Non compro nulla: lotta al consumismo

Questo video si intitola Non Compro Nulla.

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Certo, mangio ogni giorno, ho la fortuna di avere un tetto sopra la testa e in generale tutti i bisogni primari sono soddisfatti.

Ma una volta risolti i problemi primari, dobbiamo renderci conto, signore e signori che abbiamo una malattia.

La nostra società è profondamente malata e non parlo di virus e batteri, ma di malattia mentale.

Dobbiamo essere sinceri con noi stessi, qui possiamo farlo, abbiamo una malefica malattia che riguarda la nostra vita, riguarda la nostra libertà di vivere sereni e tranquilli.

Non importa il lavoro che fai, i soldi sul conto corrente che hai o la città in cui vivi, siamo stati tutti programmati con estrema professionalità sin da piccoli a soffrire di questa malattia grave.

Contenuti dell'articolo

La società del consumismo

Il sistema economico in cui viviamo è complesso e variegato, ma ha alcune regole fondamentali che regolano il suo funzionamento,.

Viviamo in una società dove le persone, una volta raggiunta la maturità, per poter soddisfare diritti alienabili come cibo, acqua e riparo, devono impiegare la maggior parte della propria vita a lavorare.

Alcuni lavori sono più nobili di altri, lavori che tuttavia vengono finanziati dalla ruota economica sostenuta dal resto della popolazione costretta a dedicarsi a lavori spesso duri e ripetitivi con il solo scopo di generare profitto.

Profitto, la parola magica che ci dobbiamo sorbire ogni singolo giorno.

Devi aumentare il fatturato, gli utili sono in declino, dobbiamo tagliare il personale, i margini devono rialzarsi.

Una società degli uomini che si basa sui profitti, non può che non volere un gregge di compratori sempre pronti a comprare anche quando non ne hanno bisogno.

La società occidentale ci vuole costantemente in debito, ci controlla attraverso i soldi e attraverso essi che vuole condizionare le nostre scelte. E per farlo ci bombarda di messaggi più o meno espliciti.

Osserva con distanza gli spot pubblicitari, le notizie di gossip, i pensieri comuni, siamo forzati ad ambire sempre a qualcosa di nuovo, accontentarsi è una parola da perdenti, dobbiamo rincorrere il successo, dobbiamo essere belli, magri e circondati da cose che stabiliscono chi siamo.

Quando si soffre di qualcosa, il primo passo è riconoscerlo.

Dobbiamo accettare il fatto che siamo cresciuti in una società che ci fa il lavaggio del cervello 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, sin dal giorno in cui siamo nati.

E che ci dice questa società sin dalla nascita: che per essere qualcuno dobbiamo comprare, comprare, e ancora comprare.

Ecco allora le file davanti ai negozi per acquistare l’ultimo modello di telefono, cambiare auto di continuo pagando le infinite rate mensili, o pensare di essere qualcuno di importante spendendo 200 euro in una cena al ristorante.

Ognuno è libero di fare quello che vuole della propria vita, ci mancherebbe altro, tuttavia essendo Keep the Planet un canale che parla di conservazione, non possiamo non parlare del legame che esiste tra il funzionamento di una società basata sul consumismo e la crisi ambientale che stiamo vivendo.

I danni sono sotto gli occhi di tutti.

Uscire dal consumismo

consumismoQual è la via d’uscita? Che possiamo fare per non renderci complici di questo disastro.

Semplice: non comprare nulla, o meglio comprare solo il necessario.

In italiano abbiamo una parola che rende molto bene l’idea del concetto, la parola è parsimonioso.

In questi ultimi anni la parola parsimonia è stata un po’ oscurata perché in realtà siamo sinceri, suona bene, ah questo ragazzo è parsimonioso.

Compra solo il necessario, non butta soldi, non compra cose inutili.

Ma tutto questo alla nostra società non piace, e allora perché non offuscare questo termine così carino con parole negative come taccagno, avaro, spilorcio, tirchio

Rimanere se stessi, fermi con le proprie idee e convinzioni è sempre più difficile, riceviamo miliardi di notifiche, annunci, proclami di vite migliori della nostra, dobbiamo comprare per essere felici, viaggiare per non sentirsi soli.

Questo continuo bombardamento però, non ci rende più felici.

E tu lo sai bene.

La società non ambisce ad avere persone felici perché chi è felice non ha bisogno di comprare cose inutili per piacere a persone che non ci piacciono.

Le persone felici sono proprietarie del proprio tempo cioè l’unica risorsa che ha un vero valore e che non può essere comprata.

Esiste una grande differenza tra essere avari ed essere parsimoniosi.

Un taccagno non spende soldi privandosi anche di tutte quelle cose che lo fanno stare bene, il parsimonioso acquista solamente ciò di cui ha veramente bisogno per essere felice.

Se fumi, smetti, se mangi troppo, smetti, se passi le giornate ad invidiare gli altri sui social, smetti.

Non comprare nulla non è un concetto che si limita agli oggetti e alle cose, ma si può portare anche su piani più elevati come le emozioni.

In questi anni ha preso piede uno dei movimenti forse più interessanti degli ultimi tempi, il minimalismo.

Minimalismo è un termine felicemente polisemantico che abbraccia molti ambiti del nostro sapere, che nella storia è entrato in contatto con l’architettura, il design, la letteratura, il cinema, la musica e molte altre sfere artistiche.

Ma qui vogliamo parlare del minimalismo come stile di vita che abbraccia la semplicità e cerca di allontanarsi dal facile consumismo.

Possedere meno, per vivere meglio.

Il minimalismo non è sinonimo di privazione, ma di consapevolezza che non si ha bisogno di tutto quello che la società vuole venderci a tutti i costi.

Essere minimalisti significa anche mangiare meno e meglio, se tutti adottassimo questo stile di vita avremmo sicuramente meno inquinamento, meno sprechi, meno cose inutili prodotte e di conseguenza più biodiversità, più natura e più serenità.

Ma la società di oggi ha regole diverse e non vuole cittadini consapevoli.

Se come per magia l’intera umanità smettesse di comprare cose inutili senza pensare, questa società basata sul benessere di pochi e sul malessere di molti smetterebbe di funzionare.

Il consumismo ci porta ad alti livelli di stress, alla mancanza di tempo libero e al continuo legame con il nostro lavoro.

Ho una buona notizia per te, una volta capito l’inganno a cui siamo sottoposti, è possibile guarire dalla malattia del consumismo.

Possiamo adottare il minimalismo e diventare parsimoniosi oggi stesso.

Non hai bisogno di soldi, o di particolari capacità, smetti di comprare tutto tranne l’essenziale.

Ti sentirai più leggero, più felice, più sereno.

Specialmente in questo periodo dove l’inflazione è fuori controllo e l’insicurezza offusca la nostra mente, essere frugali negli acquisti è la migliore strategia per rimanere ancorati alla propria serenità.

Fermati a respirare, ascolta quello che per te è importante veramente e fai la scelta giusta.

Questo tuo nuovo stile di vita probabilmente ti porterà a dire dei no, a rifiutare delle offerte, qualcuno magari ti giudicherà anche negativamente, ma tu sai perché è giusto essere minimalisti.

Fai del bene alla tua libertà, alla tua salute, e anche perché no a natura e animali.

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