Lavorare con le tartarughe marine in Messico: la storia di Bea

Benvenuti in Messico, nello stato di Oaxaca, una delle regioni più vivaci del paese.

Qui, tra mercati chiassosi, strade interrate e tradizioni colorate, si nasconde una natura lussureggiante e primitiva.

In questo video conosceremo la storia di Beatrice, una combattente per la tutela della natura.

GUARDA IL VIDEO:

https://youtu.be/vCP1BErqsLg

Contenuti dell'articolo

Lavorare con le tartarughe marine in Messico

La costa dello Stato di Oacaxa è uno degli ultimi e incontaminati tratti della costa del Pacifico dove trovano rifugio specie simbolo come le tartarughe marine.

Ecosistemi vitali che purtroppo hanno bisogno di eroi, di persone che dedicano la loro vita alla conservazione della natura.

Tra questi c’è Beatriz, giovanissima ragazza spagnola che per lavoro difende coccodrilli, tartarughe e giaguari.

Mi riconosco nelle parole di Beatriz, questi luoghi hanno un qualcosa di magico difficile da descrivere con delle parole, serve vedere con i propri occhi e ascoltare con il proprio cuore, la magia della natura messicana.

Natura che come accade praticamente ovunque, è minacciata dalla società umana, sempre più sorda e indifferente verso le sue necessità.

Beatrice sin da subito ha trovato i problemi nell’area e una soluzione per risolverli entrambi, i problemi erano la mancanza di connessione tra i diversi progetti di conservazione e la mancanza di un posto di lavoro retribuito per lei.

La soluzione: ha creato Tartarukus.

Lavorare con le tartarughe marine è possibile

lavorare con le tartarughe marineBea mi ha raccontato come questa prima esperienza qui nella costa però non si trasformò in una reale offerta di lavoro, ma come amo sempre dire, l’umanità di fronte ad un problema di divide in due gruppi, chi trova una scusa e chi trova una soluzione.

Ancora una volta mi riconosco nelle parole di Beatrix, quando si ha una passione sconfinata verso qualcosa, bisogna lottare per seguirla.

Volere è potere, lamentarsi e non lottare non è una strategia.

Quando si inseguono i sogni, c’è il rischio che poi questi si realizzano e il risultato può essere incredibile.

La conservazione funziona, su questo sono completamente d’accordo con Beatrix, che fare quindi, come aiutare, cosa dobbiamo fare per contribuire alla salvaguardia della bellezza, che nonostante tutto, riempie gli angoli del pianeta.

Raccontare la storia di Beatriz, conoscere come lei è arrivata in questi luoghi a lavorare per la conservazione della natura, serve per dare ispirazione.

Beatrice ha creato il suo lavoro valorizzando l’ecoturismo in un’area dove le comunità indigene avevano iniziato la conservazione del territorio, ma non avevano le conoscenze sufficienti per migliorare e crescere.

Beatrice ha messo in contatto queste 3 comunità creando un progetto di conservazione capace di far sbocciare sinergie che portano risultati concreti.

Il primo dei 3 progetti è rivolto alla salvaguardia del coccodrillo americano.

Il secondo progetto è rivolto alla conservazione delle tartarughe marine.

Il terzo progetto, a differenza degli altri, è situato nell’entroterra.

L’ecoturismo spesso è visto come una minaccia alla conservazione ambientale, ma dalla mia esperienza diretta ho capito che in determinati paesi, la presenza di turisti internazionali è la sola strategia per tutelare il patrimonio naturalistico.

Ecoturismo che deve necessariamente coinvolgere le popolazioni locali.

Una tartaruga viva, ha più valore di una tartaruga morta. Con queste parole in mente, capisco che dobbiamo lottare per i valori in cui crediamo, per una società capace di capire che senza una natura forte, non abbiamo futuro. Né ora né mai.

E tu, vorresti fare la tua parte?

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Nei prossimi video intervisterò le comunità locali che portano avanti Ventanilla ed Escobilla, due esempi di come l’ecoturismo può veicolare la vera conservazione.

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