La dieta mediterranea è ecologicamente sostenibile?

Il concetto di dieta mediterranea è entrato almeno una volta nella vita nelle case di ognuno di noi. Ma, nello specifico, di cosa si tratta?

Come si evince dal nome,la dieta mediterranea prende spunto dal modello di nutrizione ispirato all’alimentazione diffusa nei paesi del bacino mediterraneo e nel 2010 è entrata nei patrimoni orali e immateriali dell’umanità riconosciuta dall’UNESCO.

Gli alimenti diffusi nel bacino mediterraneo sono alla base di questa dieta che privilegia il consumo di cereali, frutta, verdura, semi, olio di oliva, favorendo un molto meno frequente utilizzo di grassi animali e carne rossa, principale responsabile dell’inquinamento ambientale alimentare.

La dieta mediterranea dà il via libera al consumo, sebbene moderato, di carni bianche, pesce, legumi, latticini, vino rosso e dolci.

In genere è diffuso e riconosciuto  il termine “dieta mediterranea” ma sarebbe più appropriato parlare di diete mediterranee che abbracciano più esigenze e più paesi diversi.

L’origine di questa alimentazione risale a un secolo fa, e deve il suo lancio al medico nutrizionista Lorenzo Piroddi, il quale intuì per primo la correlazione tra dieta mediterranea e salute, seguito da recenti studi che ne hanno dimostrato la sostenibilità ambientale.

Dieta mediterranea per società ed età

impatto ambientale dieta mediterraneaBen presto la dieta mediterranea è entrata a gamba tesa in più paesi e la sua facile diffusione deve la fortuna all’illustrazione a  grafico piramidale.

Se oggi si parla di più diete mediterranee è grazie al fatto che è stata versatile e adattabile alle varie esigenze delle diverse società e di diverse fasce d’età, risultando spesso di facile preparazione e particolarmente gustosa.

Studiando nel dettaglio l’assunzione di determinati alimenti e constatandone l’effetto sulla salute, si è deciso poi di standardizzare la dieta a seconda delle varie fasce d’età.

Esiste infatti una piramide alimentare per la popolazione anziana, proposta nel 2008, in cui sono concessi alimenti in scatola o surgelati per favorirne la fruibilità e un supplemento di vitamina B12, vitamina D e calcio.

La dieta mediterranea si è poi formata anche sulla multietnicità della società.

Per rimanere al passo coi tempi, infatti, ha introdotto alimenti non presenti nella versione originale ma che potessero ritornare utili anche ai non italiani.

Alcuni esempi sono testimoniati dalla dieta mediterranea transculturale, nella quale sono presenti sapori e cibi nuovi che favoriscano la conoscenza gastronomica ai più piccoli.

Oltre al farro e ai cereali classici compaiono la quinoa e il miglio. Oltre a dolci e patatine fritte i più piccini potranno trovare il platano fritto e i nachos.

Si evince che il punto di forza della dieta mediterranea sia il fatto che alimentazione ed equilibrio vadano di pari passo coi tempi e le esigenze della maggioranza.

La sostenibilità della dieta mediterranea per salvaguardare il pianeta

La dieta mediterranea si è largamente diffusa in tutto il mondo e per gli amanti della salute è stata una vera manna dal cielo.

Ma questa alimentazione ha un altro punto a favore che può aiutare anche i meno convinti a prenderla subito in considerazione.

La dieta mediterranea è infatti non solo un valido strumento per sentirsi in forma ma è un vero e proprio atto di amore per il pianeta.

Si tratta di un gesto ecologico permeato dalle nostre scelte alimentari. Studi accreditati hanno infatti constatato come la dieta mediterranea impattasse positivamente sull’ambiente (Fonte Fondazione Veronesi).

Il modello alimentare mediterraneo oltre ad essere salutare per le persone lo è anche per l’ambiente. Si stima in media che per ottenere 100 calorie, la dieta mediterranea provoca un impatto ambientale di circa il 60 % inferiore rispetto ad una alimentazione di tipo nordeuropeo o nordamericano, basata in misura maggiore su carni e grassi animali, piuttosto che su vegetali e cereali.

Innanzitutto bisogna familiarizzare col concetto di alimentazione sostenibile, ovvero quei prodotti nutrizionalmente sani che hanno un impatto ambientale poco dannoso.

Chiunque di fronte alla tavola lascia l’ambiente da parte ma in realtà è possibile curare il pianeta anche partendo dai prodotti che scegliamo di portare sulla tavola. L’alimentazione, infatti, provoca il 30% di gas serra.

Studiando poi la correlazione tra alimenti sostenibili e diete è sorto che proprio la dieta mediterranea è quella favorita dall’ambiente.

La carne è in cima alla classifica degli alimenti inquinanti, ed è responsabile del 12% dei gas serra e a seguire, sebbene con un impatto nettamente inferiore, i prodotti lattiero-caseari che hanno la responsabilità del 5% dell’inquinamento.

Si deduce, dunque, che la dieta mediterranea non è soltanto la dieta più sana ma anche quella più ecologicamente sostenibile dal momento che è previsto un elevato consumo di frutta, verdura, legumi, olio d’oliva e cereali e prevede un consumo moderato di quegli alimenti a cui si deve la maggiore responsabilità dell’inquinamento ambientale.

Per giungere alle conclusioni sostenibili si è avuto nel 2009 uno studio che ha raffrontato la piramide alimentare ad un nuovo grafico: la piramide ambientale.

Per muovere i primi passi verso la sostenibilità, devi ridurre il consumo di carne e in generale dei prodotti di origine animale.

Non tutti i prodotti hanno lo stesso impatto, puoi approfondire leggendo l’approfondimento sulla pesca sostenibile.

Quali sono le diete sostenibili e cosa mangiare

piramide-ambientaleUna volta analizzata la piramide ambientale l’interrogativo su cosa mettere in tavola sorge spontaneo. Il menù sostenibile per eccellenza è sicuramente quello proposto dalla dieta mediterranea, che prevede un’alimentazione completa, equilibrata e sana ma anche una dieta vegetariana può considerarsi un’alternativa valida, questo perché, escludendo carne e pesce, integra fonti proteiche di origine vegetale dai legumi e quelle di origine animale dai latticini.

Come impatta negativamente l’alimentazione sull’ambiente

Nell’epoca in cui l’inquinamento ambientale è al primo posto ed è considerato un problema dai danni irrimediabili, bisogna capire in che modo l’alimentazione impatta negativamente sull’ambiente.

Se si cominciasse non solo a ridurre gli sprechi, a evitare piatti, bicchieri, cannucce di plastica, a riciclare le buste e comprare a km 0, ma anche a mangiare sano si potrebbe garantire all’ambiente la sostenibilità adeguata. Basta immaginare di non mangiare carne, soltanto per i cittadini italiani, per un solo giorno per risparmiare ben 1198 mila tonnellate di CO2. Si evince che adottando una dieta mediterranea è possibile risparmiare oltre 2000 litri di acqua al giorno grazia al consumo ridotto di alimenti di origine animale.

La dieta mediterranea è quindi portatrice sana di benefici ambientali: innanzitutto il consumo di frutta, legumi, verdura e cereali a sfavore delle carni e dei grassi animali con conseguente diminuzione di gas serra a favore di risorse naturali come il suolo e l’acqua; favorisce la stagionalità perché prevede il consumo di prodotti nel rispetto del periodo e della stagione; rispetta la biodiversità e il territorio attraverso semine diverse e la rotazione varia delle colture e prevede infine porzioni controllate.

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