L’ecoturismo responsabile inizia con un turista consapevole

Un articolo di Alessandro Nicoletti sullo sviluppo dell’ecoturismo, quella forma particolare di turismo ecologico che si rivolge agli appassionati di natura che vogliono visitare le aree naturali vicine e lontane.

viaggi naturalistici ecologiciIl turismo come lo conosciamo oggi è un’invenzione piuttosto recente che ha ben poco a che fare con le prime avventurose esplorazioni che nel corso dei secoli hanno riempito i manuali di storia e i libri di racconti.

I primi viaggi erano compiuti da una manciata di coraggiosi uomini e donne che si spingevano verso l’ignoto, verso l’allora confini del mondo alla ricerca di nuove terre e misteri ancora tutti da scoprire.

Possiamo forse intendere la nascita del turismo moderno inteso come movimento di grandi masse di persone con i primi grandi pellegrinaggi verso le mete religiose come Santiago di Compostela, la Mecca, Roma e Gerusalemme, ma anche qui il paragone non regge molto.

Le comodità del viaggio moderno infatti poco rispecchiano le condizioni del passato.

Un passaggio intermedio tra i viaggi del passato e il turismo moderno possiamo forse trovarlo nei primi viaggi della ricca borghesia europea che viaggiava da una capitale all’altra del continente durante il 17° secolo.

Tuttavia, se proprio vogliamo cercare una data di nascita certa del turismo moderno, devi sapere che il 5 luglio 1841, l’imprenditore inglese Thomas Cook, sfruttando le nuove opportunità offerte dal treno, organizzò un viaggio di 11 miglia da Leicester a Loughborough con ben 600 partecipanti.

Il successo dell’iniziativa fu tale che spinse Cook ad organizzare pacchetti turistici sempre più frequenti e complessi, dando finalmente inizio all’industria turistica come la conosciamo oggi.

Dal quel primo successo in poi, il turismo è diventato uno dei più importanti settori economici al mondo, turismo che ha assunto ormai proporzioni giganti con tutti i suoi effetti non sempre positivi.

Questa massificazione ha di fatto portato molte persone a rifiutare il concetto di turismo inteso come standardizzazione e mercificazione dell’esperienza, persone che sono diventate oggi una nicchia di mercato per tanti operatori.

Molte associazioni, campi di volontariato e agenzie di viaggio si riempiono oggi la bocca con la parola ecoturismo, turismo sostenibile e turismo responsabile, ma poi nella pratica vediamo che di ecologico e sostenibile c’è ben poco nelle loro attività.

Ecco perché l’ecoturismo inizia con un turista consapevole che osserva, riflette, giudica e poi racconta la propria esperienza di viaggio.

Nei meandri dell’ecoturismo infatti si nascondono tutta una serie di inganni per il turista che in realtà danneggiano la natura che invece vorremmo proteggere.

In questa guida, voglio parlarti del vero ecoturismo e del perché è di vitale importanza evitare le truffe e al contrario supportare le vere iniziative che aiutano la conservazione dell’ambiente.

Cos’è l’ecoturismo

L’ecoturismo è quella particolare forma di turismo incentrata sull’impegno di ridurre l’impatto ambientale e sociale del turista nei confronti dei luoghi visitati.

Ogni nostra azione ha un impatto ambientale e il turismo non è certo esente dal problema.

Il problema è visibile a tutti, dalle piccole isole tropicali soffocate da tonnellate di plastica, fino alla stessa Venezia che vede problemi di sicurezza al proprio patrimonio artistico dovuti al passaggio delle grandi navi, il turismo di massa non porta solo benefici economici, ma anche e soprattutto tutta una serie di problematiche difficili da risolvere.

Ed è proprio a fronte di questa nuova consapevolezza ambientale che sempre più operatori hanno iniziato a parlare di turismo ecologico o ecoturismo.

Ufficialmente, nel 1984 l’architetto messicano Hector Ceballos-Lascurain, autore di numerose pubblicazioni, coniò il termine ecoturismo inteso come “« Viaggiare in aree naturali relativamente indisturbate o incontaminate con lo specifico obiettivo di studiare, ammirare e apprezzare lo scenario, le sue piante e animali selvaggi, così come ogni manifestazione culturale esistente (passata e presente) delle aree di destinazione”.

E’ chiaro che la visita di determinate aree naturali debba comportare una seria analisi degli impatti sugli ecosistemi, perché se da una parte lo sviluppo del turismo ecologico aiuta la conservazione della natura, dall’altra potrebbe rappresentare un pericolo per la salute dell’ambiente.

La prima definizione di ecoturismo venne successivamente rielaborata dalle Nazioni Unite nel 2002 includendo le seguenti caratteristiche per definire il turismo ecologico:

  • è mirato alla promozione di uno sviluppo sostenibile del settore turistico.
  • non determina il degrado o l’esaurimento delle risorse ovvero minimizza l’impatto.
  • concentra l’attenzione sul valore intrinseco delle risorse naturali rispondendo ad una filosofia più biocentrica che antropocentrica.
  • richiede all’ecoturista di accettare l’ambiente nella sua realtà senza pretendere di modificarlo o adattarlo a sua convenienza.
  • si fonda sull’incontro diretto con l’ambiente e si ispira ad una dimensione cognitiva diretta.

Da queste considerazioni, la definizione moderna di ecoturismo globalmente accettata:

 “un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali”

Nonostante le belle parole e le nobili intenzioni, noi di Keep the Planet non siamo così ingenui da credere che il turismo ecologico da solo possa salvare gli ecosistemi naturali di tutto il mondo.

Esempio lampante è il caso del Borneo, caso che conosciamo molto bene anche grazie al progetto Men of The Forest, dove un turismo in espansione comunque non riesce ad arrestare la continua espansione delle coltivazioni di palme da olio.

Il turismo ecologico da una parte deve sostenere l’economia alternativa delle persone del luogo, dall’altra però servono delle applicazioni tecnologiche capaci di ridurre la domanda delle risorse naturali.

Da aggiungere inoltre che il turismo, seppur responsabile, comporta un costo ambientale sotto forma di emissioni per via degli spostamenti, specialmente aerei, necessari per arrivare sul posto.

Tuttavia, nonostante le problematiche, l’ecoturismo è una valida alternativa di sviluppo sostenibile testimoniato dai tanti esempi di località salvate grazie alla presenza di viaggiatori internazionali.

Come analizzare un’offerta ecoturistica

ecoturismoGeneralmente, le attività offerte dalle agenzie e dalle associazioni rientrano in una di queste categorie:

  • Trekking all’interno di territori naturali, parchi;
  • Birdwatching;
  • Canyoning;
  • Rafting;
  • Fotografia naturalistica;
  • Whale watching;
  • Attività didattiche educatiche;
  • Esperienze e attività all’aria aperta;
  • Navigazione a vela;
  • Esperienze con locali;
  • Avvistamento di animali selvatici.

Tra le tante offerte, devi prestare particolarmente attenzione non solo alla tipologia di attività offerta, ma sopratutto alla modalità con cui verrà realizzata.

Non è sempre facile capire a priori la qualità dell’offerta, tuttavia ti sarà molto utile leggere le recensioni in giro per il web e sopratutto analizzare con occhio critico l’offerta proposta.

Alcuni segnali di situazioni poco chiare possono arrivare quando ad esempio l’operatore di garantisce l’avvicinamento della fauna selvatica.

Devi sapere infatti che gli animali selvatici hanno giustamente paura dell’uomo, da lontano ci osservano e per poi allontanarsi, solo casualmente si possono avvistare, con una dose di fortuna e tanta pazienza.

Certo, ci sono situazioni dove l’avvistamento può risultare più facile di altre, ma mai e poi mai deve essere favorito il contatto.

Se questo avviene, sei caduto nella classica trappola per turisti.

Situazioni da evitare

Migliaia di turisti, volontari, appassionati, vengono ogni anno raggirati da una pubblicità ingannevole fatta di incontri con animali, panorami mozzafiato, eccetera, che in realtà nascondono un vero e proprio business naturalistico che di ecologico ed etico non ha proprio nulla.

Molte attività infatti vengono forzate, in alcuni casi si arriva addirittura a sequestrare cuccioli altrimenti liberi e abituarli all’uomo così poi da grandi saranno dei docili animali da selfie.

E’ chiaro che se siamo amanti della natura, queste attività vanno evitate categoricamente.

Un esempio è la classica passeggiata sul dorso dell’elefante, oppure della foto con il leopardo, in entrambi i casi gli animali sono stati sottoposti a dei trattamenti crudeli.

Guarda questo video del National Geo:

Vuoi ancora cavalcare un elefante per farti una passeggiata nel bosco?

Se ami gli animali e li vuoi vedere liberi come dovrebbero, allora evita queste attività assolutamente.

Altre attività da evitare sono i circhi e gli zoo dove vengono effettuati degli spettacoli con gli animali selvatici che nella maggior parte dei casi sono stati catturati solo per la visione del pubblico pagante e non per il loro benessere.

Quali attività scegliere

Se ci sono operatori scorretti, questo non significa di certo che tutto l’ecoturismo sia una grande truffa, anzi tutt’altro, ci sono molte associazioni attive sul territorio e che meritano tutto il nostro supporto.

Molti santuari di fauna selvatica infatti fanno un lavoro meraviglioso di protezione del territorio, creano un circuito virtuoso di economie alternative, salvano le specie locali e molto altro ancora.

Certo, per trovare l’attività giusta serve tempo e dedizione, ma noi di Keep the Planet possiamo guidarti nella scelta.

Innanzitutto è di vitale importanza che il centro vieti categoricamente il contatto con l’animale selvatico.

Non c’è specie selvatica veramente libera che ha il desiderio di farsi toccare da un umano.

Quello è il primo e più importante campanello di allarme.

Secondo aspetto, l’avvistamento garantito non è mai possibile, un operatore serio e competente non te lo può garantire perché nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere un avvistamento casuale in natura, a meno che lo stesso operatore forzi il contatto violando sicuramente il benessere dell’animale.

Un operatore serio non può far altro che organizzare un itinerario naturalistico dove le probabilità di avvistamento siano elevate, nulla di più.

Se noti questi due avvertimenti nell’offerta turistica, puoi stare più che tranquillo che hai di fronte un operatore serio e responsabile della salvaguardia dell’ambiente che visiterai.

Importante inoltre è la consapevolezza che alcune pratiche andrebbero evitate come l’utilizzo di plastica, mezzi di spostamento privato e in generale tutto quello che di ecologico ha ben poco a che vedere.

Soprattutto questo ultimo accorgimento è ancora poco sviluppato, ma in fondo siamo noi che contribuiamo a questo o a quell’altra attività e se noi siamo consapevoli, l’industria del settore sarà costretta ad adeguarsi.

Ecoturismo: considerazioni finali

L’industria ecoturistica deve crescere per soddisfare la sempre crescente domanda di viaggi responsabili e sostenibili, tuttavia insieme agli operatori del settore devono crescere anche i viaggiatori che troppo spesso dimenticano l’occhio critico a casa e sono disposti ad accettare tutto pur di vedere da vicino un animale selvatico.

Non è così che possiamo garantire la sopravvivenza delle specie selvatiche e la conservazione degli ultimi ecosistemi naturali, se vogliamo sentirci viaggiatori responsabili dobbiamo prima di tutto aprire gli occhi e chiedere agli operatori standard elevati.

Se non troviamo accettabili questi standard, facciamolo presente e soprattutto scriviamo sul web, recensiamo le offerte e avvertiamo chi verrà dopo di noi.

Troppo spesso ci si nasconde dietro le parole ecologia, sostenibilità e responsabilità, è giunto il momento di imparare a scegliere e di favorire tutte quelle realtà locali che hanno seriamente a cuore il futuro del pianeta.

Se ben svolto, l’ecoturismo nel suo complesso può veramente aiutare la conservazione perché sono i locali stessi a diventare i primi protettori dell’ambiente perché capiscono che un ecosistema intatto significa salute e futuro, ma tutto questo deve essere accompagnato da un viaggiatore consapevole.

Se cerchi delle idee per viaggi ecologici, ti consiglio di seguire la pagina dove riporto i vari viaggi naturalistici con itinerari e zone da visitare per chi come me ama la natura.

Buon viaggio a tutti.

Alessandro Nicoletti

Noi di Keep the Planet abbiamo selezionato i migliori progetti di conservazione che ti offriranno l’opportunità di vivere una magnifica esperienza a servizio dell’ambiente. Associati e partecipa.

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