gigante, per la dieta simile a base di bambù e per le due macchie nere intorno agli occhi.

Ho deciso di scrivere un articolo sul Panda rosso perché voglio portare l’attenzione dei lettori su un mammifero degno di attenzione in quanto rischia, come per la quasi totalità delle specie selvatiche, di sparire per sempre dalla terra se non verranno prese delle misure di salvaguardia e di tutela degli habitat in cui vive.

Nonostante sia una specie protetta dalle leggi locali, il Panda rosso subisce infatti la continua riduzione dell’habitat naturale.

Similmente al Panda gigante, il Panda minore è un animale molto sensibile ai cambiamenti climatici in quanto si ciba quasi esclusivamente di bambù che rischia di sparire per colpa del riscaldamento terrestre.

Panda rosso: cenni generali

panda rossoIl Panda Rosso (Ailurus Fulgens) è un mammifero dell’ordine dei carnivori molto peculiare: nonostante faccia parte di questo ordine, in realtà la sua dieta è composta prevalentemente da bambù.

La preferenza del Panda rosso per il bambù è considerato un antico adattamento all’ambiente circostante come venne scoperto da fossili di animali simili che sono stati trovati in Europa orientale e in Nord America .

I fossili risalgono addirittura al Miocene (da 25 a 5 milioni di anni fa) e al Pliocene (5 a 2 milioni di anni fa), epoche geologiche in cui si crede che il bambù fu molto presente e diffuso nei vari continenti.

La fisiologia e la biologia del Panda rosso tuttavia non permette un grande assorbimento dei nutrienti da questa fonte di cibo, ed infatti ha sviluppato un lento metabolismo che riflette anche il suo stile di vita molto lento e pacifico.

Durante i periodi caldi, l’animale integra la sua dieta con piccoli insetti e frutti dall’alto potere calorico, mentre nei periodi invernali dove la presenza di prede diminuisce, perde fino al 15% della sua massa corporea.

Il Panda rosso è un animale solitario tranne ovviamente per i periodi riproduttivi che durano pochi mesi all’anno.

Esistono due sottospecie del Panda rosso, la Ailurus fulgens fulgens e la Ailurus fulgens styani: la prima più diffusa in Nepal, India e Birmania, la seconda presente solo in Cina.

Ha una corporatura leggermente più grande di un gatto domestico, è ricoperto da una folta pelliccia bruno-rossastra e una lunga coda a strisce.

Il corpo è lungo circa mezzo metro, mentre la coda può addirittura superare la lunghezza del corpo. Raggiunge un peso variabile dai 3 ai 6 Kg, un andatura ondeggiante per via delle zampe anteriori più corte e un falso pollice come il Panda gigante specializzato per una vita prevalentemente arboricola.

L’animale infatti spende la maggior parte della sua vita sugli alberi dove dorme e mangia. E’ una specie notturna, durante le ore serali aumenta la sua attività, mentre le ore più calde le passa riposando. Il Panda rosso è un animale molto sensibile al calore, difficilmente sopporta temperature superiori ai 25°. Oltre all’uomo, è preda dei leopardi della neve, specie anch’essa in pericolo di estinzione.

Per quanto riguarda la riproduzione, è in grado di riprodursi a partire dai 18 mesi di età e raggiunge la piena maturità sessuale intorno ai 2-3 anni.

Il periodo riproduttivo inizia a Gennaio fino a Marzo, in questo periodo le femmine e i maschi possono accoppiarsi con più partner.

Dopo circa 4 mesi di gestazione, all’inizio dell’estate nascono generalmente 1-2 cuccioli completamente ciechi alla nascita. I piccoli sono completamente dipendenti dalla mamma per i primi 3 mesi, mentre i maschi si disinteressano alla cura della prole.

I Panda rossi possono vivere un massimo di 15 anni, ma più spesso non superano i 10 anni di età. Il Panda rosso è un animale che si adatta alla vita in cattività ed infatti è diffuso in quasi tutti gli zoo del mondo con circa 800 individui.

Dove vive il Panda minore

Areale panda rossoIl Panda rosso è una specie endemica delle foreste temperate dell’Himalaya, in un’area compresa tra Cina e Nepal composta da catene montuose ed altopiani.

Il suo limite orientale sono le montagne di Qinling, una catena montuosa della provincia dello Shaanxi in Cina, mentre il limite occidentale è rappresentato dalle montagne del Nepal.

Come possiamo vedere dalla mappa del Red Panda Network, ognuna delle due sottospecie ha il suo areale distinto.

Il suo areale comprende quindi il Tibet, l’India, il Bhutan, Birmania e Cina.

Il Panda rosso vive nelle foreste di montagna comprese tra i 2.200 e 4.800 m di altitudine, zone caratterizzate da pochi sbalzi termici con temperature comprese tra i 10 e i 25°.

L’habitat ideale è composto da foreste di conifere con alberi secolari e un rigoglioso manto di bambù.

Stato di conservazione del Panda rosso

La Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, o CITES, ha inserito il Panda rosso nell’appendice I, cioè nella lista delle specie in pericolo di estinzione.

La specie è inoltre classificata come in pericolo EN (Endangered) dall’IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

La classificazione come specie in pericolo è dovuto dal trend negativo nel numero di esemplari presenti in natura e dalla diminuzione degli habitat naturali.

Vista la natura elusiva del Panda rosso, non esiste una conta ufficiale nel numero degli individui ancora in vita, ma esiste una stima di circa 10.000 esemplari. Altre stime parlano di un numero variabile tra i 2500 e i 20.000.

La difficoltà nel contare gli individui proviene inoltre dall’inaccessibilità dei luoghi e dalla mancanza di personale esperto.

In India ci sono circa 20 aree protette create per difendere il Panda rosso, in Cina esistono 35 aree, in Nepal sono conosciute alcune popolazioni nei parchi nazionali, in Myanmar abbiamo circa 25 aree, mentre ne troviamo 5 in Bhutan.

Si stima che la Volpe di fuoco occupa circa la metà dell’habitat adatto alla sua sopravvivenza.

Pericoli per la Volpe di fuoco

I pericoli per il Panda rosso sono del tutto simili e comparabili a tutte le specie in pericolo di estinzione.

Il ridotto areale naturale disponibile, la continua espansione demografica, lo sviluppo delle attività umane, la caccia illegale e il cambio climatico sono un cocktail esplosivo di cause che stanno portando al declino di moltissime specie animali.

Non a caso la nostra epoca è chiamata Antropocene, l’epoca dell’uomo, un’epoca dominata dalla nostra specie che non si preoccupa della salvaguardia delle altre forme di vita.

Un aggravante per il Panda rosso è la sua ecologia; come per il ben più famoso Panda gigante, la Volpe di fuoco è un animale molto specializzato che si ciba prevalentemente di bambù, una varietà di specie vegetali che rischiano di sparire nei prossimi anni per colpa del riscaldamento globale e la deforestazione selvaggia.

Le foreste dell’Himalaya, habitat della specie, sono infatti tagliate per lo sfruttamento del legname e per la creazione di allevamenti e coltivazioni.

Come per altre specie di mammiferi e non, il Panda rosso è inoltre oggetto di bracconaggio. La sua pelliccia infatti è richiesta sul mercato nero asiatico come oggetto di lusso.

Come aiutare il Panda rosso

dove vive il panda rossoFortunatamente esistono associazioni ambientaliste fantastiche che lottano per la protezione del Panda rosso. Il Red Panda Network raggruppa tutta una serie di persone e associazioni che insieme controllano il territorio, fanno lobby politica e lavorano sul campo per educare le popolazioni locali alla salvaguardia delle specie in pericolo di estinzione.

Recentemente sono aumentate le pene per i bracconieri che ora rischiano addirittura 10 anni di prigione se catturati, tuttavia in paesi poveri come il Nepal la corruzione è elevata e pertanto non sempre si riesce a contrastare le azioni dei ricchi mercati cinesi e vietnamiti.

Noi come singoli cittadini possiamo contribuire alla conservazione del Panda rosso prendendo parte a viaggi ed esplorazioni così da creare quell’economia alternativa per le persone locali così da trasformarli in primi difensori del patrimonio faunistico del proprio paese.

Alcuni progetti di ecoturismo sono nati proprio in Nepal per incentivare lo sviluppo di una rete turistica dedicata alla fotografia naturalistica.

Panda rosso: considerazioni finali

Cari amici di Keep the Planet, le conclusioni sugli articoli dedicati alle specie in pericolo di estinzione si concludono sempre e comunque allo stesso modo: ricordiamoci che la terra non l’abbiamo avuta in dono dai nostri genitori, ma in prestito dai nostri figli.

Ed è con questo concetto in mente che dobbiamo vivere la nostra vita che è fatta di piccole azioni quotidiane e di pensieri che devono sempre essere rivolti nella giusta direzione.

Purtroppo ampie aree naturali, habitat delle specie selvatiche in pericolo, sono ormai sparite, tuttavia c’è ancora molto da difendere e ci sono fortunatamente molte persone che dedicano la propria vita alla salvaguardia della natura.

Da soli possiamo forse fare poco, ma se agiamo insieme possiamo fare la differenza.

La rivoluzione inizia dal supermercato, boicotta tutte le aziende che non inseriscono la sostenibilità ambientale come priorità. I casi sono numerosi, compra prodotti locali, studia, leggi, viaggia.

Alessandro di Keep the Planet.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *