Come si diventa addestratore di delfini negli acquari 🐬

E quindi vuoi diventare addestratore o addestratrice di delfini, orche, belughe.

Sei giunto nel posto giusto.

Potrei parlarti dei corsi di formazione per diventare addestratore, delle strutture a cui mandare il tuo CV, ma non lo farò.

In questo video/articolo infatti vedremo tutti i motivi per cui non dovresti seguire e sognare questa carriera.

Ami i delfini e vorresti vederli felici?

Di tutti i lavori che potresti e dovresti fare per la tutela dei delfini, sicuramente quello dell’addestratore è il meno adatto.

Ti stai chiedendo il perchè?

Leggi o guarda il video:

Contenuti dell'articolo

L’ecologia dei delfini

I delfini sono animali estremamente intelligenti con capacità cognitive altamente sviluppate, con capacità linguistiche proprie, nonché reti sociali complesse e relazioni intergenerazionali tra gli individui. Hanno delle strutture familiari simili a noi umani.

In natura un delfino nuota oltre 100 km in un giorno, esplora grandi porzioni di mare, gioca con i suoi simili, addirittura fa surf sulle onde, è capace di nuotare in profondità, saltare in superficie, e lo fa in compagnia dei suoi simili, in libertà, a casa sua, in mare aperto.

Tutte cose impossibili in cattività, in pochi metri di piscina.

Da biologo marino non posso non odiare tutte quelle attività che ospitano cetacei in cattività.

Per fare questo video ho visto alcune interviste di addestratori e una frase di una ragazza che lavora in questo settore mi è rimasta particolarmente impressa:

Avere una laurea in scienze naturali o biologia marina aiuta, ma di certo non è la base per fare questo lavoro.

Vorrei dire a questa ragazza che siamo completamente d’accordo, per chi ha una laurea in biologia marina come il sottoscritto, le strutture in cui lavorate dovrebbero chiudere immediatamente.

Quando sentirai qualcuno difendere la detenzione dei cetacei in cattività, non dimenticarti che questa è un’industria multimilionaria molto profittevole.

Noi umani siamo soliti portare l’acqua al nostro mulino, chi difende queste attività non fa altro che difendere il suo lavoro, la sua passione.

Questo però non rende il suo punto di vista giusto e corretto.

I tre motivi per non diventare addestratore di delfini

come si diventa addestratore di delfiniA livello internazionale ci sono circa 3000 tra delfini orche e beluga in cattività, un trend in calo nel mondo occidentale, ma in crescita nei paesi asiatici.

Ci sono diversi motivi dimostrati scientificamente per cui detenere delfini, ma più in generale cetacei in cattività è una barbaria, in questo video vedremo i principali.

La prima motivazione è il motivo etico: per quale ragione noi umani dovremmo detenere delfini, animali intelligenti, in condizioni di schiavitù, solamente per motivi futili come il divertimento di ignari turisti paganti?

Come società cosiddetta civile, abbiamo già un enorme problema da risolvere con la produzione di cibo, credo che lo sfruttamento animale causato dagli allevamenti intensivi sia già più che sufficiente e non dovremmo ampliarlo anche al settore dell’intrattenimento.

Le tematiche che ruotano intorno alla produzione di cibo sono nettamente più complesse da risolvere, nel caso della sofferenza causata ai delfini, personalmente credo che i futili motivi, cioè il guadagno degli acquari e il presunto divertimento dei turisti, sia un aggravante e che pertanto dovremmo regolamentare e iniziare un percorso veloce di divieto internazionale alla detenzione di questi animali.

Il secondo motivo per cui dovremmo fermare questi spettacoli è puramente conservazionistico.

A differenza di alcuni zoo dove la detenzione di specie selvatiche può essere giustificata con fini conservazionistici, nel caso dei cetacei questo non apporta nessun beneficio nella sopravvivenza della specie. Spesso infatti questi cetacei vengono catturati in mare per poi essere esposti negli acquari.

Chi pensa alla funzione educativa degli show dei delfini ed orche, sinceramente sta molto lontano dalla verità. Non c’è nessun reale motivo nel tenere questi animali intelligenti oltre che al mero profitto di pochi e al presunto di divertimento di tanti.

Terzo motivo per non detenere cetacei in cattività è la salute fisica e mentale di questi animali.

Abituati a nuotare per centinaia di miglia al giorno, i pochi metri di una piscina sono una vera e propria prigione. Ad aggravare la situazione è la biologia e l’etologia di questi animali.

I delfini per muoversi in mare aperto ad esempio utilizzano l’ecolocalizzazione, onde sonore che, rimbalzando su un oggetto, provocano un’eco di ritorno che fornisce informazioni sulla distanza e le dimensioni di quell’oggetto. Un complesso sistema che diventa una tortura vera e propria nei limitati confini di una piscina.

Queste sofferenze si notano facilmente nei delfini in cattività che assumono le cosiddette stereotipie, cioè delle ripetizioni di una sequenza invariata e costante di uno o più comportamenti ripetitivi.

Si ritiene che questi comportamenti ripetuti siano un effetto diretto della compromissione cronica del benessere mentale ed emotivo dell’animale e deriva da noia, mancanza di stimoli, stress, e depressione.

Numerosi esempi documentati di stress sono stati osservati sia nei delfini che nelle orche, come il ripetuto spaccare la testa contro le pareti della vasca o il rosicchiare pareti e cancelli.

Lo spazio è limitato, il che provoca aggressività e frustrazione. Di fronte a un aggressore, i delfini in natura possono facilmente nuotare via per evitare un’interazione. Invece i delfini in cattività spesso portano cicatrici o segni di rastrelli, prova di uno scontro con un compagno di vasca.

Immagina di essere condannato all’ergastolo da innocente dentro una stanza di 3 metri per 3, secondo te quanto tempo impiegherai prima di impazzire?

I delfini hanno un cervello sviluppato proprio come noi e non meritano di essere torturati a vita perché non hanno commesso nessun reato penale.

Ora molti difensori degli acquari diranno che no, i delfini in cattività sono felici, ridono e sono affezionati al loro addestratore, basta guardare la loro espressione di gioia.

Ecco queste sono tutte BIP.

I delfini catturati in natura devono subire un addestramento severo per adattarsi alla cattività. Devono imparare ad accettare una dieta basata su pesci morti, oltre a sottoporsi a una serie di operazioni invasive, come l’alimentazione con sondino e le visite mediche.

Anche i delfini nati in cattività devono abituarsi alle interazioni umane che sono loro richieste. Ciò si ottiene, senza eccezioni, attraverso la formazione sulla privazione del cibo. Etichettati come “rinforzo positivo” o “condizionamento operante”, i delfini sono tenuti affamati da rispettare le istruzioni degli addestratori, sia per imparare nuovi comportamenti sia per eseguirli durante uno spettacolo o un incontro turistico.

I delfini che vivono in cattività sono spesso collocati in raggruppamenti innaturali con delfini che provengono da famiglie e specie diverse, rendendo la comunicazione tra loro difficile o impossibile.

Non è certo un mistero che molti acquari somministrano farmaci che curano la depressione negli esseri umani come le benzodiazepine ai cetacei.

Se vuoi diventare un addestratore di delfini, sappi che in realtà ti dovrai trasformare in un severo carceriere.

E’ questo quello che vuoi?

Oltre alla sofferenza mentale, si aggiungono le problematiche fisiche.

Poiché i serbatoi e i recinti nelle strutture hanno una profondità limitata, i delfini in cattività spesso subiscono una sovraesposizione ai raggi solari che provoca scottature e vesciche. Spesso l’ossido di zinco deve essere applicato sulla schiena per evitare danni. Il riflesso della luce solare sulla superficie dell’acqua può causare inoltre seri problemi di vista.

In alcune strutture, l’acqua viene trattata e mantenuta in modo improprio che aggravano le già precarie condizioni di salute degli animali che devono essere sottoposti a continui interventi sanitari.

Dopo questo lungo ma doveroso articolo, sogni ancora di diventare un torturxxxx, addestratore di delfini?

Considera questo mio video come uno spunto, non prenderlo per oro colato, non devi credere a me, documentati, leggi riviste, guarda documentari come Black Fish, studia la storia di Rick O barry l’addestratore di Flipper, il delfino protagonista della famosa serie, che da addestratore è diventato il più famoso attivista contro i delfini in cattività. Non credere a me, ma studia e rifletti.

Se ami i delfini, se vuoi lavorare con loro, se vuoi vivere a contatto con queste meravigliose creature ci sono modi decisamente migliori.

Puoi diventare biologo marino e specializzarti nello studio di questi mammiferi marini, puoi partecipare ad un volontariato ambientale dedicato alla loro conservazione, puoi semplicemente ammirarli a casa loro, in mare aperto.

Qui sotto trovi un link per accedere ad un ricco database di associazioni che potrebbero fare al caso tuo.

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