Siamo sicuri che per far funzionare bene la società dobbiamo lavorare fino alla morte mentale e spirituale? Anno Sabbatico: come spenderlo al meglio

Hai dei dubbi su come spendere al meglio il tuo anno sabbatico? Noi di Keep the Planet ti spiegheremo come trasformare una pausa in un incredibile esperienza di vita.

anno sabbaticoL’ora della pausa è indispensabile.

Ed è importante spenderla al meglio per quanto essa sia corta o lunga.

È confortante infatti la certezza di potersi fermare un momento durante la giornata, mentre si lavora o quando si è a casa, per un tè, per riposarsi o per riflettere sul da farsi nelle ore a seguire.

Il break o l’intervallo, come lo si vuol chiamare, è importante per stare bene, per ridare la carica e per fare di meglio.

Tutti dovrebbero imporsi una pausa, soprattutto quando il ritmo incessante della quotidianità ci induce a fare le cose di corsa e in maniera meccanica.

Non si può andare a passo spedito sempre, ma bisogna ogni tanto fermarsi per capire dove si sta andando e riprendere l’orientamento.

C’è l’ora dell’intervallo a scuola, la sosta nel viaggio e la pausa caffè.

La pausa settimanale invece per molti è la domenica, per gli ebrei per esempio il giorno di riposo è il sabato ed è proprio da questo che deriva la definizione di anno sabbatico.

Cos’è un anno sabbatico

Non esiste un lavoro ben fatto se non c’è attenzione, riflessione e soprattutto se non c’è il giusto riposo.

Nel V secolo a.C. gli ebrei iniziarono una tradizione che arrivata fino ai giorni nostri, porta ancora il nome originario di anno sabbatico.

L’antico popolo ebraico infatti definiva anno sabbatico l’arco di tempo in cui si liberavano gli schiavi, si condonavano i debiti e si lasciava riposare la terra.

Ciò accadeva ogni 7 anni.

Era fortunato colui che s’indebitava poco prima del settimo anno perché sapeva che tutti i suoi problemi, in ogni caso, si sarebbero risolti.

Questa è una visione dell’anno sabbatico antica, legata sostanzialmente alla religione.

Tralasciamo gli ebrei e le loro vecchie usanze per capire cos’è oggi, un anno sabbatico: l’anno sabbatico oggi può essere visto in chiave romantica oppure, sotto un aspetto un po’ più pragmatico, come una pausa forzata o meno dal proprio lavoro, non retribuita.

Ma andiamo per gradi: nell’ambito del lavoro questa interruzione della propria carriera è prevista per legge.

Può essere richiesta infatti, sia dal dipendente stesso che dal datore di lavoro.

Se lo richiede il dipendente è possibile che egli debba dedicarsi inevitabilmente ad un’attività diversa dal proprio lavoro, come ad un progetto o al volontariato, ad un corso di formazione oppure può riguardare altri motivi personali, che possono essere tantissimi e diversi purché questi impieghi, dimostrino di apportare benefici al lavoro sospeso che riprenderà al ritorno.

Se lo impone il datore di lavoro vuol dire che l’azienda fa riferimento ad una forma di flessibilità per risparmiare un anno di retribuzione mettendo in assenza forzata il lavoratore.

In entrambi i casi il posto di lavoro rimane sempre lì, a disposizione, alla fine del congedo.

Se invece l’anno sabbatico riguarda nello specifico, scienziati, medici o docenti universitari, l’intervallo in questione viene offerto di default dagli enti competenti e dalle istituzioni come periodo retribuito per permettere allo studioso o al professionista di dedicarsi alla ricerca e ad approfondimenti importanti inerenti il proprio campo d’interesse.

L’anno sabbatico è un allontanamento temporaneo dalle proprie attività abituali, per dedicarsi ad altro o per approfondire ciò che si stava facendo in un’altra sede e in un altro luogo.

E’ un periodo di distacco che in ambito lavorativo è ben regolamentato ed ogni Paese ha le proprie direttive: quelle italiane sono disciplinate per esempio dalla legge n. 53 del 2000, conosciuta anche come “legge Turco”.

La legge italiana per esempio è diversa da quella degli Usa e viceversa. All’estero l’anno sabbatico si chiama anche gap year.

Perché prendersi un anno sabbatico

Tradizioni ebraiche o no, lavoro o meno, quando si parla di anno sabbatico è difficile non pensare immediatamente all’immagine di un persona con zaino in spalla che cammina lungo un sentiero tra campi immensi, vicino al mare o tra le montagne. E magari che fa anche l’autostop.

In effetti anno sabbatico per tutti è praticamente sinonimo di libertà e di fuga per vivere nuove esperienze.

Negli Stati Uniti d’America non è raro che un ragazzo o una ragazza finito il liceo, chieda ai propri genitori un anno sabbatico prima di proseguire negli studi universitari.

Negli Usa questa prassi è addirittura consigliata, anzi è più esatto dire incoraggiata, soprattutto da Harvard, l’Università privata di Cambridge, nel Massachusetts, più ambita d’America.

Anche in Italia esiste l’anno sabbatico ma per gli studenti di qui, non è tanto esplicitato.

Succede, ma è molto raro perché viene visto purtroppo come una dimostrazione di svogliatezza.

Ma sappiamo che non è assolutamente così.

I ragazzi in Italia finite le scuole superiori di solito continuano senza battere ciglio l’università, quando sanno già di voler andare all’Università, ma ciò non vuol dire che sono più sicuri dei loro coetanei stranieri.

Questa corsa nel continuare ininterrottamente gli studi non significa che sia la maniera giusta di affrontare la vita, anzi, chi l’ha detto che s’ impara tutto sui libri?

E chi lo ha stabilito che a 19 anni si hanno le idee chiare per il proprio futuro?

Forse qui da noi è più usuale scegliere di fare un anno sabbatico alla fine della triennale, per capire se proseguire per la specialistica o meno, ma siamo ancora lontani dalle abitudini degli studenti d’ oltreoceano.

Siamo tutti convinti di dover seguire gli step imposti dalla società, in maniera lineare e senza ritardi. Il tempo viene visto come una riga tratteggiata da scadenze ma questo modo di vedere le cose, ci allontana dalla piacevolezza di vivere in libertà le proprie passioni e di poterle coltivare e approfondire.

Ecco perché esistono tante ragioni per prendersi un anno sabbatico.

Questo è un elenco delle principali ragioni sul perché prendersi un anno sabbatico:

1. Perché prendersi una pausa è un diritto. Come già ampiamente specificato, fermarsi un momento per ristabilire la bussola, fa bene, ricarica ed è anche previsto dalla legge. Quindi sradichiamo vecchie mentalità che ci rendono anacronistici rispetto al resto del mondo e godiamoci la libertà di dedicare il tempo ad esperienze costruttive, come progetti di volontariato, viaggi o corsi di formazione.

2. Perché un anno sabbatico dà le risposte alle tue domande. Se fossimo tutti sicuri di cosa siamo e di cosa vogliamo sarebbe tutto più semplice, ma sappiamo benissimo che non è sempre così. Che siamo lavoratori dipendenti o studenti, che abbiamo 20 anni o 50 anni arriva sempre quel momento della vita in cui davanti ad una scelta importante non sappiamo cosa fare. Può riguardare la decisione su quali studi intraprendere, oppure la volontà di voler cambiare lavoro o ancora..riprendere gli studi lasciati anni prima, o semplicemente perché si ha bisogno di stare da soli, di evadere e dedicarsi ad attività che più ci rendono felici.

3. Creare esperienze che diventeranno tesoro per il futuro. Prendendo nuovamente l’esempio degli Usa, sappiamo che è una prassi ormai sospendere per un anno gli studi prima di iniziare l’Università. È importante infatti per i docenti e le grandi aziende americane avere studenti e collaboratori che hanno vissuto situazioni di pratica e di studio lontano dai libri. Per un ragazzo vivere esperienze concrete prima di impegnarsi per 5 anni consecutivi agli studi, è un arricchimento importante. E può facilitare gli studi stessi oltre che l’inserimento nel mondo del lavoro. Si sviluppano nuove capacità e ci si approccia allo studio in maniera più attiva.

4. Un anno non è una vita. Molte persone pensano che un anno da dedicare alle proprie passioni o a nuove esperienze possa poi comportare dei cambiamenti nelle cose che si lasciano a casa: amici, famiglia, abitudini. Ma non è così. Andare via per un anno non vuol dire andare via per una vita. Obiettivamente non è tantissimo tempo. A cambiare invece è proprio chi prende questo tempo perché l’esperienza sarà sicuramente tanta e intensa.

5. Assaporare la libertà e diventare più indipendenti. Per i giovani studenti che siano neo diplomati o neo laureati, fare un anno sabbatico, soprattutto all’estero, vuol dire soprattutto acquisire l’indipendenza perchè nè l’ambiente scolastico nè la vita universitaria può offrire la sensazione di libertà che un viaggio lontano da casa per dedicarsi a se stessi e per schiarire le idee, può dare.

6. Imparare un nuovo mestiere. Spesso si pensa che per avere un’ottima formazione bisogna pagare alte somme di denaro, c’è la convinzione che solo così si possa ottenere un lavoro sicuro. Allo stesso tempo però esistono corsi di formazione anche gratuiti o più economici, che richiedono un monte ore elevato che solo se non si hanno altre occupazioni possono essere frequentati. Questo può essere già un buon motivo per prendersi una pausa dal proprio lavoro e dedicarsi alla formazione su attività che più si avvicinano alle proprie passioni o al lavoro che si sta per intraprendere. Lo stesso vale per i progetti di volontariato: ci si può concentrare su un progetto specifico per acquisire competenze che possono tornare utili per cambiare lavoro.

7. Si può fare ad ogni età. Se per i giovani l’anno sabbatico è un’occasione irripetibile di crescita, per i più maturi un anno di riflessione e riposo è non solo legittimo, ma a volte necessario.

 Le migliori esperienze da fare durante il proprio anno sabbatico

Le migliori esperienze da fare durante il proprio anno sabbatico sono quelle che fanno vivere emozioni nuove e che insegnano a relazionarsi con culture diverse.

Un anno sabbatico come già detto vuol dire libertà, vita e soprattutto insegnamento.

Non importa il tipo di studio intrapreso, l’importante è fare nuove esperienze e il volontariato ambientale è la risposta migliore.

Prendersi un anno sabbatico per dedicarsi al volontariato ambientale non solo ripaga tantissimo in tutti i campi, ma è un modo per essere utili e lasciare un contributo importante al Pianeta.

I parchi naturali sono i luoghi ideali per trascorrere il proprio tempo di riflessione e di apprendimento: si sta a contatto con ambienti naturali straordinari.

In Costa Rica per esempio c’è il Il Barra Honda National Park, a poche ore dalla città di San José. Qui ci sono 2.295 ettari di foresta tropicale secca, con una suggestiva rete di grotte e caverne sotterranee.

Dire “prendo un anno sabbatico e parto per la Costa Rica” ha già un certo fascino oltre ad essere una scelta bellissima per un viaggio da fare durante l’anno sabbatico, essendo la Costa Rica, un vero paradiso dell’ecoturismo.

In Costa Rica oltre che godersi le bellezze del posto, ci si ritrova a tutelare e a proteggere le specie in via di estinzione in quella che è un’area totalmente tropicale abitata da numerose specie di pipistrelli, scimmie urlatrici, gattopardi, pappagalli rossi e rettili.

Insomma un’esperienza che vale mille volte di più di un paio di libri da studiare in un aula, che hanno il loro valore certo, ma non esclusivo.

Il Nepal invece è una destinazione che più rispecchia l’ideale di anno sabbatico.

La cultura nepalese infatti è molto simile alla cultura indiana e tibetana molto famose perché intrise di spiritualità. Qui ci sono le più alte e magnifiche montagne del mondo, le montagne dell’Himalaya.

Lasciare tutto per un anno e andare a contribuire alla conservazione degli animali in via di estinzione e dell’ecosistema dell’ Himalaya, che presenta una fauna selvatica unica al mondo apporta competenze ed esperienze umane sensazionali.

In questi luoghi vive il leopardo delle nevi, l’orso nero americano (o Black Bear), il cervo muschiato (o mosco dell’Himalaya) varie specie di uccelli tra cui numerosi avvoltoi a rischio di estinzione.

Se l’adrenalina inoltre è la carica che fa per te, un anno sabbatico alle isole Fiji è quello che più ti si addice. Questa nazione del Sud Pacifico costituita da più di 300 isole ti coinvolgerà per i paesaggi frastagliati caratterizzati da spiagge puntellate di palme e lagune limpide con barriere coralline.

In questi mari vivono gli squali ed è qui che come volontario per la tutela ambientale, si potranno osservare da vicino vivendo emozioni che al ritorno potranno essere raccontate con entusiasmo.

Potrai inoltre, senza avere requisiti particolari,svolgere anche attività di studio. Partire infine per spiagge incontaminate e assaggiare cibi esotici osservando templi dorati è il sogno di molti giovani che amano esplorare posti lontani e diversi dall’Italia.

LaThailandia è uno di questi e rappresenta la tappa più ambita per un primo viaggio nel Sud est Asiatico.

Qui come volontario potrai andare a fare, oltre che il classico viaggio turistico, attività di tutela dei fondali marini.

Un viaggio sarà ancora più bello se avrà una meta speciale e uno scopo da portare a termine.

 

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