Il gorilla, un antico abitante della foresta che rischia di scomparire

I gorilla, considerato da alcuni il re della foresta, è un animale bellissimo che ha bisogno del nostro aiuto.

Dalle dimensioni imponenti e con una forza impressionante, i gorilla nell’immaginario comune sono cattivi e pericolosi, mentre in realtà sono dei pacifici primati che vivono in pace all’interno delle foreste equatoriali dell’Africa.

Ma perché un’associazione ambientalista deve parlare dei gorilla?

La notizia è recente, ma i fatti noti da tempo, ufficialmente infatti tutte le specie di gorilla esistenti sono catalogate sulle liste rosse degli animali in pericolo critico di estinzione.

Questa è una notizia drammatica, ma che non ci giunge nuova.

Da decenni ormai lo sviluppo dell’uomo è insostenibile perché fondato sulla crescita illimitata dove il rispetto per l’ambiente non viene nemmeno preso in considerazione.

E in questo mondo sempre più sfruttato, le specie animali più grandi come il gorilla sono le prime a pagarne il prezzo.

Traffico illegale di carne di gorilla e perdita continua di habitat naturale hanno decimato le popolazioni selvatiche portandole quindi sull’orlo dell’estinzione.

Fortunatamente, in questi ultimi anni, il problema della devastazione ambientale e della perdita di biodiversità è diventato di dominio pubblico e l’attenzione per la salvaguardia delle specie in via d’estinzione è un tema di dibattito.

Ma c’è ancora molto da fare, si devono creare delle alternative di sviluppo sostenibile che coinvolga le popolazioni locali e creare sempre più consapevolezza intorno a questi fantastici animali.

Gorilla: cenni generali

gorillaI gorilla (Gorilla gorilla) sono un genere di primati appartenenti alla famiglia degli ominidi.

Insieme agli orangutan, agli scimpanzé e ai bonobo sono gli animali geneticamente più vicini all’essere umano. La somiglianza nei gesti e nelle espressioni sono soltanto una parte delle caratteristiche che avvicinano la nostra specie alla loro.

Presenti in natura esclusivamente sul continente africano, sono animali dalle dimensioni notevoli, raggiungono infatti un peso di circa 180 kg e un’altezza media di 160-180 cm.

Sono inoltre degli animali pacifici e territoriali, ad eccezione dell’uomo non ha predatori in natura mentre i cuccioli possono essere occasionalmente preda dei leopardi.

La dieta è onnivora ma prevalentemente vegetariana, trascorrono buona parte della giornata a masticare foglie e germogli. Occasionalmente si cibano di piccoli invertebrati come formiche e insetti.

Vivono in famiglie con struttura gerarchica dove un maschio dominante protegge la famiglia e guida gli spostamenti.

L’età media raggiunta è di circa 30-40 anni, mentre in cattività possono raggiungere i 50 anni d’età.

La maturità sessuale viene raggiunta dalle femmine tra i 10 e i 12 anni, mentre gli esemplari maschi tra 11 e 13. La gravidanza dura 8 mesi e mezzo, solamente le femmine si occupano della cura dei cuccioli.

Il gorilla è un animale estremamente intelligente in grado di usare dei piccoli utensili per la ricerca del cibo e usano i rami per la costruzione del nido. A differenza degli oranghi, i gorilla dormono nei nidi costruiti sul terreno piuttosto che in cima agli alberi.

I ricercatori hanno individuato almeno 25 suoni differenti che indicano un alto grado di comunicazione tra gli individui.

L’habitat ideale per i gorilla sono le dense foreste equatoriali dove l’uomo non è presente. Per sopravvivere ha bisogno di ampie zone di foresta dove poter procurarsi il cibo e la protezione necessaria.

Specie di gorilla

Esistono due specie di gorilla, il gorilla occidentale e il gorilla orientale.

La specie occidentale sono entrambe formate da due sottospecie, il gorilla di pianura occidentale e il gorilla di Cross river, mentre il gorilla orientale è suddiviso in gorilla di pianura orientale e  gorilla di montagna.

Gorilla Occidentale (Gorilla gorilla)

Come suggerisce il nome, il gorilla occidentale è la specie di gorilla che abita le foreste africane occidentali. La caratteristica della specie è il forte dimorfismo sessuale dove i maschi sono molto più grandi delle femmine.

I maschi adulti dominanti acquisiscono il caratteristico dorso grigio prendendo il nome di silverback.

Rispetto alla specie orientale, il colore del pelo è meno scuro che tende al marrone sul capo.

La dieta del gorilla occidentale è ricca di fibre formata da foglie e germogli, ma a seconda della stagione si ciba di frutti ed insetti. I gorilla occidentali sono divise in sue sottospecie differenti, il gorilla di pianura occidentale e la sottospecie Cross River.

Gorilla di pianura occidentale (Gorilla gorilla gorilla)

gorilla-occidentaleTra le 4 sottospecie, il gorilla di pianura occidentale è la sottospecie più diffusa.

Come ci suggerisce il nome, il gorilla occupa le foreste occidentali africane di Camerun, Gabon, Repubblica Centroafricana, Congo, Guinea equatoriale e Angola.

Un primo censimento negli anni 80 stabilirono una popolazione di 100.000 esemplari, mentre una successiva esplorazione nel 2006-2007 scoprì un ulteriore popolazione di 125.000 esemplari ancora non riportati per un totale di circa 225.000 esemplari.

Tuttavia, problemi come le malattie, il bracconaggio e la perdita di habitat hanno sicuramente ridotto le popolazioni attuali riportando una stima che si aggira intorno ai 150.000 esemplari.

Nonostante i numeri incoraggianti, il gorilla di pianura occidentale è considerato una specie sotto rischio critico di estinzione per via del suo ridotto areale e per la poca stabilità politica degli stati dove il gorilla vive.

Gorilla di Cross River (Gorilla gorilla diehli)

Il gorilla di Cross River è la sottospecie di gorilla occidentale che prende il nome dall’importante fiume della Nigeria.

Purtroppo, con soli 250-300 esemplari stimati, è il primate a rischio più elevato di estinzione. Si differenzia dal gorilla occidentale di pianura per la dentatura e per un cranio più piccolo.

Vive solamente nelle foreste sul confine tra Nigeria e Camerun, le poche popolazioni rimaste sono isolate in piccole porzioni di foresta.

Un importante sito di conservazione è il Parco nazionale di Cross River, un’area naturale di 4000 km quadrati in Nigeria.

Se nulla verrà fatto, il gorilla di Cross River sarà il prossimo grande animale a sparire.

Gorilla Orientale (Gorilla beringei)

gorilla-orientaleIl gorilla orientale è costituito da due sottospecie, il gorilla di pianura occidentale e il gorilla di montagna.

Entrambe le sottospecie vivono in Africa orientale, nelle foreste equatoriali comprese all’interno della Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Ruanda.

E’ il primate più grande che esiste, raggiungono infatti i 220 Kg, e si distingue dalla specie orientale anche per il pelo più nero e folto.

La dieta è simile in tutte le specie, con una differenza che i gorilla di pianura mangiano più frutta (fino al 25%) rispetto ai cugini di montagna.

Gorilla di pianura orientale (Gorilla beringei graueri)

Il gorilla di pianura orientale è il primate più grande, ha un aspetto più robusto rispetto al gorilla di pianura occidentale, raggiunge dimensioni più grandi, una dentatura più lunghi, corporatura più robusta e dorso più largo.

Il colore nero del mantello diventa grigio con l’avanzare dell’età dando il caratteristico nome di silverback.

Nonostante l’aspetto imponente, il gorilla di pianura orientale è un animale pacifico e socievole, vive in famiglie formate da un maschio dominante (silverback), diversi maschi non dominanti più le femmine ed eventuali cuccioli.

Endemico delle foreste della Repubblica Democratica del Congo, il suo areale è ristretto ai parchi nazionali di Kahuzi-Biega National Park, il Maiko National Parks e le foreste adiacenti ai parchi.

La sua popolazione è in forte declino, nel 2016 si stima una popolazione di soli 3.500 individui.

Gorilla di Montagna (Gorilla beringei beringei)

Il gorilla di montagna è il più famoso e conosciuto tra le specie, la sua notorietà è dovuta anche dalla fama della ricercatrice Dian Fossey che ha dedicato la sua vita allo studio di questo splendido animale. La ricercatrice infatti è stata brutalmente assassinata in circostante misteriose.

Il gorilla di montagna è caratterizzato da un pelo più folto e lungo, ed è anche il più adattato alla vita sul suolo.

La fama del gorilla di montagna purtroppo non è stata sufficiente per mettere al riparo questo grande primato.

Purtroppo il gorilla di montagna, come tutte le altre specie, è in pericolo di estinzione con soli 880 esemplari.

Una piccola speranza di salvare questo magnifico animale si nasconde nello sforzo di tante associazioni il cui lavoro sembrerebbe ripagare gli sforzi.

In passato infatti la popolazione era di soli 300 gorilla, mentre in questi ultimi anni il trend si è leggermente invertito.

Ci sono due popolazioni, una situata all’interno del Parco Nazionale di Virunga, situato al confine di Ruanda, Uganda e Repubblica Democratica del Congo, mentre l’altra all’interno del Parco Nazionale impenetrabile di Bwindi in Uguanda.

I pericoli principali per i gorilla

I gorilla sono animali esigenti dal punto di vista ecologico, hanno infatti bisogno di ampie porzioni di foresta dove poter recuperare il cibo di cui hanno bisogno.

Purtroppo, secoli di sfruttamento incontrollato hanno ridotto le foreste equatoriali africane a piccole aree scollegate tra di esse dividendo le popolazioni e riducendo la variabilità genetica.

Il problema della deforestazione è forse il principale, ma purtroppo non l’unico.

I gorilla infatti sono facile preda dei bracconieri che rivendono illegalmente la loro carne sul mercato nero oppure i cuccioli per gli zoo.

Molto è stato fatto per proteggere le aree dove vive il gorilla, ma questo non è sempre possibile anche per via della nota instabilità politica della regione.

Basti pensare la guerra civile in Ruanda e nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Se il Ruanda ha superato la fase acuta della crisi, la RDC è ancora un paese instabile e pericoloso dove la vita dei gorilla non è certo una priorità per i governi.

E come se non bastasse, i gorilla sono primati che condividono molte delle nostre malattie, malattie che si diffondono nelle popolazioni selvatiche decimandole.

Cosa fare per proteggere i gorilla

Negli ultimi anni sta aumentando la consapevolezza sull’importanza della difesa dei gorilla e del loro habitat. Non a caso, nell’ultimo meeting internazionale le 4 specie di gorilla esistenti sono state catalogate sulle liste rosse come specie in pericolo critico di estinzione.

Visti problemi, non è certo facile portare avanti il nobile scopo di salvare i gorilla, tuttavia si stanno compiendo dei passi importanti.

Il primo passo è educare le popolazioni locali sull’importanza dei gorilla anche come modello di sviluppo alternativo grazie all’ecoturismo.

Si deve inoltre incoraggiare l’ampliamento dei parchi nazionali da parte delle autorità e lo stanziamento di sempre più fondi per il controllo.

Queste sono le azioni dei governi, noi come normali cittadini e attivisti ambientali dobbiamo incoraggiare la nascita e la crescita dell’ecoturismo responsabile che può e deve creare alternative alla distruzione.

Incoraggianti sono i dati sul gorilla di montagna, grazie agli sforzi di conservazione le popolazioni sono cresciute del 26% negli ultimi sette anni, un segnale di speranza.

Molto più difficile è la situazione del gorilla di Cross River che ha visto un declino del 59% tra il 1997 e il 2010.

Anche se il gorilla di pianura orientale è la sottospecie più abbondante, i rischi sono elevati in quanto tutte le popolazioni sono in declino per i problemi citati in precedenza e ancora pochi sforzi sono fatti per proteggere l’animale vista la sua ubicazione in paesi non stabili politicamente.

La sottospecie occidentale è anch’essa in pericolo perché pochi sono ancora gli sforzi per impedire il declino delle popolazioni.

Considerazioni finali di Keep the Planet

I dati sui gorilla di montagna dovrebbero farci riflettere sull’importanza della conservazione e sulla sua efficacia.

Purtroppo però, si tende sempre ad aspettare l’ultimo momento per agire e questo non sempre è possibile.

Se iniziassimo ora a proteggere i gorilla, allora forse avremmo più margine di errore e quindi di possibilità per salvare questo gigante buono.

La realtà purtroppo non va in questa direzione, le popolazioni verranno presto ridotte a pochi esemplari e solo allora si avvierà un serio programma di recupero.

Ma forse sarà troppo tardi.

Se per i gorilla di montagna si è aspettato molto, troppo, come associazione ambientalista faremo pressione per far partire delle campagne serie anche per i gorilla di pianura più abbondanti, ma non per questo non degni di protezione.

Se vuoi proteggere i gorilla, partecipa ad un viaggio fotografico, aiuta coloro che hanno tutto l’interesse a far crescere l’industria del turismo sostenibile, il solo modo per far capire alla gente che un gorilla vivo vale più di un gorilla morto.

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