Tutto quello che devi sapere sull’orca

Se dobbiamo descrivere l’orca con una frase potremmo dire che è il mammifero marino più veloce al mondo, ma in realtà questa fantastica specie è molto, ma molto di più.

L’orca, la specie più facilmente riconoscibile tra i cetacei, deve il suo nome inglese, di balena assassina, alle sue straordinarie tecniche di caccia che lo rendono un efficace predatore marino.

Ovviamente non dobbiamo soffermarci al nome comune perché l’orca è un animale fondamentale per gli ecosistemi marini

Caratteristiche fisiche dell’orca

orcaNelle orche vi sono differenze marcate tra i due sessi. I maschi sono più lunghi e più massicci delle femmine che hanno una lunghezza media di 6,2 m. La lunghezza media nei maschi è, invece, di 7.3 m, arrivando anche ad un massimo di 9 m, mentre il peso massimo che può raggiungere può sfiorare le 10 tonnellate.

La sua caratteristica colorazione nero brillante, bianca e grigia e l’enorme pinna dorsale del maschio la rendono particolarmente facile da identificare.

Il colore del corpo prevalentemente nero brillante ha precisi disegni bianchi nettamente demarcati: una macchia bianca corre lungo tutto il mento e il petto; ne sono presenti due larghe di forma ellittica dietro ciascun occhio; una macchia bianca a forma di sella; singolari sono le macchie a forma di dito ai lati del ventre.

Anche le pinne caudali presentano questa bicromia, con una colorazione nera sul lato superiore e bianca sul lato inferiore. Presentano, inoltre, una particolare concavità dei margini con le estremità appuntite. Le pinne pettorali sono, invece, molto larghe, simili a pagaie, e crescono con l’età, arrivando, nei maschi più anziani, a raggiungere anche un quinto della lunghezza del corpo.

Cresce con l’età anche la pinna dorsale, dalla forma a triangolo isoscele, che può raggiungere anche il metro e 80 di altezza e spesso negli anziani è ondulata e piena di tacche e cicatrici.

Dieta dell’orca

Il cibo di cui si nutre è vario: dalle aringhe ai grandi squali bianchi, ai mammiferi marini, come le piccole balene e le foche, alle tartarughe finanche agli uccelli marini.

Il corpo possente e robusto è adatto alla caccia; le pinne caudali sono propulsori che la spingono a grande velocità; la svettante pinna dorsale e le pinne pettorali simili a pagaie che forniscono la stabilità; le caratteristiche ornamentazioni bianche e nere forniscono un efficace mimetismo sott’acqua.

Oltre a tutto questo è un cacciatore molto ingegnoso. Lavora in gruppi coordinati per catturare una grande varietà di prede, sospingendo i banchi di pesci prima di attaccarli da angoli differenti. Rovescia i blocchi di ghiaccio galleggianti, facendo cadere le foche e pinguini in acqua per catturarli.

È capace di spiaggiarsi intenzionalmente per balzare sulle foche ignare. Ma a dispetto della loro fama, le orche non attaccano l’uomo e le aggressioni all’interno del gruppo sono molto rare.

Comportamento di superficie

Curiosa e avvicinabile raramente, nuota a prua o nella scia, e mostra una varietà di movimenti in superficie. Spesso compie dei breaching, cioè dei grossi balzi in superficie con la testa in avanti, e dei lobtailing, cioè degli schiaffi sull’acqua con la pinna caudale, mentre è sotto la superficie. Spesso sbatte le pinne pettorali sull’acqua ed esegue lo spyhopping, cioè sale lentamente in verticale finché la testa e le pinne pettorali non sono sopra la superficie dell’acqua.

A volte si strofina sulla spiaggia. Nuota velocemente nel momento in cui emerge per respirare, con la maggior parte del corpo fuori dall’acqua. Esegue il logging, un galleggiamento inerte, simile ad un tronco, quando tutto il branco nuota nella stessa direzione. Occasionalmente sbatte la pinna dorsale sulla superficie dell’acqua eseguendo un rapido giro sul fianco. Può viaggiare fino alla velocità di 55 km/h, e quando ha guadagnato sufficiente velocità è solita balzare fuori dall’acqua, nonostante la sua mole. Questo balzo, seguito da un enorme spruzzo quando torna giù, è noto come balzo delle balene. Il soffio è spesso visibile nell’aria fredda, quando è corposo e basso.

Vita di branco

Molto sociale di natura, vive in gruppi matriarcali di lunga durata o in gruppi familiari. I piccoli, sia maschi che femmine, restano con la madre per tutta la vita. Quando i giovani iniziano a riprodursi, i neonati formano una famiglia multigenerazionale, intorno alla matriarca. La dimensione media dei branchi è in genere di 30 individui, ma i branchi spesso si fondono a formare dei “super branchi” che possono raggiungere anche i 150 membri. Questi gruppi di orche possono spostarsi tanto in modo ravvicinato che sparso, salendo in superficie o emergendo con un movimento coordinato, con le femmine e i piccoli al centro, e i maschi a protezione nei margini, o sparsi a distanza anche di 1 km. La comunicazione tra le orche avviene mediante grida e strilli, che servono anche come segnali sociali per rafforzare l’identità del gruppo.

Un animale cosmopolita

L’orca è cosmopolita e la si può trovare negli oceani aperti così come imbianchi ghiacciati; è cosa comune trovarla lungo le linee costiere e nelle aree ricche di vita marina. È, infatti, uno dei mammiferi di più vasta distribuzione, sebbene questa sia frammentata. Viene avvistata più spesso nelle acque fredde, soprattutto nelle regioni polari, che in quelle tropicali e subtropicali. La zona di avvistamento va dalla battigia fino al mare aperto, nonostante sia molto frequente avvistarla entro gli 800 km dalla linea di costa. Grosse concentrazioni si ritrovano spesso in corrispondenza della piattaforma continentale. Generalmente preferisce le acque profonde, ma si ritrova di frequente nelle baie basse, nei mari interni e negli estuari; raramente nei fiumi. Penetra facilmente fra i ghiacci galleggianti alla ricerca di prede. Non effettua lunghe migrazioni regolari, ma solo alcuni spostamenti locali. Gli spiaggiamenti sono rari e generalmente riguardano i maschi.

Orche “Di passaggio” e “Residenti”

Degli studi eseguiti nel nord-ovest del Nord America hanno suggerito l’esistenza di due forme distinte di orca, conosciute come “di passaggio” e “residenti”. Con l’esperienza si possono distinguere per alcune differenze nell’aspetto e nel comportamento.

Quelle “di passaggio” tendono a formare dei branchi più piccoli, da 1 a 7 individui. Vagano per aree più vaste, si nutrono prevalentemente di mammiferi, vocalizzano meno di frequente. Generalmente eseguono bruschi cambiamenti nella direzione di nuoto e spesso rimangono sott’acqua 5-15 minuti ogni volta. Hanno anche una pinna dorsale più appuntita e più centrale rispetto alle residenti.

Le “residenti” tendono a formare dei branchi più grandi, generalmente dai 5 ai 25 esemplari e hanno un’area di azione più limitata, almeno in estate. Si nutrono prevalentemente di pesce, vocalizzano di frequente, mantengono una direzione prevalente e raramente rimangono sott’acqua per più di quattro minuti.

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