Lavori per salvare il pianeta: le professioni per la conservazione 

lavorare nella conservazione
Lavori per la conservazione

Vuoi lavorare nel fantastico mondo della conservazione ambientale?

Possiamo tutti fare del nostro meglio per tutelare l’ambiente.

Ogni giorno piccoli gesti, se fatti con costanza e nella maniera giusta possono trasformarsi in grandi passi verso un modo di vivere più sostenibile e meno deleterio per la Natura.

Ma ovviamente non basta.

Il Pianeta è arrivato ad un punto in cui la sua salute è messa veramente a dura prova e pertanto, oltre al nostro sostegno, c’è bisogno di professionisti che sanno, con gli strumenti e i mezzi che hanno a disposizione, dove e quando intervenire!

Esistono infatti i lavori per salvare il pianeta: con questa guida elenchiamo tutte le professioni esistenti per la conservazione ambientale.

C’è solo una clausola che fa da denominatore comune a tutte le figure professionali: è necessario un grande amore nei confronti della Terra.

Rimanendo in tema di salute, l’ecologo è proprio come il medico che accorre in soccorso del  malato. L’ Ecologia d’altronde, da dove deriva questa figura professionale, è la Scienza che ha per oggetto lo studio delle funzioni di relazione tra l’uomo, gli organismi vegetali e animali e l’ambiente in cui vivono.

E’ una figura attuale e molto richiesta, soprattutto nel settore della green economy, che tra l’altro per ragioni che sono chiare a tutti, in forte espansione.

Il compito dell’ecologo appunto è proprio quello di studiare il funzionamento degli ecosistemi ed intervenire prontamente se le relazioni e gli equilibri tra esseri viventi e non viventi in un determinato ambiente, non sono dei migliori.

Questi equilibri ovviamente vengono disturbati dalle attività umane e lo sappiamo tutti che purtroppo non è una novità. L’ecologo quindi deve ripristinare gli equilibri affinché tutto torni in armonia.

Come?

Imparando una serie di conoscenze tecniche che riguardano la biologia, l’ ecologia, la zoologia, la chimica la botanica e la tassonomia.

Deve inoltre conoscere le teorie della conservazione della natura e i principi della sostenibilità, oltre che le basi di legislazione ambientale.

Se desideri diventare ecologo sappi che puoi specializzarti nel settore che più ti piace e che più ti interessa nell’ambito dell’ecologia:

  • ecologia del paesaggio;
  • ecologia delle acque interne;
  • ecologia industriale;
  • ecologia comportamentale;
  • ecologia urbana e sociale;
  • ecologia culturale.

L’ecologo è in grado di applicare sul campo i risultati delle ricerche, delle sperimentazioni, che in quanto scienziato, ha condotto in un primo momento in laboratorio.

Per conto terzi inoltre può progettare, gestire determinate aree, anche urbane, oltre che pianificare e monitorare una serie di attività che riguardano la gestione del patrimonio ambientale.

E’ esperto nella progettazione di bonifiche e sa applicare uno sfruttamento sostenibile per fini di produzione, di terreni finalizzati all’ agricoltura appartenenti al patrimonio forestale e delle aree boschive.

In termini di impatto ambientale l’ ecologo è la persona giusta perché la sua valutazione può prevenire gli effetti che un’attività produttiva rilascia in un determinato ambiente.

Gli studi ufficiali per intraprendere la professione di ecologo sono:

  • Ecologia;
  • Biologia;
  • Scienze biologiche;
  • Scienze della natura;
  • Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura
  • Scienze ambientali.

Questi studi sono molto legati tra loro perchè uno non esclude l’altro e in base al settore di specializzazione scelto è consigliabile di integrare con la formazione le “cose mancanti”. Tuttavia uno studio costante è la cosa migliore da fare per essere un ecologo perfetto.

Se c’è passione non è sicuramente un problema abbracciare questa professione.

Il biologo è una figura professionale indispensabile per salvare il pianeta. Il biologo infatti studia gli esseri viventi, i fenomeni della vita e le leggi naturali che li governano.

Proprio per questo motivo il settore di osservazione e di sperimentazione di cui si occupa il biologo è vastissimo!  Non si limita infatti alla sfera delle specie animali e vegetali ma si inoltra fino alle specie microbiche e approfondisce differenti livelli di studio: cellulare, istologico, embriologico, molecolare e tassonomico.

Dire semplicemente di essere biologo è troppo generico, perché questa professione rimanda a più campi specifici. Tant’è vero che i biologi lavorano molto in ambito sanitario, nelle industrie farmaceutiche e anche nel mondo della cosmesi. Cose che con l’ecologia non hanno apparentemente niente a che fare.

Eppure in ambito ambientale il biologo ha tante cose da fare! Ci sono biologi infatti che applicano la loro professione proprio nel campo della protezione ambientale e nella tutela della biodiversità, uno fra tutti per esempio è il biologo marino.

Il biologo per esempio svolge analisi di laboratorio per monitorare la presenza di sostanze inquinanti sia sulla terra che nelle acque, verifica il benessere degli animali negli allevamenti o in natura.

Se vuoi diventare biologo ambientale devi prima conseguire la laurea in Biologia oppure in Scienze biologiche, poi ti devi abilitare. Per farlo devi superare un esame di Stato e iscriverti all’Ordine Nazionale dei Biologi.

Ma per partecipare all’esame e se vuoi nello specifico essere un biologo che si occupa della salvaguardia ambientale, devi avere la laurea specialistica in Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio.

Ingegnere Energie Rinnovabili

Forse nessuna figura professionale come l’ingegnere di energie rinnovabili ad oggi,  è tanto richiesta.

E sicuramente lo sarà in tempi futuri. Se hai le giuste capacità e una predisposizione alle materie scientifiche oltre ad uno spiccato interesse delle energie del globo terrestre, questa, potrebbe essere una professione che ti si addice.

Le tematiche ambientali ed energetiche che piacciano o meno agli scettici, saranno sempre di più, materia di studio e di approfondimento.

E’ necessario trovare la soluzione! Bisogna saper coniugare il bisogno di attingere dalle risorse disponibili e il rispetto per la natura: sono due aspetti che devono diventare inscindibili!

E’ molto importante avere, per il bene di tutti, figure professionali specializzati nel settore dell’energia e dell’ambiente.

Insieme agli ingegneri edili, meccanici, informatici ed elettronici ecco che sta prendendo piede la figura dell’ingegnere energetico: il professionista delle energie rinnovabili.

L’ingegneria energetica appartiene al ramo dell’ingegneria e applicando tra gli altri, i principi della fisica, della chimica e della scienza dei materiali, progetta sistemi e soluzioni per l’uso consapevole dell’energia, sia quella prelevata da fonti rinnovabili che non.

L’ingegnere di energie rinnovabili inoltre svolge il proprio lavoro applicando sia tecniche del passato consolidate sia quelle provenienti da tecnologie innovative, sviluppandone anche delle nuove.

Studia nuovi metodi di conversione dell’energia e pianifica e gestisce gli usi finali, ricercando e sviluppando nuovi sistemi e vettori energetici.

Anche l’ingegnere energetico studia le problematiche dell’impatto ambientale, ma il punto focale di maggiore importanza che lo riguarda è il risparmio energetico. Come si si diventa ingegnere di energie rinnovabili?

Devi essere un vero cervellone, questo è scontato.

Dovrai mettere in conto di intraprendere uno studio universitario di laurea magistrale della durata di 5 anni. Di fondamentale importanza è possedere la padronanza della chimica di base ma soprattutto avere uno studio approfondito della termofluidodinamica.

Quella parte della fluidodinamica nella quale grandezze e fenomeni termici hanno un ruolo di primaria importanza. Giusto per rendere l’idea.

Chi è già laureato in Ingegneria Industriale può accedere tranquillamente al corso di Laurea Magistrale di ingegneria energetica. Per chi invece non rientra in questa categoria dovrà integrare eventuali lacune seguendo corsi specifici.

I Dipartimenti che riguardano il conseguimento della laurea magistrale in ingegneria energetica sono:

  • Dipartimento di Matematica;
  • Dipartimento di Ingegneria Industriale;
  • Dipartimento di Informatica;
  • Dipartimento di Chimica;
  • Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione;
  • Dipartimento di Fisica e Astronomia.

 Fotografo naturalista

Tra le professioni per la conservazione ambientale quella del fotografo naturalista è quella più adatta ai creativi e per coloro che hanno un’empatia particolare con tutto ciò che riguarda la Terra e i suoi aspetti estetici magici e meravigliosi.

La Natura è bellissima, ha un fascino forte che cattura la sensibilità dell’uomo e da sempre è stata la musa di pittori, artisti, registi.

La fotografia naturalistica ha proprio lo scopo di mostrare questa bellezza, usufruendo di tecniche e strumenti specifici che solo un fotografo esperto sa come utilizzare. Tuttavia di tutti i temi della fotografia, la natura o il paesaggio, è il più antico e si potrebbe dire anche il più semplice.

La sfida del paesaggio sta proprio nella natura immutabile del soggetto: a dar forma alla terra è soltanto la natura, non la mano dell’uomo. La conseguenza diretta di questa scarsa padronanza sul soggetto è che quando un paesaggio sta davanti all’obiettivo, lo stile e l’approccio personali diventano enormemente importanti.

Per far risaltare l’immagine di una serie di foto simili dello stesso soggetto, il fotografo deve trovare un modo personale e unico di vedere e rappresentare la scena.

Per la conservazione ambientale, il fotografo naturalista ha il compito di immortalare lo stato di quel paesaggio: lo imprime per sempre nel mondo virtuale o su carta stampata e si spera che tale rimanga più a lungo possibile, senza cambiamenti a causa della mano dell’uomo. Ma non si limita a questo.

Egli porta emozioni, deve sensibilizzare, deve costruire un ponte immaginario tra l’essere umano “staccato dall’ ambiente naturale” e la Natura stessa.

Confronto ai fotografi che lavorano in altri campi, il fotografo naturalista tuttavia, detiene un’attrezzatura abbastanza versatile. Quindi se vuoi iniziare a cimentarti con la fotografia naturalistica sappi che puoi realizzare immagini memorabili anche con la più semplice delle fotocamere.

Un tempo chi usava una macchina fotografica doveva conoscerla bene per poter realizzare le proprie fotografie: le regolazioni erano tutte manuali ed era necessario raggiungere un discreto grado di competenza per cominciare ad ottenere risultati concreti.

Oggi basta anche solo uno smartphone!

Ma devi essere un tipo avventuroso, che ama viaggiare e che sa stare tanto tempo anche in solitudine avvolto solo dalla maestosità del paesaggio naturale che lo circonda.

Ma soprattutto devi saper stare a vicinanze ridotte da animali selvatici. E’una professione romantica e piena di fascino che ha ispirato anche non pochi film al cinema.Se sei bravo e se lo fai con passione, probabilmente un giorno avrai anche dei guadagni.

Veterinario Specie Selvatiche

Il mondo selvatico è quello che troviamo fuori dalla porta, nel freddo delle notti invernali, nel profondo del mare, nel verde scuro di una foresta e nell’immensità del cielo.

Il veterinario delle specie selvatiche si contraddistingue proprio perché deve possedere delle affinità con un mondo meno protetto e rassicurante che di solito appartiene all’animale domestico di compagnia o all’animale di allevamento.

E’ probabile che almeno una volta ti sia capitato di rinvenire un animale selvatico in difficoltà durante una passeggiata in campagna, in un bosco o sulla spiaggia.

Spesso alle persone a cui capita succede di liquidare la situazione con “se la caverà”. Una soluzione non proprio biasimabile perchè è comprensibile l’imbarazzo di trattare un animale elusivo e recalcitrante, sconosciuto e spesso aggressivo.

Ed è anche vero che possano nascere seri dubbi sull’opportunità di raccoglierlo per soccorrerlo anche malgrado l’attrazione che la bellezza o il fascino di questi animali esercitano su tutti noi. In questi casi è opportuno telefonare agli enti di competenza, ma il passaggio finale è senz’altro l’intervento del veterinario di specie selvatiche.

Questa figura professionale rientra tra i lavori per la conservazione ambientale con una certa importanza. Il veterinario di specie selvatiche aiuta con strumenti adeguati gli animali selvatici che in difficoltà, vengono a trovarsi sul nostro cammino.

Sappiamo tutti quante specie di animali selvatici stanno scomparendo per sempre per colpa delle attività umane. Se vuoi diventare un veterinario di specie selvatiche dovrai studiare per formarti in maniera specifica in questo campo.

E’ necessario che tu sappia come sviluppare e gestire situazioni attinenti alla salvaguardia delle popolazioni selvatiche e dovrai saper collaborare con tutte le altre figure professionali che ruotano intorno a queste tematiche.

Dovrai saper diagnosticare patologie sia ad alta diffusione e quindi pericolose per gli altri animali, sia non diffusive, cercando nel contempo di tutelare la biodiversità dell’ambiente.

Il settore veterinario sta proprio evolvendosi dando maggiore attenzione a questi aspetti perché oggi c’è una maggiore sensibilità per questi animali, spesso vittime e in pericolo perché strappate, in molti casi, dal loro habitat naturale.

Se sei incline a questo aspetto del mondo faunistico, dovrai formarti con studi culturali e professionali specifici ed essere capace di farli interagire con gli aspetti sanitari.

Dovrai essere preparato sull’ecologia, sugli aspetti socio economici ed etici di una zona particolare e probabilmente dovrai viaggiare e andare in posti diversi.

Già l’attività didattica, durante gli studi universitari ti porterà a fare esercitazioni fuori sede, direttamente su campo, insieme a professionisti esperti nei diversi settori.

Come iniziare a lavorare nel mondo della natura

Per lavorare a contatto con gli animali, la conservazione della natura e dell’ambiente, devi non solo prendere un percorso accademico inerente alle materie di studio, ma anche e sopratutto fare esperienza sul campo.

Esperienza che molte volte potrebbe anche sostituire la carriera accademica e catapultarti direttamente nel mondo del lavoro.

All’interno delle associazioni infatti non ci sono solo biologi e veterinari, ma persone impegnate nella logistica, nell’organizzazione eventi, nel marketing e nell’accoglienza.

Come fare quindi per fare il grande salto?

Con il volontariato ambientale di cui Keep the Planet è promotore attivo.

Per i nostri soci abbiamo preparato un incredibile database ricco di informazioni e contatti per accedere al fantastico mondo della conservazione ambientale.

Per accedere al database, diventa nostro socio.

1 commento su “Lavori per salvare il pianeta: le professioni per la conservazione ”

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