Tutto quello che devi sapere sul bradipo

Chi va piano, va sano e va lontano, questo si sa e il bradipo lo ha capito molto bene.

Ciao a tutti ragazzi, io sono Alessandro Nicoletti, biologo marino e fondatore dell’associazione Keep the Planet e oggi continuiamo la nostra rassegna di animali un po’ bizzari.

Dopo ornitorinco e koala, non potevamo non parlare del bradipo.

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Il bradipo è il nome comune con cui indichiamo un gruppo di mammiferi terrestri appartenenti al superordine degli Xenarthra, diffusi nelle regioni del centro e sud America.

Fanno parte dell’ordine degli sdentati e sono state individuate sei specie diverse, divisibili in due grandi categorie, quella dei Didattili e quella dei Tridattili.

La prima, quella dei bradipi tridattili è composta da 4 specie, mentre la seconda quella dei bradipi didattili da due sole specie.

Categorie distinguibili per il numero di artigli sulle zampe anteriori, due nel didattilo e tre nel tridattilo, ma anche per le dimensioni, essendo i secondi leggermente più piccoli dei primi.

Come suggerisce il nome, i bradipi tridattili hanno arti anteriori che terminano con 3 unghioni, mentre i bradipi didattili ne hanno 2.

Di tutte e 6 le specie, il bradipo variegatus è quella più abbondante, diffusa in gran parte della Foresta Amazzonica e non solo. Mentre quella meno abbondante è quella del bradipo Pigmeus, scoperta di recente e confinata all’interno di un isolotto al largo delle coste del Panama.

Ma perché il bradipo è considerato un animale bizzarro?

La strategia vincente del bradipo

bradipoSicuramente la caratteristica che lo distingue e lo ha reso piuttosto famoso è il fatto di essere il mammifero terrestre più lento al mondo con il record di velocità di soli 200 metri all’ora.

Come possiamo vedere da questa performance, il bradipo non ama la fretta e si prende la vita con filosofia.

Non a caso il termine bradipo è la composizione delle parole greche bradýs (lento) e poús (piede), appunto, «piede lento».

Lentezza che sbalordisce e che rende lecito porsi qualche domanda su come questo insolito animale abbia fatto a sopravvivere alla selezione naturale, avendo fatto la sua comparsa sulla terra milioni di anni fa.

La strategia vincente sta nell’economia energetica.

Grazie al ritmo lentissimo con cui compie ogni gesto, il bradipo riesce a ridurre considerevolmente il dispendio di energie, così da limitare la perdita di calore e bruciare pochissime calorie.

Un consumo che non può minimamente permettersi data la sua alimentazione al basso rapporto calorico, fatta di foglie, germogli e teneri ramoscelli, da cui, tra l’altro assume quel quantitativo di acqua necessario alla sopravvivenza, visto che non beve acqua.

Secondo gli esperti, la causa della lentezza del bradipo risiede nel fatto di avere una vista pessima, ben 6 milioni di anni fa infatti sono diventati praticamente ciechi.

Durante il giorno, a causa della luce, non vedono nulla perché c’è troppa luce, ovviamente se non puoi vedere dove stai andando, è meglio rimanere fermi.

Il bradipo è così lento che gli crescono addirittura le alghe sulla pelliccia. Praticamente è il cugino di una roccia.

Sembra assurdo, ma questa copertura algale ha un senso di esistere e svela uno dei misteri più grandi del bradipo.

Per anni i ricercatori si sono domandati perché il bradipo tridattilo, animale molto vulnerabile ai predatori quando si trova al suolo, scendesse dagli alberi una volta a settimana per defecare.

I bradipi sono infatti animali trascorrono la maggior parte del loro tempo a riposo o a  mangiare sulle cime degli alberi. Il  bradipo tridattilo, tuttavia, scende dal suo albero una volta a settimana per defecare, il che è rischioso, energeticamente costoso e, fino ad ora, inspiegabile».

La storia che mi presto a raccontare è riferita al bradipo tridattilo che tra i due gruppi è quello che ha una dieta più limitata e una vita più sedentaria.

Un team di ricercatori statunitensi, nel 2014, ha deciso finalmente di svelare questo arcano che dal punto di vista individuale non ha senso perché il bradipo scendendo sul terreno diventa una facile preda per i tanti predatori come giaguari e alligatori.

Qualcuno potrebbe pensare che il bradipo è un animale riservato ed educato che preferisce nascondersi per andare in bagno, piuttosto che farla dall’albero e colpire qualcuno in testa.

La realtà è ben diversa.

I ricercatori hanno infatti scoperto che il bradipo scende dagli alberi una volta a settimana per sostenere l’incredibile ecosistema di alghe e microrganismi che ospita nella sua pelliccia.

La pericolosa discesa dei lentissimi mammiferi dagli alberi per defecare serve a trasportare a terra le falene e a dare loro il sito ideale per deporre le uova, il cumulo di feci che il bradipo rilascia sul terreno. Da qui riparte il ciclo delle falene che colonizzano la pelliccia del bradipo.

Le falene sono organismi importanti per la colonia che vive sulla pelliccia del bradipo perché aumentano i livelli di azoto che a sua volta alimenta la crescita delle alghe.

Il team ha scoperto che i bradipi mangiano le alghe che “allevano” nella loro pelliccia, perché sono un cibo altamente digeribile e ricco di lipidi rispetto alla povera dieta fatta di foglie difficilmente digeribili.

In natura esistono pochi mammiferi erbivori che vivono sugli alberi e ognuno di essi ha necessità di sviluppare particolari tecniche e adattamenti per arricchire la dieta piuttosto povera basata su foglie dai pochi principi nutritivi.

Il fatto di coltivare alghe sopra la loro testa è solo una delle tante peculiarità di questi animali. I bradipi passano la quasi totalità della loro vita sulle cime degli alberi, sospesi tra i rami. Non scendono neanche per accoppiarsi, partorire e dormire. I loro lunghi artigli assicurano loro una salda presa alla corteccia. Dormono davvero moltissimo, fino a 20 ore al giorno. Spesso è difficile capire se sono svegli o se stanno dormendo. Anche da svegli rimangono spesso immobili e in perfetto silenzio.

Sono animali poco avventurieri, i maschi addirittura vivono per tutta la loro intera esistenza su un unico albero, mentre le femmine si muovono un po’ di più. Una volta che il loro cucciolo raggiunge la maturità sessuale, lasciano il loro vecchio albero al figlio, per stanziarsi su un’altro albero.

I bradipi sono lenti, ma questo non significa che siano anche stupidi.

Rispetto agli altri mammiferi, consumano circa il 90% di energia in meno, ma non solo. I bradipi sono così lenti che i suoi principali predatori, giaguari e aquile, che basano la loro caccia sul movimento della preda, non riescono nemmeno a vederli.

Un’altra strategia utilizzata per sfuggire ai predatori è la presenza di una vertebra in più che permette la rotazione della testa di ben 270° consentendo al bradipo di individuare la presenza di una minaccia rimanendo fermo.

E non dimentichiamo il fatto che sono anche abili nuotatori.

Questi bizzarri animali sono il simbolo di una foresta Amazzonica che sta perdendo la battaglia sotto i colpi della deforestazione selvaggia.

Le due specie di bradipo didattilo non sono fortunatamente a rischio estinzione, mentre delle 4 specie tridattile, il bradipo pigmeo è considerato a rischio critico, mentre il bradipo dal cappuccio è considerato vulnerabile.

Grazie.

Ma come fa il mammifero più lento del mondo a fuggire dai predatori?

Semplice, non ne ha bisogno. Non è dotato della minima capacità di reagire e fuggire all’attacco di un qualsiasi predatore, ed anche in questo caso è la lentezza la chiave vincente, siccome i movimenti lenti e impercettibili fanno in modo che passi quasi sempre inosservato alla maggior parte dei predatori.

Questo anche grazie alla straordinaria capacità mimetica fornitagli dal suo stesso mantello, che ricoperto di muschio ed alghe dai riflessi verdi, lo rende invisibile tra i rami e il fogliame delle foreste pluviali in cui vive.

Mantello che ha la particolarità di avere i peli rivolti all’insù, siccome il bradipo vive per la maggior parte del tempo appeso ai rami col dorso girato verso il basso.

Le rare volte che scende a terra è per il bisogno di defecare, che succede una volta alla settimana, o per cambiare albero quando non riesce a farlo per i rami troppo distanti.

Bradipo didattilo comune (o di Linneo)

Caratterizzato da arti sottili e movimenti lenti, ha due artigli ricurvi sulle zampe anteriori e tre su quelle posteriori. Il suo pelo ruvido grigio-marrone può essere tinto da alghe verdi facilitando il mimetismo quando resta appeso a testa in giù ai rami della foresta.

Si ritiene che la sua temperatura corporea sia la più bassa tra quella di tutti i mammiferi. Attivo di notte si muove così lentamente che la sua presenza può essere a stento percepita. Scende difficilmente sul terreno. Generalmente una volta la settimana per defecare e in quei movimenti diventa vulnerabile nei confronti dei predatori, come giaguari, ocelot e grandi aquile. Occasionalmente viene cacciato dall’uomo. È tipico delle foreste secondarie del Venezuela orientale dell’Ecuador, del Perù e del bacino amazzonico brasiliano.

Bradipo didattilo di Hoffmann

Tipico delle foreste pluviali dell’America centrale e Sudamerica nordoccidentale. Ha uno stomaco simile a quello dei ruminanti e per digerire un pasto può impiegare perfino un mese. Lentezza che è conseguenza dell’alimentazione priva di carboidrati, dato che si nutre principalmente di foglie e ramoscelli.

Il maschio è tendenzialmente solitario mentre le femmine vivono in gruppo. Passa tutta la vita appeso ai rami degli alberi, anche quando si accoppia e partorisce scendendo solo per defecare. La maturità sessuale avviene intorno ai quattro anni e le femmine hanno un periodo di gestazione che dura undici mesi e mezzo.

Bradipo dal collare (o dal cappuccio)

Attivo di giorno e di notte, si confonde piuttosto bene con il suo habitat forestale, grazie al mantello bruno-grigiastro colorato da alghe verdi e infestato da zecche, scarafaggi e falene. I ruvidi peli esterni formano un mantello intorno alla testa e alle spalle. Come il bradipo di dattilo comune, scende raramente a terra, trascinandosi in giro sulle robuste zampe anteriori. Il suo tasso metabolico e la temperatura corporea sono molto bassi. Sebbene la sua difesa principale sia lo stare fermo, quando è affrontato sferra colpi con i suoi artigli. Lo si trova nelle foreste tropicali costiere del Brasile, in particolare Bahia, e Espirito Santo e Rio de Janeiro.

Bradipo tridattilo comune

Ha una coda molto piccola, un naso nero e camuso ed è quasi del tutto privo della parte esterna delle orecchie. La pelliccia è ruvida e molto folta, con un colore grigiastro tendente al verde, a causa delle alghe che le crescono sopra e che permettono all’animale di mimetizzarsi. Alcuni maschi adulti hanno al centro della schiena un disegno giallo arancio. È munito di due sottili zampe posteriori la metà di quelle anteriore, che sono allungate e dotate di tre prominenti artigli. Questi artigli, di cui quello centrale è il più lungo, sono leggermente incurvati per permettergli di rimanere saldamente aggrappato ai rami anche quando dorme. Occasionalmente possono essere usate come arma di difesa in situazioni di pericolo.

Bradipo pigmeo

Questa specie è stata scoperta nel 2001 sull’isola di Panama. Pesa circa la metà del bradipo comune ed ha dimensioni molto più minute. Il suo habitat è rappresentato dalle foreste costiere di mangrovia dell’isola, in cui si stima vivano un centinaio di esemplari. Popolazione esigua che è in costante declino per le trasformazioni turistiche che si stanno purtroppo operando sull’isola.

Bradipo variegato

Vive nelle foreste del sud e centro America. È la specie più comune vista la sua straordinaria capacità di sopravvivere sia in foreste pluviali e conifere quanto in giardini pubblici. Per tutta la sua vita non abbandona quasi mai l’albero su cui è nato, ed è tendenzialmente un animale solitario. Il maschio si sposta solo quando le femmine nel pieno del calore richiamano il partener con versi acuti e striduli molto simili ad un urlo di una donna. È tra i bradipi più lenti.

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