Il Leopardo: tutto su questo straordinario felino

Un articolo di Alessandro Nicoletti, fondatore di Keep the Planet, sul leopardo, uno dei felini più grandi al mondo, ma che purtroppo è in pericolo di estinzione per colpa dell’uomo.

leopardoNon è un giaguaro e tantomeno un ghepardo, spesso infatti il leopardo viene confuso con i due cugini che solo all’apparenza sono simili tra loro.

Se il ghepardo vive esclusivamente in Africa e in alcune zone dell’Iran, e il giaguaro in America Latina, il leopardo ha invece un areale più variegato.

Anche l’aspetto fisico è diverso, il ghepardo veloce e agile, il giaguaro più massiccio, mentre il leopardo si colloca a metà tra i tre.

Tuttavia, nonostante siano specie diverse e distinte, c’è un fatto comune che accomuna tutte le grandi specie di felini, e cioè che sono tutte in pericolo di estinzione.

Ed è questo il motivo di questo articolo, per informare, per appassionare, e quindi proteggere le specie minacciate.

Cacciati nel secolo scorso nei quattro angoli del pianeta, i grandi felini sono specie che più di altre risentono del bracconaggio e della riduzione degli habitat naturali.

L’incessante crescita della popolazione umana, lo sfruttamento delle risorse, la trasformazione di zone naturali in zone agricole, inquinamento e bracconaggio stanno infatti decimando queste specie simbolo della natura.

Nonostante il leopardo sia il felino che occupa l’areale più ampio tra tutti i felini, questo fatto non lo esenta dal rischio di estinzione.

Questo è dovuto al fatto che la specie si differenzia in ben 9 sottospecie distinte, ognuna con un areale ridotto e definito.

L’importanza di salvare le singole sottospecie diventa essenziale per la preservazione della diversità della specie nella sua interezza.

Noi di Keep the Planet siamo attivi  per la protezione del felino e per farlo abbiamo selezionato una lista di associazioni impegnate nella conservazione del leopardo che offrono anche delle opportunità di volontariato.

Qui la lista di alcuni paesi che sono attivi nella conservazione del giaguaro:

Se desideri prendere parte attiva, diventa socio dell’associazione e accedi al database riservato con la lista delle associazioni che offrono tirocini, stage e lavori.

Leopardo: cenni generali

Animale schivo, solitario e difficile da osservare, il leopardo (Panthera pardus) vive nascosto sugli alberi da cui predilige sferrare i suoi micidiali attacchi.

Tanto potente da issare su un tronco carcasse di antilopi o giovani giraffe, questo straordinario felino riesce a competere con i predatori più feroci della savana africana e del territorio asiatico.

Il suo mantello maculato, la sua agilità e la sua furbizia lo contraddistinguono dagli altri simili felini, e le sue doti da cacciatore lo hanno reso, sin dall’antichità, un animale venerato e rispettato da molte tribù africane.

Ad oggi sono presenti ben 9 sottospecie sparse in diversi continenti:

  • leopardo d’Arabia: con soli 200 individui stimati, è la sottospecie più minacciata di leopardo. L’areale storico del leopardo d’Arabia è poco conosciuto, ma si estendeva attraverso la penisola arabica, penisola del Sinai compresa. Fino agli anni ’60, il leopardo d’Arabia viveva ancora in gran parte della penisola, mentre oggi è confinato in alcune isolate zone remote.
  • leopardo africano: è la sottospecie più comune di leopardo ed è presente in molti paesi africani come Sudafrica, Namibia, Mozambico, eccetera.
  • leopardo del Sri Lanka: come suggerisce il nome, è la sottospecie presente in Sri Lanka, lo stato isola situato sotto l’India. Storicamente abitava l’intera isola in una vasta gamma di habitat tra cui arida giungla di macchia, foresta pluviale, foresta degli altipiani e foresta di monsoni sempreverde secca. Oggi lo troviamo solamente nei parchi nazionali come il Yala National Park e il Wilpattu National Park che sono luoghi ideali per avvistare questi leopardi.
  • leopardo di Giava: originario dell’isola indonesiana, con soli 250 individui è una delle sottospecie più minacciate. È la sottospecie di più piccole dimensioni dopo il leopardo arabo.
  • leopardo indocinese: è una sottospecie di leopardo di dimensioni medio-piccole, la taglia del maschio si aggira tra il metro e 1,2 m, accompagnati da 90 cm di coda, con un peso medio di poco superiore ai 50 kg.
  • leopardo indiano: è una sottospecie di leopardo largamente diffusa nel subcontinente indiano. È uno dei cinque grandi felini dell’India, insieme al leone asiatico, alla tigre del Bengala, al leopardo delle nevi e al leopardo nebuloso.
  • leopardo persiano:detto anche leopardo del Caucaso, è la sottospecie di leopardo originaria del Caucaso, Turkmenistan e Iran settentrionale. È minacciato in tutto il suo areale mediorientale e ne rimangono meno di 871 – 1290 esemplari adulti.
  • leopardo dell’Amur: è una sottospecie di leopardo originario delle zone montane della taiga e altre foreste temperate in Corea, Cina nord-orientale e della Russia orientale. Il leopardo dell’Amur si differenzia dalle altre sottospecie esistenti di leopardo per la pelliccia più lunga, che è un adattamento al clima rigido e gelido della taiga.
  • leopardo della Cina settentrionale: è una sottospecie di leopardo originaria della Cina settentrionale. Questo leopardo è così raro che non è quasi mai stato visto in natura. Questo animale vive nelle foreste e nei prati di montagna. Come per tutti i leopardi, le sue prede variano dai roditori ai cervi, alle capre selvatiche e ai cinghiali.

Nonostante il nome possa trarre d’inganno, il leopardo delle nevi non è una sottospecie di leopardo, ma una specie a se stante.

Ecologia del leopardo

ecologia del leopardoSimile al cugino americano giaguaro, ciò che distingue il leopardo è il suo prezioso manto: piccole e fitte macchie a forma di rosette di colore nero si chiudono ad anello su un fulvo manto che va dal giallo pallido al marrone camoscio, mentre faccia interna, gola, ventre, petto e coda sono tutti bianchi.

Una variazione di colore, dovuta a una mutazione genetica, il melanismo, contraddistingue il leopardo nero, detto “pantera nera”, apparentemente dal manto scuro uniforme, il mantella di questo felino presenta macchie visibili solo da certe angolazioni di luce.

A contraddistinguere il leopardo dal giaguaro, ancora, è la sua corporatura più slanciata (il corpo arriva a 1,20 metri nei maschi) e proporzionalmente muscolosa, con pettorali sviluppati e zampe con artigli affilatissimi per facilitarlo nelle arrampicate sugli alberi, una testa di piccole dimensioni e una lunga coda di oltre 60 cm che funziona da bilanciare durante i salti da un albero all’altro.

Il leopardo pesa mediamente intorno ai 55 kg, esemplare maschio, e intorno ai 37 kg, esemplare femmina, ma ci sono anche alcuni animali più grandi che arrivano fino ai 90 kg (soprattutto in Asia centrale e in Sri Lanka dove il leopardo è considerato il “super predatore”).

Dove vive e come si comporta il leopardo

Originariamente diffuso in tutta l’Africa, oggi il leopardo è dichiarato estinto in Egitto ed è scomparso dal Nord Africa, a parte qualche zona al confine tra Algeria e Marocco.

Il felino è invece ampiamente diffuso nell’Africa sub-sahariana, in Asia (dal Medio Oriente alla Cina), anche se si sta qui riducendo la sua presenza fuori dalle aree protette, nell’isola dello Sri Lanka e in Indonesia (soprattutto nelle isole Giava), sopravvivono ancora pochi esemplari in Russia.

Il leopardo è in grado di abituarsi a diversi habitat: dalla savana alle colline rocciose, dalle paludi alle coste marine e alle montagne, l’unico luogo a lui ostile è il deserto aperto.

A seconda dell’habitat scelto, cambiano le dimensioni del territorio abitate dal leopardo, che marca le sue zone graffiando gli alberi o urinando su cespugli e rocce, ma si stima che, ad esempio, nella Costa d’Avorio si trovino 6 individui ogni 100 chilometri quadrati mentre in Sudafrica si parla di circa 3,5 esemplari.

Felino solitario, il leopardo è un espertissimo arrampicatore e saltatore, capacità che usa sia per cacciare con balzi a sorpresa dalla cima degli alberi, sia per issare le prede conquistate sui tronchi, allontanandole dalla portata di altri predatori.

Il leopardo viene definito “opportunista” a causa della sua variegata dieta che non fa distinzione tra scimmie, anfibi, pesci, uccelli, insetti, roditori, ecc. insomma tutti animali di taglia medio-piccola facili da catturare, anche se la sua forza fisica strabiliante gli permetterebbe di cacciare prede molto più grosse di lui (fino ai 900 kg di bufali o giovani elefanti).

Questa predilezione si collega al rischio in cui il leopardo incorrerebbe nel “disturbare” le prede di altri predatori competitori ancora più forti di lui come il leone africano o la tigre asiatica.

Il leopardo generalmente preferisce riposarsi all’ombra di giorno e cacciare la notte, o comunque dopo il tramonto, quando può usare al meglio la sua finissima vista e il suo potente udito.

Silenzioso, il felino si avvicina alla preda quasi strisciando e la sorprende con un mortale salto che si conclude per il 70% delle volte con la morte dell’obbiettivo. Il leopardo è infatti uno dei predatori più efficienti, anche se spesso tende ad abbandonare l’inseguimento nel caso la preda gli scappasse al primo agguato.

Si tratta di un animale solitario, che solo durante la stagione degli amori (gennaio-febbraio nelle regioni subtropicali) cerca compagnia. La mamma leopardo nasconde i suoi tre o quattro cuccioli nelle fessure della roccia o negli alberi cavi, spostandoli piuttosto frequentemente per non essere trovati da altri pericolosi predatori.

Stato di conservazione del leopardo

viaggi volontariato leopardoI nemici naturali del leopardo sono il leone in Africa e la tigre in Asia, i quali talvolta si spingono ad uccidere cuccioli e adulti.

La convivenza con il “re della savana” è però tendenzialmente più pacifica, in quanto il leopardo tende a non attaccare le sue prede più grandi, mentre la competizione con la tigre si fa più accesa, poiché essa tenta generalmente di impadronirsi delle sue prede.

Altri potenziali nemici del leopardo sono le iene, gli sciacalli, i cuon (se in branco), i lupi e i licaoni, talvolta è persino rischioso abbeverarsi per il felino, minacciato dalla presenza di coccodrilli, nel Nilo, e coccodrilli marini, in Asia.

Tuttavia, il vero e unico grande nemico siamo noi umani.

L’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) classifica dal 2016 il leopardo come specie vulnerabile (VU) e dalla popolazione in diminuzione.

In particolare, sono cinque le sottospecie considerate in pericolo critico di estinzione: il leopardo d’Arabia, il leopardo dell’Amur, il leopardo di Giava, il leopardo di Ceylon e il leopardo persiano.

Il felino è protetto, dal luglio 1975, dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES).

Nella maggior parte dei paesi dell’Africa (Repubblica democratica del Congo, Ruanda, Botswana, Angola e altri) è vietata la caccia al leopardo, oppure è rigidamente regolamentata e controllata (come in Kenya, Namibia e Tanzania).

La CITES controlla anche le esportazioni dall’Africa del leopardo, che sono minimizzate a circa 2500 trofei e pelli all’anno, con tariffe molto alte fino ai 12000 dollari americani.

Perché il leopardo rischia l’estinzione?

Perché i leopardi sono una specie minacciata a livello globale?

Conoscere e comprendere i fatti consente di affrontare il problema in maniera più efficace.

I motivi della riduzione del numero di leopardi sono una combinazione di cause diverse che agiscono su più fronti:

  • bracconaggio: da sempre la pelliccia di leopardo rimane una merce ambita e le loro ossa sono considerate una potente pozione curativa nella medicina cinese. Il commercio illegale di questo animale è in costante aumento e contribuisce a ulteriori tentativi di bracconaggio.
  • perdita di habitat: i leopardi hanno bisogno di una vasta area per prosperare in natura in quanto sono dei cacciatori che agiscono su vasta scala. L’espansione delle attività umane ha notevolmente ridotto questi spazi a causa dell’aumento di nuove strade, miniere, agricoltura e sviluppo economico.
  • cambiamento climatico: una minaccia difficile da quantificare perché le conseguenze sono ancora difficili da stabilire. I cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova l’ambiente in tutto il pianeta. I cambiamenti nell’habitat naturale di questi grandi felini stanno mettendo a rischio il loro futuro.
  • conflitti con le comunità: i popoli che condividono lo stesso ambiente dei leopardi sono spesso attive nell’agricoltura e nella coltivazione del bestiame. Questo bestiame è una preda molto facile per i leopardi. Le comunità stanno vendicando i loro attacchi al loro bestiame uccidendo gli animali felini.

Viaggio volontariato per la conservazione dei leopardi

I leopardi vanno salvati e su questo nessun dubbio.

Tuttavia, la sfida è capire come farlo.

Tra i vari modi, il viaggio volontariato è il modo migliore per imparare tutto ciò che c’è da sapere sui leopardi e per aiutarli nella lotta per la conservazione.

Oltre ad aiutare il leopardo, esplorerai alcune delle località più esotiche che il nostro pianeta ha da offrire e ammirare da vicino questa fantastica specie.

Fai volontariato per la conservazione del leopardo e aiuta i ricercatori e gli attivisti osservando e raccogliendo dati su questi animali selvatici nel loro ambiente naturale.

Sii il catalizzatore che assicura che questa specie vulnerabile possa continuare a meravigliare le future generazioni.

Grazie alla partecipazione ai programmi di ricerca e tutela contribuisci alla grande sfida di questo millennio: salvare le specie selvatiche dal pericolo di estinzione.

Se desideri prendere parte attiva, diventa socio dell’associazione e accedi al database riservato con la lista delle associazioni che offrono tirocini, stage e lavori.

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