Come aiutare gli animali selvatici in pericolo di estinzione

Continuiamo così e i soli animali che rimarranno saranno quelli di plastica.

come aiutare gli animali

Tigri, elefanti, rinoceronti, orango, gorilla, l’elenco delle specie in pericolo critico di estinzione è lungo e sempre crescente.

Aiutare gli animali selvatici che rischiano l’estinzione dovrebbe essere una missione di vita non solo per noi ambientalisti che ci dedichiamo alla causa, ma per tutti.

Nonostante attualmente il pianeta vive un periodo di prosperità da un punto di vista tecnologico, i problemi che affliggono l’ambiente sono gravi e numerosi.

Nonostante attualmente il pianeta vive un periodo di prosperità da un punto di vista tecnologico, i problemi che affliggono l’ambiente sono gravi e numerosi.

Inquinamento, cambiamenti climatici, tossicità delle colture, sono solo alcune delle calamità che oggi affliggono gli habitat naturali di tutto il mondo, non rimanendo “circoscritti” alle aree colpite, ma estendendosi via via con il passare del tempo, nonché causando l’insorgere di altri tipi di problematiche.

Ad esempio, il cambiamento climatico sta minando la sicurezza alimentare, infatti fenomeni quali le temperature alte o la siccità, causano un accumulo di composti chimici negli alimenti.

Oppure, si pensi all’inquinamento dovuto ai rifiuti di plastica, che oltre ad uccidere un grande numero di pesci che abitano i mari, è stato scoperto avere dei riverberi anche sulla salute dell’uomo, che si nutre di quelle creature.

Anche attività umane apparentemente innocue come il turismo, ad esempio, sebbene rappresenti una risorsa economica per molti Paesi, ha un impatto negativo sull’ambiente.

Ad esempio, il fatto che spesso le strutture di accoglienza siano costruite in zone dove c’è una elevata biodiversità, comporta il degrado delle aree costiere, la deforestazione, danni alle barriere coralline, e/o mettono a rischio i siti di riproduzione di alcune specie animali (come le tartarughe marine).

Soprattutto per questi motivi, uno dei più grandi problemi ambientali che oggi colpisce il pianeta è il rischio di estinzione per diverse specie animali.

Tale rischio è causato soprattutto da attività quali la pesca, il disboscamento o la cattiva gestione dei rifiuti.

Ad esempio, tra le specie animali che attualmente rischiano maggiormente di estinguersi ci sono le balene, che da secoli ormai vengono cacciate dall’uomo (soprattutto per la carne e per l’olio che si può produrre dal loro grasso), ma che spesso muoiono anche perché si impigliano nelle reti dei pescatori; o a causa dei sonar e dei test sismici, che causano la perdita dell’orientamento e spesso lo spiaggiamento di questi animali.

Come vengono tutelati gli animali dai problemi ambientali

salvare gli animali selvatici dall'estinzioneFortunatamente è in corso ormai da diversi anni un’opera di “ravvedimento” a livello globale sul tema ambientale, e diversi sono gli Stati e le organizzazioni internazionali che hanno stilato dei programmi appositi volti ad eliminare o ridurre i danni determinati dalle cause che stanno lentamente provocando il decadimento di tanti habitat naturali sul pianeta.

Ad esempio, nel caso delle balene si pensi che è dal 1986 che la Commissione internazionale per la caccia di questi animali, ha introdotto una moratoria su tale attività; oppure si pensi agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna ed al Parlamento europeo, che hanno imposto ai propri militari che fanno esperimenti e rilevamenti negli oceani, di limitare l’utilizzo dei sonar a bassa frequenza nei periodi di pace.

Ma non solo, numerosi governi per tutelare la biodiversità del proprio Paese, hanno istituito estese aree protette, Parchi nazionali, ed attuato politiche volte alla tutela e allo sviluppo sostenibile degli habitat naturali.

In particolare, i parchi nazionali sono luoghi in cui vengono proibite attività quali la caccia, il taglio ed il danneggiamento della vegetazione, l’introduzione di specie animali o vegetali aliene o il disturbo degli animali. Esistono poi anche i parchi marini nazionali, in cui è vitata generalmente la pesca ed il danneggiamento della flora, e/o può essere limitato il transito delle imbarcazioni in determinati periodi dell’anno.

Un’altra forma di area protetta da menzionare sono poi le riserve nazionali, che sono forme organizzative di tutela molto diffuse in tutto il mondo, e che rappresentano aree in cui è permesso lo sfruttamento razionale ed efficiente della flora e della fauna selvatica (ad esempio è permesso ma limitato il pascolo o lo sfruttamento delle acque, ecc.).

I santuari naturalistici

Ma le aree ad istituzione governativa o pubbliche non sono le uniche ad essere protette dai danni ambientali. Ad esempio esistono i santuari naturalistici, ossia luoghi in cui vengono accolti ex animali da reddito (cavalli, maiali, galline, ecc.); animali abbandonati, malati e provenienti da luoghi in cui venivano sfruttati (centri ippici, zoo, circhi, ecc.); o ancora, animali individuati tra i casi di sequestro oppure in seguito alla chiusura di allevamenti.

In queste aree protette gli animali vengono trattati con dignità e gli viene garantita la migliore qualità di vita. Nessun animale infatti viene utilizzato e sfruttato in alcun modo, gli animali vengono lasciati liberi di fare ciò preferiscono, e vengono tenuti in grandi spazi in cui è favorita anche la convivenza con le altre specie.

Il volontariato

Sebbene gli Stati e le organizzazioni internazionali siano sempre più interessate ai problemi ambientali e alla tutela della flora e della fauna selvatica ed avviano ogni anno numerose e nuove iniziative, senza dubbio, una grande opera di intervento per la salvaguardia dell’ambiente è svolta dalle associazioni di volontariato private e non.

Ed infatti oggi in tutto il mondo sono diffusissimi i centri di accoglienza gestiti da associazioni e organizzazioni, ossia luoghi in cui gli animali vengono tutelati e protetti ed in cui chiunque abbia a cuore queste creature può recarsi a dare il proprio contributo come volontario.

Chi partecipa ad un progetto di volontariato per la tutela degli animali ha infatti la possibilità di entrare in contatto diretto con diversi esemplari, e di partecipare nella lotta contro le crudeltà perpetrate ogni giorno su di loro, partecipando alle opere di riabilitazione e cura, oppure, promuovendo campagne di sensibilizzazione.

Per prendere parte ad una di queste esperienze non è richiesto ai partecipanti il possesso di requisiti particolari o di esperienza.

Generalmente è infatti sufficiente essere maggiorenni, parlare la lingua inglese ed avere una grande passione per gli animali.

Tuttavia, esistono anche progetti più specifici, dedicati soprattutto a studenti, laureati o a chi è in possesso di particolari conoscenze in materie quali la biologia, la zoologia, veterinaria e simili.

Ad ogni modo, esistono davvero un grande numero di progetti di volontariato che prevedono le attività più disparate. Ad esempio, esistono progetti di volontariato ideati per tutelare animali selvatici come leoni, tigri, orango, ecc.

Le attività che possono svolgersi nel corso di un progetto per la salvaguardia di questi animali sono varie, e possono consistere in attività di studio e formazione quali: utilizzare sistemi di tracciamento per raccogliere informazioni sui movimenti degli animali; organizzare conferenze e workshop sulla conservazione e il bracconaggio, dirette alle comunità locali ed ai turisti.

Ovvero esistono progetti che prevedono attività a stretto contatto con gli animali, come: fornire aiuto nella cura delle diverse specie; nutrire gli esemplari che sono in cura ed aspettano di essere rilasciati in libertà; o è possibile essere chiamati ad occuparsi della protezione degli animali, ad esempio rimuovendo le trappole durante le pattuglie anti-bracconaggio.

Ma esistono anche progetti di volontariato che non si occupano direttamente della cura degli animali, e sono volti alla salvaguardia degli habitat naturali in cui vivono, nonché ad incrementare il livello di educazione ambientale delle popolazioni locali, al fine di raggiungere una migliore convivenza tra le specie.

E così, esistono progetti di volontariato ambientale volti a promuovere i prodotti locali o ad educare al consumo di prodotti a Km zero; ci sono progetti volti alla riduzione dei rifiuti, mediante l’insegnamento delle tecniche di riciclaggio; oppure ancora, esistono progetti che insegnano alla popolazione il riutilizzo di oggetti e materiali di scarto.

Esperienze di volontariato in mare

Esistono poi anche centri di volontariato ideati per la tutela delle specie marine. Alcuni progetti organizzati da questi centri permettono di operare direttamente in mare, a bordo di una imbarcazione. Ci sono infatti diverse opportunità di volontariato ambientale da fare in barca, nell’ambito di spedizioni scientifiche per la difesa del mare e dell’ambiente marino, affiancati da scienziati, ricercatori e studenti.

Ad esempio, è possibile dedicarsi tramite alcune associazioni all’osservazione e allo studio dei cetacei (balene, delfini, ecc.) in diverse zone del pianeta (Mar mediterraneo, Mar nero, Atlantico, ecc.).

In queste esperienze i partecipanti, sempre accompagnati da ricercatori esperti e dallo staff dell’associazione organizzante, vivono a bordo di una imbarcazione, prendendo parte alle attività di monitoraggio degli animali, al fine di ottenere informazioni sulla distribuzione di una specie, ossia cercando di comprendere come sfruttano l’habitat in cui vivono, stimando la popolazione, ecc.; oppure, è possibile ad esempio essere chiamati a misurare l’inquinamento acustico, derivante per lo più dalle attività umane, e che rappresenta una fonte di disturbo per gli animali marini (molte sono le morti stimate ogni anno di balene, delfini, ecc. che finiscono nelle reti dei pescatori o arenate sulle spiagge, proprio per il disorientamento causato in loro da questa forma di inquinamento).

Ma ci sono alcuni progetti che prevedono attività in mare (come le immersioni subacquee ad esempio) che non riguardano direttamente la cura delle creature marine, ma soprattutto l’habitat in cui vivono e la flora.

Tra i progetti più interessanti ci sono quelli che sono volti alla tutela della barriera corallina, ed in cui sono previste attività come la pulizia della barriera da spazzatura, reti da pesca incagliate o altro; l’innesto di nuovi coralli, nelle parti di barriera che sono danneggiate; il rilevamento della fauna selvatica (cavallucci marini e altre specie di pesci) e del suo comportamento.

Altre attività utili ad aiutare gli animali

Ma oltre al volontariato, oggi esistono altri modi per prendersi cura degli animali e dell’ambiente in cui vivono. Ne sono un esempio i viaggi solidali naturalistici e la pratica dell’eco turismo, ma anche le numerose manifestazioni che ogni anno vengono organizzate per sensibilizzare il pubblico a queste problematiche.

Ad esempio, soprattutto grazie ai social, ormai si sente spesso di eventi organizzati per la pulizia delle spiagge di una determinata località.

Oppure, vengono organizzate annualmente manifestazioni a scopo di sensibilizzazione sui temi ambientali, come quella che si svolge in Italia, a Roma, ossia la Boat National Race.

Questo evento è stato ideato appunto con l’obiettivo di diffondere l’importanza del riciclaggio e del rispetto dell’ambiente in generale, e consiste in una regata a cui chiunque può prendere parte con la propria imbarcazione, purché sia stata costruita con materiali di scarto riciclati e riutilizzati.

Viaggi solidali naturalistici

I viaggi solidali naturalistici rappresentano una possibilità di immergersi nella cultura e nelle tradizioni del luogo che si visita, non seguendo però il tipico itinerario del turista tradizionale.

In particolare, l’organizzazione di questo tipo di viaggi è volta a mutare la concezione del turismo di consumo classico, ossia di rendere questa attività una risorsa per i luoghi che si visitano e per la popolazione che vi abita.

I viaggi solidali naturalistici sono caratterizzati dal fatto di essere organizzati in località particolari e diverse dalle tipiche mete turistiche; nonché dal fatto che i comfort sono limitati, soprattutto perché si alloggia in ostelli o ospiti di una delle famiglie locali.

D’altra parte, la caratteristica forse più importante di questo genere di viaggi, sta nel fatto che il turista ha davvero la possibilità di condividere la propria cultura, esperienza e tradizione direttamente con la gente del posto, collaborando nelle attività giornaliere della località che visita.

Esistono diversi modi per prendere parte ad un viaggio solidale naturalistico, come ad esempio tramite le associazioni che si occupano di organizzare viaggi a basso impatto ecologico, e/o che prevedono progetti per lo sviluppo e la cooperazione con le comunità locali.

L’offerta dei progetti a cui si può prendere parte è molto vasta. Ci sono progetti che hanno come obiettivo la tutela dell’ambiente o l’educazione allo sviluppo sostenibile; progetti di riforestazione; progetti per aiutare gli animali; oppure ancora è possibile prendere parte a progetti di insegnamento per bambini nei Paesi svantaggiati.

Ecoturismo

L’ecoturismo (o turismo ecologico), nella sua accezione più generica, indica un modo di fare turismo rispettoso dell’ambiente.

In particolare, sono considerati ecoturisti coloro che viaggiano responsabilmente, ossia che visitano un Paese straniero facendo attenzione al rispetto e alla conservazione dell’habitat naturale del luogo in cui si trovano.

Ma possono fare ecoturismo non solo i viaggiatori, ma anche i gestori delle strutture di accoglienza e le popolazioni dei luoghi che poi si troveranno ad ospitare i turisti.

In questo senso, sono ormai numerose le strutture turistiche che hanno attuato politiche organizzative ecologiche, rendendo i propri servizi più ecologici, nonché adottando soluzioni assolutamente compatibili con l’ambiente. Ad esempio, ormai molte strutture si affidano al sistema fotovoltaico, al recupero dell’acqua piovana mediante sistemi di raccolta e simili.

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