Bonobo, il cugino della foresta che ha bisogno di tutta la nostra protezione

Un articolo dettagliato sui bonobo, una delle due specie appartenenti al genere Pan ancora in vita. Un primate che ha bisogno di tutta la protezione possibile perché rischia di estinguersi, ovviamente per colpa nostra. Buona lettura!!!

Il bonobo è una delle poche specie di grandi scimmie ancora in vita. Dal punto di vista evolutivo, insieme agli scimpanzè i bonobo sono gli animali più vicini all’essere umano.

Purtroppo però, questa vicinanza non è sufficiente per non correre rischi. I bonobo infatti sono in pericolo di estinzione e se nulla verrà fatto, rischiamo di perderli per sempre.

Sono animali unici e vedremo nel corso dell’articolo perché, meritano una protezione speciale e assoluta, tuttavia non sono protetti come devono per via dell’instabilità politica e della povertà del paese che li ospita.

Scrivo questi articoli con la speranza di sensibilizzare quante più persone possibili circa i temi della conservazione delle specie selvatiche, se condividi la mia battaglia, ti prego di condividere l’articolo con quante più persone possibili.

Chi è il bonobo

Noto anche come scimpanzè nano o pigmeo, il bonobo è stato individuato come specie a se solamente in tempi recenti, quando nel 1929 lo studioso Ernst Schwarz si accorse che alcuni crani creduti di giovani scimpanzè in realtà appartenevano ad una specie distinta.

Si dovette comunque aspettare il 1933 per il riconoscimento ufficiale della scienza grazie agli studi dello zoologo statunitense Harold Jefferson Coolidge che effettuò analisi morfologiche comparative con lo scimpanzè.

Per molti anni i bonobi rimasero una specie poco conosciuta, si dovette aspettare gli anni 70, anni in cui vennero organizzate alcune spedizioni scientifiche in Africa per studiare i comportamenti in natura della specie.

Qui si scoprì degli atteggiamenti unici dei bonobo che li differenziò definitivamente dai loro cugini scimpanzè. Uno degli aspetti più unici della specie riguarda la loro sessualità che rappresenta la più complessa del mondo animale.

La sessualità dei bonobo infatti ha precisi significati che va oltre al semplice bisogno evolutivo di accoppiamento e riproduzione.

Il sesso nei bonobi è un regolatore sociale avanzato che per certi versi supera addirittura quelli della società umana: queste scoperte ribaltarono alcuni dogmi scientifici dell’epoca che ancora oggi fanno discutere animatamente la comunità scientifica mondiale.

Bonobo: evoluzione e vicinanza con l’uomo

Il bonobo (Pan paniscus) è un mammifero appartenente alla famiglia degli Hominidae ed insieme allo scimpanzé appartiene al genere Pan, il più vicino al genere Homo al quale apparteniamo.

Nell’albero evolutivo vediamo come i bonobo sono legati alla nostra specie.

mappa evolutiva bonobo

 

Se l’antenato comune con noi umani è datato oltre 5 milioni di anni fa, la divisione con lo scimpanzè è avvenuta all’incirca un milione di anni fa.

Si pensa che la causa della speciazione sia dovuta al fiume Congo che funse da barriera geografica che impedì i contatti tra due gruppi dell’antenato comune.

A differenza dell’uomo, gli appartenenti del genere pan non sanno nuotare ed infatti la presenza del grande fiume bloccò il flusso genico tra le due popolazioni provocando la speciazione allopatrica, cioè il processo di formazione di una nuova specie per la presenza di barriere geografiche che impediscono i contatti tra i gruppi.

La mappatura dell’intero patrimonio genetico si concluse solamente nel 2012 e le analisi evidenziarono che il bonobo è più simile all’essere umano che ai gorilla.

Alcuni ricercatori si sono addirittura espressi favorevoli ad inserire i bonobo all’interno del genere Homo piuttosto che nel genere Pan.

Aspetto e corporatura

dove vive il bonoboRispetto allo scimpanzé comune, il bonobo è leggermente più piccolo di corporatura, ha una testa più piccola e arrotondata con strutture meno pronunciate.Hanno anche una faccia più piatta e larga, con una fronte più alta rispetto a quella degli scimpanzé,

Il bonobo ha un muso nero con labbra rosa, orecchie piccole, narici larghe e lunghi peli sulla testa. Il mantello è anch’esso nero, con peli lunghi e sottili, una particolarità è lo sviluppo delle calvizie con l’avanzare dell’età.

Gli arti superiori sono più corti rispetto agli arti inferiori che sono più lunghi e pesanti. Il corpo, le spalle e il collo sono più ristretti rispetto agli scimpanzè.

Secondo alcuni ricercatori, le caratteristiche fisiche dei bonobo si avvicinano di più agli antenati dell’uomo come ad esempio gli australopitechi. L’andatura è prettamente quadrupede, tuttavia la struttura dei bonobo li rende più adatti al bipedismo. Nelle lunghe distanze preferiscono muoversi a terra, mentre per le corte distanze possono spostarsi da un albero all’altro.

I maschi raggiungono un’altezza di circa un metro per circa 60 kg di peso, le femmine pesano di media 30 kg per 0,7 metri di lunghezza. Alla nascita pesano circa un chilogrammo, e hanno una durata media della vita di massimo 50 anni.

Riproduzione e sessualità

Nonostante la riproduzione non differisca dagli altri primati, la sessualità nei bonobi è forse la sola paragonabile a quella degli esseri umani.

Decenni di ricerche sul campo hanno evidenziato il ruolo cruciale della sesso nella società strutturata dei bonobo.

Mentre nei scimpanzè i gruppi sono dominati dai maschi che decidono i ruoli in base alla forza fisica e alla capacità di dominare gli altri individui, nei bonobo sono le femmine a dominare e a dare forma al gruppo.

Se entrambe le specie vivono in gruppi molto numerosi che possono anche superare il centinaio di esemplari, nei bonobo sono le femmine a dominare i maschi attraverso una serie di legami e alleanze.

Se in molte specie i maschi obbligano le femmine ad accoppiarsi, nei bonobo questo ad esempio non accade mai.

Le comunità dei bonobo sono pacifiche ed egualitarie.

I legami sociali più forti si stabiliscono tra le femmine, mentre lo stato sociale di un maschio dipende dalla posizione sociale della madre alla quale rimane legato per tutta la vita.

I bonobo hanno sostituito l’aggressività con la sessualità, attraverso atti presenti solo nella specie umana, riescono a risolvere diatribe, scontri, decisioni.

I bonobo esplicano la loro attività sessuale praticamente con qualsiasi partner del gruppo, familiari stretti esclusi e le interazioni sessuali si svolgono con una frequenza molto maggiore rispetto agli altri primati. Tuttavia, nonostante la maggiore frequenza, il tasso riproduttivo è simile a quello degli scimpanzé.

Le femmine infatti raggiungono la maturità sessuale intorno ai 7 anni di età e hanno un intervallo di 4-6 anni tra ogni gestazione che dura 8 mesi.

La cura dei piccoli è esclusiva della madre in quanto la promiscuità all’interno del gruppo impedisce ai maschi di conoscere il proprio discendente. Questo fatto fa sì che i maschi non uccidono i cuccioli per accoppiarsi con la madre.

Una particolarità unica dei bonobo è l’atto copulatorio frontale faccia faccia che in passato si pensava fosse esclusiva degli umani. Interessante il rapporto sessuale e il cibo: se molte specie animali lottano per il cibo con la forza, i bonobo decidono proprio con gli atti sessuali.

Prima di proseguire, guarda questo video dove possiamo ammirare la natura tranquilla della specie:

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Etologia e dieta

Similarmente agli altri primati, il bonobo è un animale onnivoro frugivoro, cioèsegue una dieta basata prevalentemente sulla frutta, con l’aggiunta di foglie, germoglie, erbe, miele, uova ed occasionalmente altre prede animali come piccole scimmie o mammiferi.

L’habitat dei bonobo è particolarmente ricco di cibo e pertanto non si notano i comportamenti aggressivi riscontrati negli scimpanzè per l’approvvigionamento del cibo.

Un’altra spiegazione per il carattere pacifico dei bonobo è dovuto dall’assenza di altri grandi primati nel loro areale. Oltre all’uomo, i bonobo possono essere preda dei leopardi.

Similarmente all’uomo, il bonobo è capace di riconoscere se stesso allo specchio, ha un linguaggio complesso formato da suoni ed espressioni facciali e corporali. Studi anatomici sul cervello dei bonobi hanno evidenziato come i lobi frontali siano più sviluppati rispetto allo scimpanzè suggerendo come essi siano più empatici e riflessivi.

Studi decennali sul grado di apprendimento dei bonobo ha insegnato alla specie a comunicare e interagire con noi umani attraverso una tastiera.

Dove vivono i bonobo

habitat bonoboI bonobo vivono esclusivamente all’interno delle foreste tropicali della Repubblica Democratica del Congo.

L’habitat è compreso in aree ondulate con altitudini comprese tra i 300 e i 700 metri ed è ricoperto da foreste umide, paludose, secche, intervallate da boschi di savana e paludi.

Nello specifico, il bonobo vive in maniera discontinua nel bacino centrale dell’Africa Equatoriale, a sud del fiume Congo.

Il suo areale è delimitato dal fiume Lualaba ad est, dai fiumi Kasai / Sankuru nel sud e ad ovest e a nord dal fiume Congo appunto.

L’area geografica potenziale è di circa 563.330 km²; tuttavia, solo il 28% (156.211 km²) di questa zona è adatto alla sopravvivenza dei Bonobo (Hickey et al ., 2013).

Sono state individuate quattro roccaforti geograficamente distinte.

La zona nord (Maringa-Lopori-Wamba) comprende la Riserva Scientifica Luo, la Riserva Faunistica di Lomako-Yokokala e la Riserva Bonobo Kokolopori.

La zona orientale composta dalla riserva naturale di Sankuru, quella meridionale nel Parco Nazionale di Salonga, mentre l’area occidentale è composta dalla Riserva Naturale Tumba-Lediima.

Purtroppo, non tutto l’habitat del bonobo è regolato e protetto da leggi nazionali e internazionali, e anche dove esse sono presente non sempre vengono fatte rispettare.

Status di conservazione

E’ molto difficile stabilire la dimensione esatta della popolazione selvatica dei bonobo perché solo il 30% dell’habitat è stato studiato.

Da una stima delle 4 aree elencate in precedenza, si stima una popolazione minima composta da 15.000-20.000 individui. Un numero comunque da confermare.

Quello che è certo è l’iscrizione del bonobo nella lista rossa dell’IUCN delle specie in pericolo di estinzione per i soliti motivi che affliggono quasi tutti i grandi animali selvatici della terra.

Il lento accrescimento, le alte richieste ecologiche e il basso tasso di riproduzione determinano la difficoltà dei bonobo ad adattarsi ad un ambiente sempre più minacciato dalle attività umane.

Negli ultimi 20 anni, le popolazioni di Pan paniscus hanno subito una riduzione della popolazione e si prevede che tale riduzione continuerà per i prossimi 60 anni.

Pericoli per i bonobi

I bonobi sono minacciati su più fronti.

Il principale problema è la limitazione dell’areale all’interno della sola Repubblica Democratica del Congo (RDC), un paese che ha attraversato e sta attraversando una crisi politica e umanitaria da molti anni ormai.

La RDC infatti è afflitta da continui scontri tra truppe governative e ribelli proprio nelle aree orientali, habitat dei bonobo.

L’instabilità politica non sempre permette la necessaria protezione della fauna selvatica che rimane vittima di bracconaggio per l’approvvigionamento di proteine animali.

Nonostante la caccia, uccisione e commercio di bonobo sia illegale, in RDC il consumo di “bushmeat” è  elevato per via della povertà diffusa che di fatto obbliga i locali a cacciare e cibarsi delle prede come i bonobo.

In alcune zone del paese il consumo di carne di primate è considerato come un atto barbaro e primitivo, tuttavia questo tabù è inefficace quando i cacciatori provengono da altre del paese.

Un altro problema relativo alla conservazione è l’alta mortalità dei cuccioli riscattati dai santuari in quanto i bonobo sono animali sociali che difficilmente superano il trauma dell’allontanamento dalla madre.

La crescita demografica umana è un fattore preoccupante per la conservazione della specie, aumentando i contatti tra uomo e bonobo aumenta anche l’incidenza di malattie che sono trasmissibili.

Una minaccia incombe inoltre sul futuro dei bonobo, il 99% del suo habitat infatti è adatto alla coltivazione della palma da olio, una monocoltura che distrugge il terreno e con esso la biodiversità. Una sorte simile a quella dell’orango in Indonesia che rischia di sparire proprio per colpa di questa coltura.

Come aiutare il bonobo

bonobo scimmia africanaIl primo passo per proteggere i bonobo è stato fatto, la specie è protetta dalle leggi internazionali e nazionali che impediscono il commercio e l’uccisione degli animali, tuttavia tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

La povertà diffusa e la corruzione in Repubblica Democratica del Congo impedisce di fatto la tutela dell’habitat naturale, parchi nazionali compresi dove la vigilanza e i fondi non sono sufficienti per il controllo effettivo degli illeciti.

Uno dei prossimi obiettivi è la creazione di nuove aree protette per limitare le attività umane all’interno della foresta. Questo va associato con lo sviluppo di un apparato di protezione fatto di personale educato e attrezzato in grado di vigilare il rispetto della legge.

Tutto il processo va integrato a livello nazionale ed internazionale in un network più ampio che coinvolga governi nazionali, associazioni ambientaliste e aziende.

Di pari passo vanno sviluppate attività alternative che comportino la nascita di uno sviluppo sostenibile in grado di sostenere le popolazioni locali.

L’esperienza insegna che devono essere i locali i primi protettori del proprio patrimonio naturale, ma questo non può avvenire in un paese devastato da carestie e guerre che di fatto impediscono lo sviluppo di circoli virtuosi come ad esempio lo sviluppo del turismo sostenibile.

Le nazioni occidentali sono spesso le prime responsabili dell’instabilità perché la maledizione della RDC è la ricchezza di risorse che interessano le multinazionali che dalla povertà traggono beneficio.

Esemplare il caso dello sfruttamento di terre rare che la RDC è ricca: qui i locali per pochi dollari vengono sfruttati in condizioni disumane, mentre l’occidente guadagna miliardi nel silenzio dei governi occidentali.

Bonobo: considerazioni finali

C’è ancora speranza per i bonobo, ma dobbiamo agire subito.

Non abbiamo il diritto di distruggere la casa dei nostri cugini della foresta, ma anzi abbiamo il dovere di proteggerli. Non possiamo definirci una specie evoluta se poi non siamo capaci di garantire i diritti di sopravvivenza della fauna selvatica.

Dalla convivenza con i bonobo possiamo imparare molto sul nostro passato, sono esempi viventi di come eravamo milioni di anni fa, per un pugno di dollari non possiamo distruggere questo meraviglia naturale.

Il bonobo è un animale tranquillo e sociale che risolve i propri problemi attraverso la sessualità, forse siamo noi che dobbiamo apprendere da loro e non viceversa.

Aiutami a condividere il sapere, senza conoscenza siamo ignoranti, con l’ignoranza siamo insensibili e con l’insensibilità siamo distruttori. Magari non lo facciamo con cattiveria, ma ogni singola azione ha un riflesso sulle vite della fauna selvatica.

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Grazie, Alessandro Nicoletti di Keep the Planet

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